Il volto pulito dell’Italia

Il volto pulito dell’Italia
Giuseppe Foscari *
Il professor Giuseppe Foscari
Il professor Giuseppe Foscari

Samantha Cristoforetti è ‘soltanto’ la prima donna italiana che domenica, alle 21,59, ora italiana, sarà lanciata nello spazio dalla Stazione Spaziale Internazionale. Mesi e mesi di addestramento, dettagliata preparazione mentale e fisica allo sforzo; resterà a bordo per sei mesi per esperimenti di varia natura, ivi compreso l’affascinante uso di una stampante 3D per capire se nelle prossime missioni aerospaziali sarà possibile costruire direttamente sulla navicella gli strumenti necessari.

Il nome della missione è Futura, scelto grazie a un brainstorming lanciato su Twitter.

L’avete vista e ascoltata? Un volto pulito. Aggraziata, inglese perfetto esibito senza barocchismi ed enfasi, contenuti semplici ma incredibilmente precisi, un sorriso solare e occhi che brillano di contentezza, un capello corto e sbarazzino, tuffata nella sobria eppur elegante a fascinosa tuta azzurra da pilota aerospaziale con tanto di logo del nome della missione.

Un volto pulito dell’Italia, come ne vorremmo a iosa, a dosi massicce. Mi è venuto facile pensare a quante belle persone, professionisti di talento, artisti di valore, geni creativi in tutti i campi, riusciamo ad esportare. E mi è venuto altrettanto spontaneo pensare che esse rappresentano il vero contraltare a tutte le immagini stereotipate e negative che abbiamo diffuso come morbo letale per il pianeta, dalla delinquenza organizzata alla corruzione, ai clientelismi, alle raccomandazioni.

Voglio pensare a Samantha come termometro dell’altra Italia, seria, professionale, competente, efficiente, radiosa, arrivata a quel ruolo con l’orgoglio di chi ce l’ha fatta per esclusivi meriti e non per protezioni, segnalazioni e appoggi baronali o politici.

All’estero queste cose, nella maggior parte dei casi, non funzionano.

Nelle sue parole, due riferimenti che mi hanno molto colpito: il primo è una piccola bandiera WeFly, ossia del team di volo acrobatico formato da piloti disabili, che Samantha porterà con sé nello spazio, come emblema delle persone che intendono vincere le sfide più impensabili della vita, e anche le più dure. Il secondo riferimento è stato proprio al nome della missione, Futura. Scelto a seguito di un sondaggio. Quando ne ha parlato, Samantha ha detto che quel nome doveva richiamare alla mente il senso di una missione, di una esplorazione, di una ricerca, e, poiché in italiano la parola futuro ha anche una declinazione al femminile, le piaceva – e piace tanto anche a noi – che diventasse una parola evocativa del valore indiscutibile delle donne.

Nell’annus horribilis dei femminicidi in Italia, con 128 donne uccise sinora, e, più in generale, delle violenze sulle donne, è la risposta più forte e convincente che potesse arrivarci. Lei ha scelto la sua professione per far comprendere quanto la donna meriti rispetto e considerazione.

 

 

* professore di Storia dell’Europa, Dipartimento di Scienze Politiche, Sociali e della Comunicazione, Università di Salerno

 

 

redazioneIconfronti

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