Gio. Lug 18th, 2019

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Il Premio Paestum ricorda il suo presidente Carmine Manzi

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Proclamati i vincitori della 53° edizione nel segno del fondatore scomparso ad aprile scorso

Si è svolta questa mattina, presso il Palazzo Vanvitelliano di Mercato San Severino, la 53° edizione del premio Paestum. La manifestazione per la prima volta è stata orfana del suo fondatore, il poeta e scrittore Carmine Manzi che si è spento lo scorso mese di aprile all’età di 92 anni. Questa edizione del premio – organizzata da Anna Manzi, figlia del professore Manzi – coincide con il 63° anniversario della fondazione dell’Accademia di Paestum e con il 73° anniversario della rivista Fiorisce un Cenacolo, che negli anni è diventata l’organo ufficiale del premio organizzato con amore e dedizione da Carmine Manzi.
Nell’occasione sono stati assegnati i premi di poesia, narrativa e saggistica.
La manifestazione gode del patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Campania e del Comune di Mercato San Severino.
Moderatrice dell’evento è stata la giornalista Luisa Trezza, che ha voluto tracciare un significativo e toccante ricordo del professore Manzi per poi passare la parola al sindaco di Mercato San Severino e assessore regionale, Giovanni Romano. Quest’ultimo ha elogiato e ricordato l’impegno dei figli del professore – Anna, Andrea e Menita – esortandoli a continuare nell’opera intrapresa dal genitore.
«Egli è qui, lo vedo nei vostri occhi» – ha detto il sindaco aggiungendo: «Carmine Manzi era un giovane di novanta anni che ha vissuto la sua vita con coerenza». Il sindaco ha anche annunciato l’intitolazione dell’aula consiliare al professore Manzi e ha invitato Enzo Todaro, presidente dell’Associazione dei giornalisti salernitani a tenere viva la memoria del fondatore del Premio Paestum.
Rino Mele ha intrattenuto l’attenta platea con un ricordo personale di Carmine Manzi. «Il segno salvifico della parole che si avvicina al silenzio è la poesia, attraverso la quale sappiamo di non essere vissuti invano e di non dover sprofondare in un baratro» – ha detto nel suo discorso Mele.
L’attore e regista Pasquale De Cristofaro, accompagnato alla fisarmonica dal professore Gianfranco Rizzo, ha letto alcuni suggestivi e commoventi brani di Carmine Manzi sul Natale, sulla solitudine e sulla famiglia.
La parola è poi passata ad Anna Manzi, anima del premio di quest’anno, visibilmente emozionata che ha tenuto a precisare che «quest’anno il premio vive un’edizione di transizione» ma che «a partire dalle prossime edizioni sarà organizzato come sempre a ottobre e coinvolgerà poeti e letterati di tutte le regioni d’Italia e prevederà una sezione interamente dedicata a Carmine Manzi». Nel ringraziare tutti i presenti, Anna Manzi ha ricordato che «la poesia è amore, forza, gioia e fiducia nel domani, luce di speranza e fratellanza: questa era ed è la ragione fondamentale del Premio Paestum e il motivo ispiratore perseguito dal suo fondatore». Subito dopo il discorso, Ciro Adinolfi, in rappresentanza dell’EPT di Salerno, ha consegnato ad Anna Manzi una medaglia d’oro, condividendo con il pubblico un suo personale ricordo di Carmine Manzi.
Il professore Basilio Fimiani, a nome della giuria composta da D’Alessio, Basile e Adreola, ha illustrato i criteri con cui sono stati selezionati i vincitori del premio di quest’anno.
Enzo Todaro, che è stato premiato come giornalista, ha proposto di istituire un premio di giornalismo interamente dedicato alla figura del professore Manzi. Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento di Salvatore Campitiello, consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti e presidente dell’Assostampa Valle del Sarno che ha preannunciato una serie di iniziative per onorare la memoria di Carmine Manzi; fra queste, una particolare menzione della sua nobile figura di giornalista, poeta e scrittore in occasione della celebrazione che il vescovo della Diocesi di Nocera-Sarno terrà il prossimo 24 gennaio, giorno in cui ricorre la festività di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

(b. r.)

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