Home
Il blog de IConfronti utilizza cookie di servizio e di analisi. Continuando la navigazione accetti l’uso di tali cookie. Più informazioni.
Tu sei qui: Home » MummyBook » Il settimo senso [materno]

Il settimo senso [materno]

Il settimo senso [materno]
di Nicoletta Tancredi

Io lo sapevo che lo sport più sicuro era il nuoto.
Uno sport dolce, a contatto con l’acqua, niente urti, cicatrici, fratture, tagli e suture.
L’ho sempre pensato e l’ho sempre detto: o il nuoto o il nuoto.
Certo potrebbe sempre capitare di scivolare, correndo lungo il bordo vasca.
Ma i bambini, almeno i cuccioli dai 3 ai 5 anni, non corrono, sono accompagnati per mano dal personale addetto e indossano le ciabattine.
Insomma, la piscina è una santa cosa. Un vero toccasana, per il corpo del bambino e per la mente della madre, che comoda se ne sta lì a guardare la lezione, aspettando poi che le fanciulle escano “docciate” e “phonate”. E invece no!
Quest’anno, vuoi una cosa, vuoi un’altra, alla fine non siamo capitate a provare uno degli sport più pericolosi? Sì! Il pattinaggio.
Lo so, lo so, qualcuno di voi starà ridendo.
Il pattinaggio certamente non è annoverato tra gli sport estremi. Ed io stessa da bambina lo praticavo.
Ma io, cuore di mamma, sapevo che questo non era lo sport per le mie bambine.
Cioè, a dire il vero, per Camilla sì.
Camilla, sarà la sua altezza, mantiene molto bene l’equilibrio. È una libellula. Disinvolta. Più sulla pista di pattinaggio che a nuoto.
Sarà anche questo suo stile un po’ contessa: “non mi schizzate che mi bagno”.
Ma Paola no! Io lo sapevo che si sarebbe fatta male.
Paola è più irruenta, più precipitosa. Molto più disinvolta in acqua che su una pista di pattinaggio. In mezzo a tutti quei bambini che frequentano da settembre e che sembrano schegge impazzite.
Io mi rendevo ben conto del pericolo. E infatti quando ho comprato i pattini, contestualmente, se non prima, ho comprato anche un casco.
Un bel casco protettivo. E infatti ero più tranquilla. O per lo meno non avrei mai immaginato che Paola si sarebbe fatta male alla lezione di prova. E pensare che stavamo quasi per andar via…
E invece, PAM!, è andata a sbattere contro la gamba di un ragazzo e, ancora, PAM!, di rimbalzo contro una colonna di metallo…  e si è fatta male all’orecchio. Quanto sangue, amore di mamma!
Le urla risuonavano per tutto il palazzetto. Acute da far ritornare l’udito ai sordi…
Proprio contro una colonna di metallo doveva andare a sbattere la mia piccolina! Proprio all’orecchio si doveva far male!
Ma cosa ci fa una colonna nel bel mezzo di una pista?
Ecco, a ben guardare, non era in pista, ma fuori.
Era una di quelle colonne che sostengono il parapetto dove, durante le gare, prende posto la giuria.
E il casco protettivo certamente protegge anche le orecchie ma, una volta uscita dalla pista, l’avevo riposto assieme ai pattini, nel borsone.
Insomma, Paola non era sui pattini, stava semplicemente camminando …
Io lo sapevo che il pattinaggio era un sport pericolosissimo!

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 128

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto