“Il silenzio è mafia”, perciò i giovani non taceranno

“Il silenzio è mafia”, perciò i giovani non taceranno
di Luca Brando*
Luca Brando

Il Rotaract è un programma del Rotary International dedicato a giovani uomini e donne, di età compresa tra i 18 e i 30 anni, di buon carattere e con potenziali qualità di leadership. Lo scopo del Rotaract è offrire ai giovani di entrambi i sessi l’opportunità di elevare le conoscenze e le capacità che contribuiranno al loro sviluppo personale, di affrontare le esigenze materiali e sociali delle loro comunità e di promuovere migliori relazioni tra i popoli del mondo attraverso l’amicizia e il servizio.
Nel mondo sono attivi 7.179 Club Rotaract che contano circa 165.117 soci in circa 162 paesi del mondo. In Italia sono presenti 394 Club, con circa 7.000 soci, organizzati in 10 distretti.
Il Rotaract Club Distretto 2100, che comprende Campania e Calabria, ha deciso, per quest’anno, di portare avanti un’iniziativa che gli consentirà di entrare nelle scuole medie superiori di secondo grado e parlare di legalità e di criminalità organizzata.
Il progetto, intitolato “il silenzio è mafia” e nato in occasione del ventennale della morte dei giudici Falcone e Borsellino, due eroi della legalità che, come tanti altri, hanno sacrificato la loro vita per dire no alla criminalità organizzata, ha come scopo, da un lato quello di interrogare la popolazione adolescente circa la percezione personale del fenomeno mafioso e dall’altro quello di contribuire ad infondere nei più giovani una consapevole cultura della legalità.
Emblematico è il titolo del progetto, che sottolinea come tutti debbano trovare il coraggio di ribellarsi alla camorra e alla criminalità organizzata. Nessuno può stare in silenzio se un povero ragazzo viene brutalmente ucciso solo perché scambiato per un pusher, nessuno può accettare che i propri rappresentanti a livello comunale, regionale,o nazionale siano collusi con la mafia, allo stesso tempo tutti dobbiamo aiutare chi vive nell’illegalità per indurre queste persone a uscire fuori dal buco nero in cui sono state risucchiate e da cui è quasi impossibile uscire.
Per questa ragione i Rotaract Club campani e calabresi, in questi giorni e mesi, stanno organizzando nelle scuole incontri e convegni con personalità che sono in prima fila nella lotta contro la criminalità organizzata, migliaia di ragazzi nelle proprie scuole parleranno di legalità e esprimeranno le proprie idee.
Il Rotaract Club Salerno ha deciso di rivolgersi a Don Aniello Manganiello, per 16 anni parroco a Scampia e protagonista vero nella lotta contro la camorra, e Andrea Manzi, giornalista, in passato redattore capo del “Mattino” di Napoli, fondatore e direttore del quotidiano “La Città”, attualmente direttore del blog quotidiano IConfronti.
In collaborazione con il Dirigente Scolastico del Liceo Classico T.Tasso, il professore Salvatore Carfagna, si è deciso di organizzare un incontro nell’aula magna del liceo domani 8 novembre durante il quale Don Aniello racconterà la propria esperienza di sacerdote che ha tentato e spesso è riuscito a salvare vite e anime tante persone vittime della camorra e gli allievi interverrano ponendo le proprie domande, instaurando così un dibattito dall’alto contenuto formativo.
E’ necessario che i giovani, classe dirigente del domani, scelgano fin da ora da che parte stare,comprendano quanto devastante sia per i singoli, le loro famiglie e l’intera collettività il fenomeno cammoristico e si facciano protagonisti attivi nella diffusione di un sentimento di vero e proprio amore nei confronti della legalità; è questo l’obiettivo che il Rotaract si è proposto di fare ed è quello che tenterà di realizzare forte dell’aiuto di grandi esempi di vita come Don Aniello.

* responsabile Commissione Legalità per la Regione Campania – Rotaract Club Distretto 2100

redazioneIconfronti

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