Home
Il blog de IConfronti utilizza cookie di servizio e di analisi. Continuando la navigazione accetti l’uso di tali cookie. Più informazioni.
Tu sei qui: Home » Il logonauta » Il peggior male? Far finta che non sia successo nulla

Il peggior male? Far finta che non sia successo nulla

Il peggior male? Far finta che non sia successo nulla
di Roberto Lombardi

NonVedoNonSentoNonParlo

SOL SOL SOL MI. (Pausa) FA FA FA RE.
Forse non ci dicono nulla queste note, ma ascoltandole ognuno riconoscerebbe il potente attacco della Quinta Sinfonia di Beethoven. Il destino bussa alla porta con decisione: SOL SOL SOL MI. Ci è capitato di riascoltarlo il destino: ha bussato con forza alla nostra porta, alla porta di questo paese. Siamo certi di averlo sentito tutti? Faremmo meglio a spegnere i televisori (quelli che abbiamo in casa e quelli che restano accesi nella nostra testa) e a spalancare le finestre, si sentirebbe un disagio che stenta persino a farsi malessere, che pesa di sacrifici sempre più incomprensibili e di un’insofferenza che per ora sa solo implodere, ma che non tarderà a trovare altre vie di sfogo. Ma non mi piacerebbe affatto, non lo potrei sopportare, se qualcuno adesso semplicemente richiudesse le imposte, serrasse gli scuri, tirasse le tende, e facesse finta né di aver gridato né di aver sentito. A Salerno la sordità sembra totale. C’è chi tace – e il peggior sordo è chi non vuol sentire;  e c’è chi brinda, regala champagne: sono gli stessi che si insultano, ma su queste beghe è meglio stendere un velo (o un lenzuolo). Si sentono echi provenienti dalla Prima Repubblica: sposto una pedina di qua e ne cade una di là; muovo un pedone qui, e lì salta un alfiere. Sembra che per loro non sia successo nulla: ubriachi dell’euforia di chi è scampato, si voltano a guardare l’acqua perigliosa e tirano un sospiro di sollievo, come se il destino che li ha salvati non lo avesse fatto solo per rigettarli in acqua. Non è solo il paese che rischia di saltare: dall’Europa intera si sente un rumore di fondo, un suono pesante: è il respiro affannato di chi è stanco di girare in tondo, a vuoto, per macinare farina che non cadrà mai nel suo sacco.

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 390

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto