Il sacro graal

Il sacro graal
di Angelo Giubileo
Angelo Giubileo
Angelo Giubileo

Ha ragione la sinistra pd!
Abbiate idea che il cuore della vicenda politica dell’ultimo ventennio e oltre, post-tangentopoli, sia la riforma della Costituzione? Cambiata nel senso di un falso “federalismo” e di un “glocalismo” dispensatore di debito pubblico? Niente affatto, vi sbagliate! E la stessa cosa, vale anche per la questione legata all’approvazione, in sé e per sé, del prossimo referendum costituzionale di ottobre sulla nuova riforma, approvata da una risicatissima maggioranza del Senato in settimana.
In effetti, l’approvazione definitiva – di quest’ennesimo tentativo parziale di riforma della Costituzione – servirebbe a invertire il raggio dell’azione politica, di nuovo dalla periferia al centro. Cosa che, congiunturalmente, sia detto con chiarezza andava fatta con l’avvio del processo di Maastricht (7 febbraio 1992); e questa, a consuntivo, resta una responsabilità storica importante che la politica in Italia non ha voluto o non è stata capace di assumersi.
Fallito quest’obiettivo per vent’anni e oltre, nell’agone la questione centrale è sempre stata viceversa quella della legge elettorale, ovvero il meccanismo che stabilisce le regole del gioco nell’ambito del sistema di democrazia che occorre tutelare e garantire quotidianamente.
Ora, come spesso accade a ogni classico giro di boa, la situazione in generale sembra riproporsi nel nostro paese tale e quale al periodo della vecchia tangentopoli (il cui primo episodio risale al 17 febbraio 1992), ma con una diversa situazione in Europa che potremmo definire di “contrazione” e non viceversa di “espansione”. Una situazione quindi potenzialmente pericolosa, che da tempo suscita ripetuti allarmi; e già una conferma, nei termini e modi di restringimento delle frontiere e alle frontiere nazionali di alcuni tra i paesi membri dell’Unione.
In estrema sintesi, per l’Italia il nodo apparentemente sempre nuovo da sciogliere riguarderà ancora la legge elettorale. E la situazione, riteniamo che sia tale da scongiurare assolutamente l’approvazione del combinato disposto, come direbbe un qualsiasi giurista, dell’ultima proposta approvata di riforma costituzionale e dell’Italicum; beninteso, con premio di maggioranza previsto per la lista e non, come sarebbe viceversa più che opportuno, per la coalizione.
Stavolta, è in gioco il destino della democrazia in questo paese!

redazioneIconfronti

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