Il rigore di Napolitano si sgonfia con il pallone

Il rigore di Napolitano si sgonfia con il pallone

di Gigi Casciello

Il mondo va a rotoli, in Nigeria fanno mattanza di cristiani tra cui donne e bambini, l’Eurogruppo deve correre in soccorso delle banche spagnole con 100 miliardi di euro e l’Italia si consola per un pareggio conquistato contro la Spagna, che è sì campione di Europa e del mondo di calcio ma certo non è il Brasile di Pelè, e la nostra nazionale di supermilionari non è la Longobarda.
Questa è l’Italia, capace di tirare fuori tutto il proprio animo, rivendicativo e vendicativo ed un po’ plebeo, di fronte alla politica ed alla classe dirigente quando viene colta con le mani nella marmellata ma ancora più pronta ad assolvere se nella macchina della giustizia, comunque infernale e che non sempre si muove con equità non cedendo alla spettacolarizzazione, restano impigliati gli eroi del pallone.
E’ accaduto negli anni Ottanta quando le auto della Guardia di Finanza a e dei carabinieri arrivarono a bordo campo per arrestare calciatori ancora in mutande, si sta ripetendo ora. Allora Paolo Rossi, già diventato Pablito in Argentina, fu in tutta fretta spinto in nazionale, poi santificato con la vittoria del Mundial in Spagna. Si replica oggi con il calcioscommesse la cui inchiesta non ha risparmiato la nazionale ed ha costretto persino il capitano della nazionale Gigi Buffon a doversi giustificare per assegni di oltre un milione e mezzo versati ad una tabaccheria-centro scommesse di Parma.Ce ne sarebbe stato abbastanza almeno per lasciare all’indifferenza ed al distacco almeno questi giorni dei campionati europei di calcio in Polonia. Ed invece no: a Danzica, nota per ben più meritevoli battaglie, è arrivato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E come è andata lo vediamo oggi sui giornali: abbracci e baci a tutti negli spogliatoi con Buffon che stringe a sé Napolitano come potrebbe fare con un nonno che ha superato gli 80 anni.
E’ bastato un pareggio per dimenticare ed assolvere. Chissà cosa avrà pensato il premier Monti che il campionato di calcio ed i suoi presunti eroi li avrebbe voluto fermare almeno per un anno e che per un altro pareggio, quello del bilancio dello Stato, invece è deciso a far versare agli italiani ancora lacrime e sangue.

redazioneIconfronti

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