Il Sud è morto

Il Sud è morto
di Alfonso Liguori
Alfonso Liguori
Alfonso Liguori

Un giornalista non dovrebbe mai farsi cogliere dalla rabbia, dovrebbe sempre mantenere una giusta lucidità per potere raccontare.

Forse per questo ho sempre detto di me che sono “indegnamente un giornalista”, perché in momenti come questo la rabbia si impadronisce di me.

Sono fuori, lontano dalla mia città, Salerno, e vedo immagini che arrivano tramite i social network che fanno rabbrividire, sottopassi e strade allagate, fango, melma, acqua, auto bloccate, terreni franati.

Non è certo l’alluvione del ’54, ma la situazione è gravissima.

Ma non è per questo che mi incavolo.

Oggi è Salerno, nella quale oltretutto questa situazione di continui disagi dura da un bel po’ di giorni, ormai. Ma prima di Salerno, c’è stato il disastro di Benevento, e quasi in contemporanea con il capoluogo sannita, Taranto è finita sott’acqua, e prima si era allagato un pezzo di Sicilia, e le campagne di Paestum si erano per l’ennesima volta ridotte a una “risaia”… E poi c’è Messina.

La domanda che vi faccio è: quanti di voi sanno che Messina è da giorni senz’acqua? Che gli abitanti sono costretti ad andare a prenderla alle autobotti? Quanti di voi hanno sentito questa notizia?

Vi assicuro che io i telegiornali li guardo, pure troppo, e sfoglio anche i giornali, seppure non tutti (ovviamente!), ma questa storia che Messina sia da cinque giorni senz’acqua (sempre che i giorni non siano sei!), l’ho scoperta tramite social, e solo oggi pomeriggio, guardando Sky Tg24, vedo dare la notizia. Ma perché si dà la notizia? Perché si è costituita una sorte di “catena social” alla quale ha preso parte Rosario Fiorello, ed il tweet del conduttore tv era il cuore di quella notizia.

Eppure, se accendete su un tg, non sentirete altro che parlare di Marino, del sindaco Marino, della situazione politica romana, dei consiglieri PD che forse si dimettono, forse non si dimettono, ecc. ecc. ecc.

E magari sentite anche parlare della bella trovata del sig. Cantone, secondo il quale Milano è bella e virtuosa, Roma deve ancora fare le vaccinazioni. Su questo poi, non vi dico la mole di dibattiti inutili, nei quali nemmeno se paghi senti fare la più semplice delle osservazioni, e cioè: se Cantone in quest’ultimo periodo ha lavorato a Milano, non esaltasse Milano delegittimerebbe il proprio lavoro, quindi… cosa aspettate che vi dica?

Ma passiamo ad altro. Volete allora sapere cosa mi fa così imbestialire?

Tutto questo e altro ancora, che si raccoglie in una unica espressione: il Sud è totalmente abbandonato.

Distrutto, letteralmente distrutto dal punto di vista economico, si porta comunque dietro i suoi mali morali (leggi “criminalità organizzata”), i suoi figli emigrano senza sosta, quelli che restano sono alla fame o lavorano per una miseria, la sanità non è niente altro che sfascio e sopravvive solo sulla buona volontà di medici e personale paramedico, il dissesto idrogeologico è evidente, la cultura è praticamente cadavere, circolare con un qualsiasi mezzo è una impresa, attività commerciali ridotte alla bombola di ossigeno, le scuole stanno in piedi con lo sputo… e aggiungeteci (coraggiosamente per una volta!) tutto quello che è sotto i vostri occhi.

Ebbene, in tutto questo, dov’è il Governo, dov’è la Politica, dove sono le Istituzioni?

Quello che l’atteggiamento dei Media tristemente segnala, è che il SUD di questa Nazione è completamente abbandonato, abbandonato a se stesso, abbandonato alla sua agonia senza ritorno, come un malato cui il medico capisce è inutile dare altre cure.

L’amara verità, forse è giunto il momento di dirselo, è che il SUD È MORTO!

Ed è morto nella totale rassegnazione dei suoi cittadini che non sanno più a che santo votarsi. E forse essi stessi, i cittadini, sono causa della tragedia, avendo creduto a promesse e promesse che da lungo tempo sapevano non potevano essere mantenute, promesse che consistevano in una salvezza singola che mai comprendeva l’intera comunità. Essi stessi, i cittadini del SUD, pagano il prezzo della loro ignavia.

Del SUD non si parla, quasi ci sia un “ordine” di non parlarne.

E allora, cara la mia Politica, caro Governo, cari governanti, fate per una volta un gesto sublime, unico, superiore alle vostre capacità: lasciate andare il SUD, staccatelo da questa Italia, abbandonatelo davvero. Oltretutto non è nemmeno più quel mercato di sbocco nel quale le industri del Nord piazzavano le loro merci, è un pezzo di Italia inutile, una vera palla al piede.

Lasciatelo andare, abbandonatelo a se stesso. È un appello, quello che rivolgiamo.

Forse solo così, lasciato finalmente in pace, senza i vostri inutili tormenti, di tasse, di leggi, di regole insulse, di tutto quello che bastardamente riuscite ancora a spremergli, di tutto quello che riuscite ancora a spremere da cittadini onesti e ligi al dovere, forse solo così questo nostro SUD troverà una via di salvezza.

redazioneIconfronti

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