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Perché è assurdo sostenere e votare i De Luca

Perché è assurdo sostenere e votare i De Luca
di Andrea Manzi
Roberto (a sinistra) e Piero De Luca

Roberto (a sinistra) e Piero De Luca

Su tutti (o quasi) i giornali campani, non manca l’endorsement al corso nuovo della politica campana legato ai figli del governatore De Luca, dati per pacifici successori del padre-padrone-condottiero. È una modalità sottilmente adesiva alla strategia di potere del presidente della Regione Vincenzo De Luca, il quale ha imposto i propri rampolli come un naturale affare di famiglia. Un rinnovamento dinastico, nell’ordine delle cose. La stampa riferisce asetticamente il dato e riconosce che gli Infanti di Salerno saranno il perno del nuovo, futuro assetto di classe dirigente. Non discute né argomenta; quindi, sul punto, ormai tace, registra e passa oltre. Tale scelta giornalistica assesta, a nostro avviso, un colpo durissimo a quel che resta della libera informazione, che dovrebbe fondarsi sull’argomentazione logica prima ancora che sul coraggio della verità. Subiamo così cronache che, mestamente, trasmigrano nell’area della comunicazione pubblica, quindi degradano ad amplificazione del “verbo” di palazzo.

I figli di Vincenzo De Luca sono, infatti, soltanto due giovani come tanti. Se non fossero figli di quel padre che si ritrovano per caso e non per merito, avrebbero davanti le asperità di un percorso che la politica lobbistica di oggi rende improponibile a chiunque. A loro due, che sono il frutto acerbo della pancia di una lobby potentissima, la più ostinata e autoritaria della Campania, irrobustitasi via via con un consenso che attraversa anche le zone grigie della politica casertana, la scalata è diventata invece possibile a fronte dell’assoluta carenza di legittimazione democratica. Quale assise l’ha decisa? Tra quali componenti di partito essi si sono fatti spazio? Qual è la democrazia di base che ne ha valutato talenti e propositi (uno dei due è anche imputato in un processo delicato per ipotesi di reati rilevati nel perimetro della “giurisdizione” comunale e l’altro indagato per corruzione)? Nessuno ha deciso nulla. Alla base, c’è un padre, esiste soltanto la volontà del padre (che non è, beninteso, quello celeste). E non basta affatto questa familiare volontà legittimante, a nostro avviso, per diventare politicamente adulti (e credibili). Per due motivi essenziali. Inquadrato il problema dalla parte dei figli, per diventare grandi e maturi, occorre il “parricidio”, un’acquisizione indiscutibile della psicoanalisi e della cultura moderna; è indispensabile “il colpo di grazia filiale – diceva Ambrose Bierce – che concede una liberazione definitiva dai diuturni tormenti della paternità”. È necessario, cioè, emanciparsi dal genitore per “diventare” altro da lui e, quindi, esistere e vivere in autonomia. Dalla parte del padre, il problema è ancora più complesso e, nel caso specifico, insolubile. Qui ci soccorre Dostoevskij: “Colui che genera un figlio non è ancora un padre, un padre è colui che genera un figlio e se ne rende degno”. Ovviamente sulla degnità del nostro terrestre padre salernitano vi sono, politicamente parlando, perlomeno due scuole di pensiero e la reductio ad unum non appare ancora agevolmente praticabile.

114240896-2464ee95-fb38-4e1a-89d8-c4c59f778e85A fronte della semplicistica presa d’atto di malinconici giornali, a Salerno la successione data per scontata appare, quindi, tutt’altro che pacifica. Considerarla un fatto indiscutibile, dietro la mesta effigie di Enzo Napoli, l’attuale sindaco “traghettatore”, figura sempre più sola e patetica, significherebbe dare per avvenuta la scalata di due scogli alti e aguzzi, quello di Bierce e l’altro di Dostoevskij. Per quanto autorevoli, i notisti salernitani non possono ardire a tanto e farebbero bene a non perdere il senso della misura. Non dimentichino, tra l’altro, che sono anche i sogni di grandeur giornalistica e la vigorosa cinghia di trasmissione che lega gli informatori al potere invasivo ad aver confinato l’Italia agli ultimi posti della classifica mondiale della libertà di stampa. Per fortuna, però, ci sono i cittadini che in tutta libertà domani potranno opporsi ad un oscuro, estenuante ed equivoco regime.

Nella foto di copertina, Piero De Luca con Maria Elena Boschi (altro simbolo dell’attuale rinnovamento politico)

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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