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Il teatro non sia più la Cenerentola della cultura

Il teatro non sia più la Cenerentola della cultura
di Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro

Il regista Pasquale De Cristofaro

Il tribunale amministrativo del Lazio ritenendo valido il ricorso di alcune compagnie che avevano impugnato il nuovo decreto Franceschini sul teatro di prosa, ritenendone sbagliato l’impianto per la distribuzione dei contributi ministeriali, ha di fatto dato il colpo di grazia ad un intero settore, quello dello spettacolo dal vivo, che già da qualche anno versa in condizioni disastrose. La sentenza rimette in discussione tutto, bloccando anche i contributi già erogati o in via di erogazione. Dal Ministero, nonostante ci fossero già state delle avvisaglie in tal senso, si sono colpevolmente ignorate le lamentele degli operatori che non avevano preso bene quel che Nastasi (il funzionario responsabile del provvedimento) aveva previsto per il riordino del settore. Qualcuno ha voluto indicare nei ricorrenti i responsabili di uno stop che rischia di far saltare tutte le produzioni e i progetti che nel frattempo si stavano realizzando in ossequio al decreto. In realtà, la colpa è del Ministero che nonostante tutto ha continuato con arroganza a tirare dritto per la sua strada, fingendo di non vedere le palesi contraddizioni e distorsioni che affliggevano il provvedimento sin dal suo nascere. Intanto, i più penalizzati continueranno ad essere le maestranza della prosa che vedranno ancor più dimezzate le possibilità per poter sopravvivere con dignità in un mondo sempre più precario. Attori e tecnici, compagnie e centri di produzione che d’improvviso hanno perso ogni certezza e gettati in un imbarazzante sconcerto. Che fare, ora? Innanzitutto, i politici dovrebbero smettere di pensare al teatro di prosa come ad una “Cenerentola” della cultura. Dovrebbero tenere bene in mente che lo spazio del teatro garantisce una società davvero civile, ne ossigena in profondità le sue fondamenta, ne assicura la sua tenuta democratica. Più dialogo, dunque, con gli operatori, e, soprattutto, una maggiore volontà propositiva per dare davvero una soluzione equa e giusta ad un comparto che da troppo tempo è stato lasciato nelle mani di una volubile, cinica e indifferente non-politica.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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