Il Piano Marshall secondo Eduardo

Il Piano Marshall secondo Eduardo
di Pasquale De Cristofaro
Il regista De Cristofaro
Il regista De Cristofaro

Il piano Marshall vide ufficialmente la luce nel 1948 e si pose, come obiettivo primario, di fare uscire l’Europa Occidentale dalla fase di depressione seguita alle immani sciagure e devastazioni causate dalla seconda guerra mondiale. Gli Stati Uniti, in una parola, inondarono di dollari il vecchio continente per favorire una ripresa della produzione industriale e un’espansione dei consumi. Con questi aiuti straordinari, si intese cambiare in modo strutturale le economie europee conformandole sul modello statunitense di libero mercato, capitalistico ed espansivo. Allo stesso tempo, fu subito evidente ai più, che tali aiuti non erano affatto a fondo perduto. In un momento in cui le democrazie con difficoltà cercavano di riorganizzarsi, l’alleato d’oltre oceano si servì di questa strategia anche per fermare la sirena del comunismo. Per gli americani, il punto centrale della questione, era innanzitutto riportare un po’ di fiducia e speranza negli europei stanchi e annichiliti dalle rovine causate dal conflitto mondiale. Si voleva convincere il cittadino medio che un nuovo stile di vita fosse possibile, innestando nuove dinamiche di guadagno e di spesa mai prima sperimentate. Una trasformazione senza precedenti impegnò anche il nostro paese che in pochi anni vide la sua economia pressoché rurale cambiare radicalmente e diventare di colpo, industriale.

Per far sì che tutto questo fosse accettato, gli americani ebbero la consapevolezza che bisognasse mettere in campo una grandissima campagna di propaganda, pubblicitaria e persuasiva. Si servirono d’ogni mezzo, stampa, radio e cinema. Furono scritturati i migliori, artisti, attori e registi, che diedero, ognuno nel proprio campo, una mano a far passare l’idea di quanto fosse necessario il Piano. Anche il grande Eduardo fu impegnato in quest’opera. In un breve filmato dal titolo “Monologo”, l’attore partenopeo fu protagonista di un lancio sul significato del Piano e dei suoi immaginati risultati. Il monologo scritto presumibilmente da lui stesso (qui Eduardo riprende la famosa scena del balcone di “Questi Fantasmi”, in cui il protagonista si rivolge direttamente ad un dirimpettaio fuori scena) cerca attraverso un equilibrato scetticismo di far capire di cosa si tratta. Bisogna, però, aggiungere che forse proprio a causa di questo scetticismo il filmato non fu mandato mai in onda. Ora la pellicola, fortunosamente saltata fuori, è stata miracolosamente recuperata e recentemente restaurata dalla Cineteca Nazionale. Anche a Salerno è stato possibile vedere questo documento eccezionale grazie alla proiezione che si è avuta nei giorni scorsi durante l’evento organizzato dalla collana di teatro contemporaneo “corpo novecento”, “Il divino anacronismo”.

redazioneIconfronti