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L’Unesco ha seri dubbi sul riconoscimento ai Gigli di Nola

L’Unesco ha seri dubbi sul riconoscimento ai Gigli di Nola

Giovanni Puglisi (foto), Presidente della Commissione Nazionale Unesco, replica al Sindaco di Nola, Geremia Biancardi, intervenuto a difesa della Festa dei Gigli del comune campano dopo che ieri lo stesso Puglisi aveva ventilato l’eventualitĂ  del ritiro della candidatura della Festa a Patrimonio Immateriale dell’UmanitĂ , in relazione al tema delle infiltrazioni camorristiche. Il Professor Puglisi prima di imbarcarsi per un volo a Milano ci tiene a precisare che nella vicenda dei Gigli «bisogna prestare molta attenzione all’immagine complessiva legata ad essi, sul territorio», anche perchĂ© «il nome dell’Unesco è molto impegnativo».
Presidente Puglisi ha cambiato idea sulla festa dei Gigli di Nola?
Non ho assolutamente cambiato idea. Rimane il problema politico dell’equivoco e della confusione in cui viene lasciata la comunità internazionale. Ma io non voglio fare polemiche, né criminalizzare tutti. Vorrei che l’asticella della vigilanza fosse alzata al massimo.
Allora mi faccia capire, ha letto la dura nota del sindaco di Nola, che ne pensa?
L’ho letta, probabilmente il sindaco ha scritto quella nota prima di leggere una mail che ieri sera io ho inviato, anche a lui, in risposta ad un accorato scritto proveniente da un giovane nolano di 23 anni che mi ha davvero colpito. Ieri avevo scritto che prima di assumere ogni decisione avrei riflettuto profondamente, avrei adottato tutti gli accorgimenti e accertamenti per non prendere decisioni affrettate e sbagliate. Il sindaco forse non ha vista la mia mail.
E che tipo di accertamenti sta facendo?
I miei uffici stanno facendo indagini dettagliate. So della questione di Barra di qualche settimana fa e degli incidenti di giugno a Nola…
E lei ritiene che la camorra si sia fermata geograficamente a Barra, mentre invece la paranza finita al centro delle indagini, che “culla” il Giglio di Barra smantellato, ogni anno viene ingaggiata a Nola per “cullare” il Giglio nolano?
Il problema non riguarda solo Nola o il quartiere di Barra, riguarda tutti noi e tutta l’Italia. Io non faccio il Procuratore della Repubblica, non faccio il magistrato. Non voglio criminalizzare tutti. Anzi, nella mail inviata ieri al giovane 23enne nolano ho anche detto che “combattere la camorra è un dovere morale, anzi direi un imperativo categorico… Non posso rischiare, con un’azione mossa da sentimenti di profonda ripulsa per ogni attivitĂ  riconducibile alla criminalitĂ  mafiosa, di minare a distanza sogni e speranze di coloro che si ispirano ai miei stessi valori”. Ma questo è il punto centrale, bisogna combattere la camorra efficacemente sul territorio. Rimane il problema di natura politica: la grande confusione che si induce nel turista dell’Australia, piuttosto che di un altro luogo del mondo, quando si unisce il nome dell’Unesco con la festa dei Gigli di Nola. Occorre fare chiarezza, il patrimonio Unesco non può essere mescolato con altre vicende. Trenta anni fa accadeva che il Der Spiegel pubblicasse una foto con gli spaghetti, simbolo dell’eccellenza italiana con una pistola P38, usata dai terroristi. Questo non può accadere con l’Unesco.
Su queste vicende sono intervenuti anche i vescovi campani ed il prefetto di Napoli De Martino. 
Lo so, e so anche che i vescovi riuniti con il Cardinale Sepe hanno sottolineato che quella di Nola non ha solo un significato religioso.
E allora che decisione assumerĂ ?
Per il momento stiamo leggendo le informazioni, la decisione è sospesa, ma questo non significa né che ci ho pensato, né che ho cambiato idea. Al momento a Parigi si sta valutando la candidatura delle feste a spalla. Io non vado ad interferire…

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