Lun. Ago 19th, 2019

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Il sindaco di Acerra: la Tav non può essere contro la gente

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Il sindaco di Acerra Raffaele Lettieri ribadisce che la sua non è la città del no. Intervista al primo cittadino sulla questione Tav, sulla decisione della cittadinanza di bloccare o meno il passaggio del treno ad alta velocità, sulle questioni ambientali e sul termovalorizzatore. Lettieri sbotta e ribadisce: non siamo per il no. Attendiamo chiarimenti e vogliamo che siano mantenuti gli impegni sottoscritti sinora.

Allora Sindaco, ancora un “no” proveniente dalla città di Acerra? Questa volta è “questione” Tav. E’ vero come scrive Rizzo sul Corriere della Sera che siete simbolo di un paese paralizzato?
Desidero chiarirlo una volta per tutte: Acerra non è la città del no e del no-Tav.
E allora mi spieghi la questione Tav, siete contro o a favore dell’Alta Velocità? Volete che passi ad Acerra o bloccherete tutto come fu per il termovalorizzatore?
Acerra rispetto alle questioni madre che la riguardano ha già scelto. Devo chiarire e ricordare che sul passaggio della Tav già nel 2006 ci furono proposti dalle Ferrovie dello Stato due progetti: il passaggio a Sud o l’attraversamento a Nord. Il Consiglio comunale di Acerra votò per l’attraversamento a Sud e fu elaborato anche il progetto preliminare. Noi siamo rimasti saldi sulla scelta del sì alla Tav, la Regione Campania nel marzo 2012 ha fatto sapere di voler modificare il tracciato, facendo passare il treno nel centro cittadino. Senza chiarire ulteriormente i criteri di questo nuovo progetto. Il commissario prefettizio Marcello Fulvi sollevò ricorso al Presidente della Repubblica contro questa decisione. La Regione ha votato questa delibera, il 2 agosto ha poi firmato il contratto dicendo che vi erano delle criticità da superare. Siamo ancora in attesa di conoscere come voglia superare queste criticità.
Da quello che si è letto in questi giorni l’assessore regionale Vetrella ha ammesso che sull’argomento non c’è ancora una scelta definitiva.
Ecco perché chiediamo di capire come la Regione intenda superare le criticità sollevate sulla vicenda. Noi non siamo contro la Tav, siamo contro la Tav che si mostra contro la gente.
In che senso, chiarisca meglio.
La città di Acerra ha già scelto, come dicevo, nel 2006 il Consiglio comunale ha votato per il passaggio a Sud, se la Regione ha modificato il tracciato ed individua delle criticità per quanto riguarda il passaggio della Tav nella nostra città, sarà la Regione a doverci chiarire queste criticità.
Era nato il timore che dopo la questione termovalorizzatore, con le proteste ed i disordini degli anni scorsi, potesse nascere un nuovo caso Acerra legato alla realizzazione della Tav.
Bisogna chiarire pure questo: l’altra questione madre di Acerra è la presenza del termovalorizzatore. Anche su questo Acerra ha scelto. Il 26 marzo del 2009 il Comune di Acerra ha sottoscritto con il sottosegretariato all’emergenza rifiuti in Campania un protocollo d’intesa che individuava dei ristori ambientali e interventi infrastrutturali per mitigare l’impatto della presenza del termovalorizzatore. Il 5 agosto 2009 fu firmato anche un accordo operativo con il Ministero dell’Ambiente, il sottosegretariato presso la presidenza del Consiglio e la Regione Campania per le compensazioni ambientali al Comune di Acerra. Allo stato attuale la città di Acerra non ha incassato ancora un euro, in dispregio proprio al protocollo e all’accordo operativo. Acerra, dunque, non è la città del no. Chiede il rispetto degli impegni.
Immagino che in questo quadro di mancati impegni e protocolli disattesi, oggi, abbia inciso pesantemente anche la vicenda del rogo delle ecoballe di qualche settimana fa?
Anche in questo caso il Comune di Acerra ha comunicato nel corso degli anni agli enti sovracomunali di rimuovere le ecoballe allocate nelle piazzole adiacenti al termovalorizzatore. Ci sono sentenze passate in giudicato, mentre i siti in questione sono stati continuamente utilizzati dalle gestioni commissariali del ciclo dei rifiuti campano, e terminata l’emergenza anche dalle altre istituzioni provinciali e regionali, stoccando oltre alle ecoballe anche enorme quantità di rifiuti urbani indifferenziati. Il Comune è rimasto inascoltato, ed dopo il rogo di sabato scorso il ministro Balduzzi ci ha dato ragione parlando di “disastro ambientale”. Nonostante questo, le ecoballe continuano a rimanere nelle piazzole.
Un quadro davvero poco edificante.
Certo, ma nonostante questo la città di Acerra ed i suoi cittadini hanno scelto. Non hanno mai detto no. Noi attendiamo che la Regione chiarisca le criticità sollevate riguardo al passaggio della Tav, aspettiamo ancora il rispetto degli accordi e dei protocolli istituzionali firmati in passato, su tutte le questioni che la riguardano; così come attendiamo l’ottemperanza di precisi impegni a cui le istituzioni ancora non si sono adeguate, come ad esempio la rimozione delle ecoballe. Ciò significa che Acerra non è città che dice no, anzi, è una città pronta a dialogare democraticamente con chi rispetta i patti sottoscritti.

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