Mer. Giu 26th, 2019

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Il tandem Alfano-Caldoro rischiatutto per azzerare il Pdl di Cosentino

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L'ex sottosegretario passa ironicamente il testimone al governatore, "regista" della sua esclusione
di Gianmaria Roberti
Foto: ilmessaggero.it
Foto: ilmessaggero.it

Bisogna saper incassare, più che menare cazzotti, per arrivare in piedi all’ultimo round. Una lezione mandata a memoria da Angelino Alfano, che da siciliano ricorda il proverbio “calati giunco, che passa la piena”. Il nemico Dell’Utri lo aveva marchiato come uno che non “ha le palle, non c’entra niente con noi”. Un livido Cosentino lo ha bollato come “perdente di successo”, smarrendo l’aplomb di facciata. Oggi sono entrambi fuori dalle liste Pdl, ricacciati nel girone degli impresentabili. Angelino il buono, ma senza quid, ha fatto saltare il banco. E ha ricordato a tutti il surreale proclama sul “partito degli onesti”. In Campania ha fatto fuori Nick ‘o mericano, che ora tenterà la carta dei ricorsi ai gip, per scansare i due mandati d’arresto per camorra, e sostenere che l’addio al Parlamento fa cessare ogni esigenza cautelare, o almeno la attenua. Alfano ha vinto le resistenze del Cavaliere, forte dei sondaggi, pronti a impennarsi tagliando gli imputati eccellenti. Spalleggiato dalla Lega di Maroni, che da tempo pressava Arcore per un ulteriore sacrificio: lasciare al suo destino Cosentino, per placare la base del profondo nord in rivolta. La vandea verde ancora infuriata per il voltafaccia lumbard, quando un anno fa si votò in Aula per l’arresto di Cosentino, e il deputato Pdl si salvò, ribaltando il responso della giunta per le autorizzazioni di Montecitorio. Una giravolta che segnò il declino irreversibile di Bossi, sprofondato dopo lo scandalo dei rimborsi elettorali al Carroccio. Ma a lavorare ai fianchi Berlusconi ci ha pensato anche il governatore Caldoro. La vittima del presunto complotto a colpi di dossier nell’inchiesta sulla P3, pronto a rivendicare i meriti della sua azione di governo, quando si parlava di rinnovamento nel partito. L’antagonista più tenace e silenzioso di Nick ‘o mericano, che anche oggi gli ha ricordato di “avergli fatto vincere le elezioni”. Caldoro, che “non potrà più giocare al buono e al cattivo”, nella sarcastica versione di Cosentino. Adesso, ci provasse lui a prendere le redini del Pdl campano, l’ex granaio azzurro. Fin da subito, accettando la sfida elettorale. Un testamento politico, una via di mezzo tra l’anatema e l’ennesimo duello. Perché a pedalare a caccia di voti non potrà essere Caldoro da solo. Il ruolo spetta al più defilato, e più improbabile, degli homines novi berlusconiani: Luigi Cesaro. Uno che soltanto pochi mesi fa ha separato i proprio destini dall’ex coordinatore campano, abbracciando la causa di Alfano, in vista delle primarie infine mai celebrate. L’ex presidente della Provincia, Giggino ‘a purpetta per amici e detrattori: la Dda napoletana ne chiese l’arresto, negato dal gip 13 mesi orsono, nell’indagine “Il Principe e la scheda ballerina” su camorra e affari. Quella sfociata nel secondo processo che vede alla sbarra Cosentino, al via domani al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La posizione di Cesaro è stata poi stralciata con richiesta di archiviazione degli inquirenti. E lui è tornato in sella più forte che mai, pronto a sostituire Cosentino nel cruciale compito di macchina da guerra, per cui già mordono il freno le migliaia di fedelissimi, sparsi nella provincia a nord di Napoli. Con il “pronunciamento” di Alfano, adesso il Pdl Campania, è commissariato davvero. Senza l’ingombrante ex sottosegretario di Casal di Principe a mettere i bastoni tra le ruote, sventolando voti e relazioni di potere. Ora l’ex guardasigilli Nitto Palma avrà un mandato pieno, quello di ricostruire il partito, che va in battaglia orfano delle truppe cammellate di Nick ‘o mericano. Una scommessa rischiatutto. “Non potrò partecipare direttamente alla competizione elettorale ma lo farò con il cuore” ha precisato Cosentino, facendo chiarezza. Certo, in corsa ci sono quasi tutti i suoi soldati: da D’Anna e De Siano al Senato, a Sarro e Petrenga alla Camera in Campania 2. Ma per loro è suonato il rompete le righe. Il Pdl e Nick o’mericano vivranno da separati in casa. Il tempo, e le decisioni giudiziarie, scriveranno il capitolo definitivo della storia.

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