Il vangelo secondo Sandra

Il vangelo secondo Sandra

È il terzo anno ormai che Sandra frequenta la scuola delle suore.
Mi aspetto che abbia introitato i principi fondamentali della religione cristiana e che pertanto rispetti gli altri, sia pronta a perdonare, a mostrarsi caritatevole.
Ma qualcosa le deve sfuggire…
Ad esempio, “porgi l’altra guancia”… Macché!
Se riceve una sberla, litigando con le sorelle, gliele restituisce decuplicate.
Evidentemente c’è qualcosa che le sfugge…
Ma anche, per fare un altro esempio, “non dire falsa testimonianza”.
Certo è una bambina, ma come possiamo cristianamente intendere le sue palesi bugie, facendo ricadere sempre la colpa delle sue marachelle su una “amica immaginaria”, che ne combinerebbe di cotte e di crude (ovviamente al posto suo!)?
È chiaro che c’è qualcosa che le sfugge!
Oppure il Giovedì Santo.
Mi guarda e mi fa: “Mamma, stasera voglio andare anch’io a messa!”
Sono lì lì per commuovermi, quando rivela la vera ragione del suo desiderio: “Camilla dice che danno un panino!”
Qualcosa le sfugge…
Delle feste da santificare ricorda solo le sue.
Ed anche durante la messa per la prima comunione della cuginetta, Emma, mi tira il braccio e mi fa: “Uffà, mamma, ma io mi sono stancata di stare qui … quando andiamo alla comunione di Emma?”
Resto allibita!
Qualcosa le sfugge?
Ma forse le sfugge quasi tutto!
O forse no!
L’altro giorno, eravamo in auto.
Lei, tanto per garantirmi serenità e silenzio mentre ero al volante, infastidiva le sorelle, che urlavano peggio delle sabine acciuffate per volere di Romolo.
Così l’ho richiamata, urlando: “Oh, Sandra!”
La bambina, fino ad allora aguzzina delle sorelle, con voce soave e tono liturgico, in una parodia dell’Osanna, mi risponde cantando: “Oh Sandra eh, oh Sandra eh! Oh Sandra a Cristo Signor!”.

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

Damocle

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