Lun. Ago 26th, 2019

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Il Vescovo di Acerra: clan nelle feste? Comuni superficiali

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La Chiesa si scopre quasi impotente, impossibilitata a controllare le feste religiose, dove si insinuano insistentemente le presenze criminali che continuano ad utilizzare le manifestazioni popolari per imporsi e per riciclare o investire danaro. Lo Stato allora corre ai ripari come può, con il prefetto di Napoli Adrea De Martino che, solo dopo la maxi rissa della festa dei Gigli di Nola e nonostante gli altri episodi già accaduti in tutta la provincia – da Barra a Torre del Greco -, ora detta regole per evitare presenze criminali negli eventi religiosi. Il prefetto De Martino dichiara guerra ai tentativi di infiltrare e strumentalizzare le feste troppo tardi, del resto se la Chiesa, quella ufficiale, dice che è impossibile controllare, ma sottolinea che le regole già le aveva emanate, Don Aniello Manganiello aveva chiesto proprio dal nostro blog, iconfronti.it, di fermare queste cerimonie, divenute dominio delle presenze laiche e criminali, piuttosto che momento di fede. Appello rimasto inascoltato, soprattutto dal vescovo di Nola Beniamino Depalma.
di Mario Amelia

vescovoLa Chiesa si scopre quasi impotente, impossibilitata a controllare le feste religiose, dove si insinuano insistentemente le presenze criminali che continuano ad utilizzare le manifestazioni popolari per imporsi e per riciclare o investire danaro. Lo Stato allora corre ai ripari come può, con il prefetto di Napoli Adrea De Martino che, solo dopo la maxi rissa della festa dei Gigli di Nola e nonostante gli altri episodi già accaduti in tutta la provincia – da Barra a Torre del Greco -, ora detta regole per evitare presenze criminali negli eventi religiosi. Il prefetto De Martino dichiara guerra ai tentativi di infiltrare e strumentalizzare le feste troppo tardi, del resto se la Chiesa, quella ufficiale, dice che è impossibile controllare, ma sottolinea che le regole già le aveva emanate, Don Aniello Manganiello aveva chiesto proprio dal nostro blog, iconfronti.it, di fermare queste cerimonie, divenute dominio delle presenze laiche e criminali, piuttosto che momento di fede. Appello rimasto inascoltato, soprattutto dal vescovo di Nola Beniamino Depalma.
Contrariamente a quanto fa ancora monsignor Depalma, non esita a confrontarsi un altro presule, che già ha affrontato questo fenomeno e pare lo abbia arginato se non sconfitto: monsignor Giovanni Rinaldi, vescovo di Acerra, profondo conoscitore della Festa dei Gigli di Nola perché nato lì vicino, a Cimitile, ed in passato vicario di ben due vescovi di Nola.
Monsignor Rinaldi, le chiedo un giudizio sulle regole che il Prefetto di Napoli ha emanato per fermare la criminalità nelle feste religiose.
Il Prefetto di Napoli segue la Chiesa che queste regole già le ha dettate da tempo. Io, personalmente, l’ho fatto per la festa di Acerra già nel 2001, ma prima la Conferenza episcopale italiana si era occupata di ciò.
Ma in cosa consistono le vostre regole?
Noi vogliamo solo che le feste religiose siano dei credenti e che i credenti che organizzano le feste siano persone conosciute dai parroci e dai vescovi. Ci sono poi delle regole per la preparazione spirituale e di buon costume…
Buon costume? In che senso?
Ad esempio non sembra opportuno che in una festa religiosa ci possano essere spettacoli non adeguati. Oppure chiediamo di devolvere parte delle risorse economiche raccolte ai più poveri della città.
Onestamente non sembrano capaci di fermare la criminalità?
Noi diamo regole religiose per feste religiose. Il resto lo devono fare i Comuni che devono controllare chi organizza le feste, che solitamente sono laici. E poi io non credo che nelle feste religiose ci sia la camorra.
Sempre? Lei ritiene che la camorra sia lontana dalle feste? E allora perché la Chiesa emana le regole, e da tempo, e perché lo fa anche il Prefetto De Martino?
Non c’è la camorra, ma si può insinuare. Però la Chiesa non c’entra nulla con chi organizza le feste.
Lei conosce molto bene la Festa dei Gigli. Cosa pensa di quanto accaduto quest’anno?
Certo che la conosco la festa. Quest’anno sono stato anche alla cerimonia del 22 giugno, sono stato alla processione religiosa di San Paolino e proprio perché la conosco dico chiaramente che la Festa dei Gigli non è solo festa religiosa. L’organizzazione non riguarda la Chiesa, appartiene ai laici, al Comune. Le paranze non le controlla la chiesa. Tra l’altro so che quest’anno il Comune si è dotato anche di regole nuove, ben vengano.
Mi spieghi meglio, la Curia non controlla la festa?
Il Vescovo si occupa della parte religiosa, ma la festa dei Gigli è anche altro, non è solo religione. I comitati, ad esempio, sfuggono alla Curia, non sono strettamente religiosi. Al parroco, al Vescovo ci sono cose che sfuggono e se ne deve occupare il Comune.
Monsignor Rinaldi, da vescovo di Acerra, lei è da sempre in prima fila contro il malaffare e strenuo difensore dell’ambiente in occasione dei festeggiamenti di san Cuono e figlio, dia qualche consiglio al suo omologo di Nola per controllare gli episodi meno chiari?
Ho già detto che l’organizzazione non appartiene al Vescovo, e penso che la Chiesa non possa fare nulla. E’ il Comune che deve occuparsi di non far sfuggire la festa alle regole.
Per quest’anno abbiamo visto come è andata, speriamo per i prossimi anni.
So che ci sono regole nuove da parte del Comune, adesso ci sono anche le norme emanate dal Prefetto. Devono essere rispettate dal Comune.

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