Il Vangelo / Vigili e pronti nell’attesa del Signore che viene

Il Vangelo / Vigili e pronti nell’attesa del Signore che viene
di Luigi Rossi

Ascens-w3Il vangelo di questa domenica invita a concentrare l’attenzione sulla vigilanza: essere “pronti con la cintura ai fianchi e le lucerne accese”. Per enfatizzare la situazione Gesù aggiunge che il Signore viene come un ladro ed accanto a questa egli evoca l’immagine di non minore efficacia del piccolo gregge. Le “lucerne accese” trovano spiegazione nella parabola delle vergini e sono il segno dell’attesa e dell’accoglienza, la cintura ai fianchi l’uso dei lavoratori della Palestina, che rotolavano ai fianchi le vesti per non essere ostacolati nel lavoro, o dei viandanti per camminare speditamente.
Queste immagini ci fanno capire che la vita cristiana è un’attesa vigilante e responsabile del Signore che viene.
Come? Quando?
Di solito pensiamo all’incontro definitivo con lui dopo la morte, perciò dobbiamo essere sempre preparati.
Ma l’espressione “Il Signore che viene” non si riferisce a un solo istante, implica tutte le occasioni perché in ogni circostanza possiamo manifestare il nostro amore e prestare il nostro servizio; infatti, egli é in ogni fratello che ha bisogno di aiuto. Perciò, chiudere la porta alla solidarietà significa non essere vigilanti e pronti per l’accoglienza.
In ogni momento è possibile sentire l’appello del Signore che invita, ciò comporta attesa e vigilanza, atteggiamento che  esclude qualsiasi cedimento alla paura, che genera ansia. Ossessione ed angoscia sono sentimenti ben diversi dal timor di Dio, dono dello Spirito Santo e col quale manifestiamo rispetto e consapevolezza alla santità del Signore, che è anche nostro Padre.
La paura causa inattività e, mentre si è in attesa, genera indolenza, esattamente il contrario di quanto significa il termine “attendere”, letteralmente tendere verso, cioè una tensione verso il futuro, che per noi cristiani acquista un volto ben preciso, quello di Gesù pronto ad abbracciarci esclamando: “vieni, servo buono e fedele…. “.
È un futuro da vivere nell’oggi, gioiosi nel prestare servizio, cioè nel testimoniare i valori maturati dentro il nostro cuore frutto di una scelta non eludibile: essere o avere? amore o possesso? condividere o accumulare per sé? servire o dominare? È la risposta a queste domande a rendere vitale il senso dell’attesa.

redazioneIconfronti

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