Ven. Lug 19th, 2019

I Confronti

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Il risentimento non aiuta la politica a costruire alternative

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Nella campagna elettorale una sterile contrapposizione ha prevalso su idee e progetti
di Vincenzo Pascale (da NY City)
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Foto: www.agenparl.it

La recente campagna elettorale ha posto agli elettori italiani messaggi diversificati e sentimenti contrastanti. In genere una campagna elettorale deve far leva sulla persuasione politica, se vogliamo sul convincimento dell’elettorato che un programma di una parte politica beneficerebbe di più il Paese e dunque l’elettorato che lo sosterrebbe. Niente di tutto ciò è avvenuto. Vincitori e vinti si sono incontrati nel sezionare il presente ma senza mai offrire una valida alternativa, diciamo, spendibile per il futuro. La campagna di Grillo e del M5S è stata tutta costruita e sviluppata intorno al tema del Risentimento. Il PD ha enfatizzato la responsabilità elettorale (la loro!) di una futura classe dirigente alla luce del discredito subito da anni di infausta corruzione politica. Il PDL invece ha costruito una narrativa più da imbonitori che da politici. Le lettere recapitate a domicilio con la prospettiva di vedersi l’IMU rimborsata, una politica di riduzione delle tasse (quella sì necessaria!) ma in una ottica di pura vaghezza politica. Insomma, destra, sinistra e grillini hanno comunicato, ad essere gentili, male il loro messaggio politico. Su tutti il M5S che ha incentrato tutta la campagna elettorale non solo sul fallimento in toto della attuale classe dirigente ma montando un risentimento verso essa e la politica, di fortissimo impatto mediatico. Stando ai risultati gli elettori gli hanno dato ragione. Ma costruire un messaggio politico sul risentimento porta spesso a risultato tragici. Al fondo del messaggio c’è la violenza. Non crediamo che il M5S sia un movimento politico. Il loro leader-non leader è pur sempre un comico.prestato alla politica…Gli si può credere o bisogna ridere alle sue proposte politiche? Ne l’uno né l’altro. Bisogna individuare il sentimento che muove i suoi comizi..il risentimento… Esso come ci insegnano i maestri della filosofia occidentale altera il giudizio morale e conduce alla violenza oppure all’autodistruzione.. Cosa pensare ora? La politica italiana è attraversato da troppi sentimenti contrapposti e contenenti una forte carica (in potenza) di violenza. Questo non aiuta il Paese. Abbassare i toni non è atto consono ai nostri politici. Dire la verità potrebbe gettare il Paese nel caos.. Per fortuna, o grazie alla Provvidenza, un uomo arrivato dalla fine del mondo, Papa Francesco, potrebbe aiutare a stemperare i toni, non quelli politici. Non sarebbe suo compito, ma quelli emotivi. Se il Paese non ritrova quell’unità del bene e della bontà il suo futuro potrebbe essere ancora più cupo di quello che lo attende. D’altronde il messaggio del terzo millennio è proprio questo. La rivoluzione, il cambiamento…iniziano dapprima dentro di noi.

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