Il teatro? È il luogo dell’incontro, della festa, della politica

Il teatro? È il luogo dell’incontro, della festa, della politica
di Pasquale De Cristofaro

Eugenio Barba di recente ha ricordato a quanti di noi fanno teatro di domandarsi “per chi lo fanno”. È una domanda più che legittima e alla quale nessuno, penso, può sottrarsi. Molti fanno teatro per essere gratificati da un applauso alla fine della propria fatica, qualcuno lo fa per terapia, pochi lo fanno per apparire degni a coloro i quali hanno fatto della scena la loro ragione di vita. Quando si va in scena sarebbe bello immaginare che tra il pubblico ci fosse a giudicarci Artaud o la Duse, Eduardo o Pirandello, Gordon Craig o Stanislawskij, Brecht o Viviani, Petito o Ruggeri, Petrolini o Troisi ecc… E così di seguito si potrebbe continuare all’infinito ma il gioco sarebbe, forse, vano. L’importante, allora, è pensare il teatro come qualcosa di necessario e vivo. Il teatro come il luogo dell’incontro, della festa, della politica. Quando penso al teatro penso agli attori. Gli “attori erranti” di cui è ricca la storia del teatro. Gli attori, infatti a pensarci bene, per loro natura errano. Sono creature dell’errore. Vagano perché sono vaghi ed errano perché, spesso, sono in errore, appunto. Anzi sono così consapevoli dei propri errori che sono anche in grado di maturare attraverso essi. Il fallimento, i fallimenti sono all’ordine del giorno e non sono affatto percepiti come negativi. Sono, invece, il sale del loro mestiere. Solo gli sciocchi possono presumere di non sbagliare. E gli attori non sono sciocchi, recitano, al massimo, la stoltezza. Pasolini una volta disse che è grazie al teatro, alla rappresentazione, che noi riusciamo ad interpretare la realtà. Eduardo, invece, addirittura pensava che finché ci sarà un filo d’erba sulla Terra ce ne sarà uno finto sulla Scena. E ancora, Shakespeare, il più grande di tutti, è lì a ricordarci con la sua opera che se “tutto il Mondo è Teatro” è vero anche il suo contrario. Una metafora divina per dire, insomma, che il teatro fa bene alla vita. Provare per credere.

P.S. Credo che ogni discorso sul professionismo teatrale sia privo di fondamento. Lo dice uno che nell’anno appena entrato ha maturato trent’anni di contributi Enpals (Ex-Ente per la previdenza degli operatori dello spettacolo).

redazioneIconfronti

Un pensiero su “Il teatro? È il luogo dell’incontro, della festa, della politica

  1. i discorsi sul professionismo li fanno solo i dilettanti.
    pasquale ha ragione, sono chiacchiere inutili… per i professionisti.

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