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Il sindaco De Luca nel teatrino dei poteri

Il sindaco De Luca nel teatrino dei poteri
di Pietro Ravallese
Pietro Ravallese

Pietro Ravallese

Parafrasando il poeta il terzo sindaco più amato degli italiani resiste anche ” all’assalto giudiziario ” dopo quello politico, quello istituzionale e quello mediatico. Non è questione di poltrone ma di ossessione ha spiegato De Luca, l’ossessione per la sua città, ovvero di deleghe, quelle non
riconosciutegli da vice ministro. Lupi dice si dimetta e le avrà, De Luca di fatto rimanda la palla nell’altro campo e chiede prima le deleghe. Ed allora eccolo naufrago, sempre per riprendere il poeta, nel mare dell’avversione che la politica nazionale gli ha riservato col mancato riconoscimento delle deleghe ma ben capace di resistere sulla zattera salernitana. Della serie è nato prima l’uovo o la gallina, o ancora all’epoca della guerra fredda ti disarmi tu o mi disarmo io, o per citare il proverbio napoletano non è che rischio di perdere  ‘a Filippo e ‘o panaro? Allora è meglio andarci cauti, e prepararsi a resistere alla tempesta del mare . Questo il teatrino di poteri che si scontrano. Sembra una banalità a cui abituarsi, ma non lo è. Eppure ci si abitua, come ci si abitua al male, al dolore, alla sofferenza. E mi ritorna in mente il titolo di un libro di Peter Cameron “Un giorno questo dolore ti sarà utile”. Un libro nel quale, come scrive Valeria Parrella, viene descritto un mondo , il nostro, incapace di prendersi cura di se stesso, alla rincorsa di cose futili e banali. Ma qui gli attori in campo si mostrano invece capaci di prendersi cura del proprio mondo e di se stessi e sono gli altri, i non protagonisti, ad avere la guerra in testa dietro qualcosa di inutile e futile vale a dire partecipare . È così il potere trasfigura il mondo reale, dove restano le corse di chi lo avverte o lo subisce o lo avversa.

Non sarebbe servito in questa storia un provvedimento del giudice se il potere fosse stato una banalità; ma un giorno questo dolore ti sarà utile, se non lo trasformi in rabbia ma in speranza, da coltivare mettendoci la faccia.

 

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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