Il teatro Pasolini e l’amatorialità dei suoi personaggetti

Il teatro Pasolini e l’amatorialità dei suoi personaggetti
di Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro
Il regista Pasquale De Cristofaro

La perfezione non è di questo mondo, si sa. I refusi sono la vita di ogni testo, diceva il grande Battaglia. I testi, cioè, senza refusi sono cosa impossibile per le umane e sudate carte. Tutto bene, dunque. Fino ad un certo punto. Sicuramente i testi che contano decine e decine di pagine, per quanto siano state queste pagine sottoposte a più letture e a severe e puntuali revisioni, vanno incontro, purtroppo, a questo inevitabile destino. Il piccolo errore, non c’è nulla da fare, scappa eccome. Ora, però, che in un breve testo di appena quattro parole ci scappi il refuso, è davvero imbarazzante. Mi sto riferendo allo spiacevole episodio occorso durante l’inaugurazione della sala ex Diana e, da oggi, “Sala Pier Paolo Pasolini”. Quando le insegne del comune, alla presenza delle maggiori autorità istituzionali e accademiche, hanno scoperto la targa della nuova intitolazione, tutti, sbigottiti, hanno potuto leggere che il nome del grande Pasolini era stato scritto in una sola parola, Pierpaolo. Qualcuno giura di aver sentito, proprio in quel momento, dalle ultime file della folla accorsa per questo bellissimo evento, una sonora pernacchia e una voce all’unisono dire: “Ah, Pier Paaa… ridi e passace sopra. Questo passa er convento”. Sempre questo “qualcuno” ha poi confermato d’aver visto allontanarsi sghignazzando due strani tipi, uno che assomigliava tantissimo al principe De Curtis, in arte Totò, e l’altro ad un ragazzetto riccioluto, vispo e irriverente, che sembrava proprio la copia esatta di Ninetto Davoli. È inutile dire che nessun altro, oltre, questo “qualcuno”, ha visto e sentito i due. Sta di fatto, che questa civica amministrazione, nel settore cultura da un paio d’anni a questa parte, somma solo figuracce. La censura di uno spettacolo vincitore del premio “Scenario” come migliore spettacolo per l’infanzia, vietato ai ragazzi e spostato in una fascia protetta pomeridiana, l’imbarazzante contesa Pasolini-Gatto creata da una dimenticanza verso il nostro più rappresentativo poeta, e la targa suddetta, costituiscono solo le sue ultime perle. Credo, insomma, che soprattutto in questo campo sarebbe necessario un vero e proprio colpo di spugna. Si trovi, dunque, il coraggio di sbarazzarsi definitivamente di tutta una serie di piccoli “personaggetti” che, espressione di un’amatorialità imbarazzante, in questi anni hanno fatto il bello e il cattivo tempo, consigliando malissimo il Principe di turno (in realtà sempre lo stesso da vent’anni, salvo questi ultimi mesi rappresentati da un “facente funzioni” ). La mia età e la mia coscienza mi spingono a dire quel che penso, ancora una volta, con la franchezza di sempre.

In copertina, l’ex sindaco De Luca e il sindaco ff Napoli alla recentre inaugurazione della sala

redazioneIconfronti

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