Immobilismo dell’Asi di Napoli, la Cisl: fanno fuggire le imprese sane

Immobilismo dell’Asi di Napoli, la Cisl: fanno fuggire le imprese sane
di Caterina La Bella

Se l’Asi di Napoli attivasse le procedure di promozione dello sviluppo sarebbero garantiti investimenti pari a 2 miliardi di euro. Se l’Asi di Napoli non avesse tutti i problemi che ha potrebbe garantire un’occupazione di 5000-7500 unità lavorative. Se l’Asi di Napoli…se, appunto. Perché di certo non c’è nulla, solo debiti e una burocrazia asfissiante che scoraggia le imprese. Il segretario generale Cisl Campania, Lina Lucci (nella foto), assicura che metterà in piedi tutte le azioni per fronteggiare la catastrofe. Dalla segreteria Cisl di Napoli Adriano Varriale replica al servizio di Confronti sullo sfascio del Consorzio Asi con una battuta: “Ma chi è quell’imprenditore che si decide ad investire dalle nostre parti? Già vi è una difficoltà oggettiva del territorio, se poi vengono e trovano il deserto non li troviamo più”. “L’ultima riunione che abbiamo tenuto con l’allora commissario Federico Lasco – ricorda Varriale – fu addirittura nel 2008. Ci presentò la situazione difficile in cui versavano le aree Asi di Napoli prospettandoci un programma di rilancio del quale non abbiamo più saputo nulla. Parliamo di una delle tante occasioni mancate, di aree che potevano servire allo sviluppo e sono oggi campi sterminati, inutilizzati e desertici. Comunque – assicura Varriale – ne parlerò con i colleghi di Cgil e Uil e vedremo di porre nuovamente l’attenzione sul problema per tentare di rilanciare un’azione comune”. Per la cronaca, l’allora commissario di cui parla la Cisl, Federico Lasco, lasciò l’incarico per assumere la direzione generale della Camera di commercio di Cosenza e oggi è manager di Invitalia. La sua opera fu preziosa per ricostruire la storia dei lotti, spesso non utilizzati dall’azienda assegnataria, con imprese in procedura fallimentare, ditte inadempienti rispetto alla tempistica di realizzazione prevista dai contratti. L’area Asi di Napoli vive sempre momenti difficili sommersa da vecchi debiti (circa 40 milioni di euro) e perdite annue di circa 2,5 milioni all’anno per mutui su prestiti bancari e altri oneri.
A cinquanta chilometri di distanza, a Salerno, sembra che la situazione sia migliore. Il presidente del Consorzio dell’Area per lo sviluppo industriale Gianluigi Cassandra ha addirittura invocato, nei giorni scorsi, l’arrivo degli imprenditori emiliani comunicando la disponibilità del consorzio a ospitare, nel periodo necessario alla ricostruzione, all’interno delle proprie aree industriali quelle imprese che hanno visto i propri siti produttivi distrutti o gravemente compromessi dal terremoto. E domani, l’Asi presenterà a Fisciano il nuovo regolamento, per facilitare la vita degli imprenditori. Se son rose, fioriranno.

redazioneIconfronti

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