Dom. Lug 21st, 2019

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In Campania la Tarsu più cara: scriveteci e protestate con noi

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Nel 2012 per le famiglie italiane la stangata per la tassa/tariffa rifiuti solidi urbani sarà di 225 euro in media. La Tarsu è aumentata, sempre in media, del 14,3% in 5 anni, con un aumento nel 2012 del 2,4% rispetto al 2011. Nella città di Avellino quest’anno la tassa aumenta del 15%, a Napoli ritocco proposto dalla Provincia e non dal Comune, ed in valori assoluti si paga la cifra più alta per una famiglia media: 427,80 euro l’anno. A Salerno si pagano 355,60 euro. Stando ai dati emersi dal monitoraggio svolto dall'Osservatorio periodico sulla fiscalità locale della Uil Servizio Politiche Territoriali, su un campione composto dalle 64 città capoluogo di provincia che hanno deliberato per quest’anno, 31 hanno aumentato la Tarsu e 30 hanno confermato le tariffe dello scorso anno. Soltanto tre città sono in controtendenza: Lucca - 7,5%; Treviso - 5,4%; Teramo - 4,8%. Per il monitoraggio, si è preso a riferimento un nucleo familiare composto da 4 persone con un appartamento di 80 mq. «Gli importi - spiega Guglielmo Loy, segretario confederale Uil e responsabile dell’osservatorio - sono comprensivi delle 'tasse sulla tassa', ovvero del Tributo Provinciale Ambientale (Tefa), che spetta alle Province nella misura che va dall’1% al 5%, delle addizionali ex Eca 10% nel caso della Tarsu e dell’Iva del 10%, se viene applicata la tariffa. Tornando ai dati - commenta Loy - a Bari nel 2012 l’aumento sarà del 30% rispetto all’anno precedente; a Milano del 20,1%; a Novara del 19,2%; a Firenze del 16,6%; ad Avellino del 15%; a Mantova dell'8,5%; a Ravenna del 7,6%; a Siena del 6,9%; a Lecco del 6%; a Palermo del 5%. A Roma, invece, ci sarà un aumento del 2,5%, per effetto del recupero dell'Iva non fatto pagare in bolletta nel 2010. A Napoli le aliquote sono state ritoccate dalla Provincia e non dal Comune. In valori assoluti, in un’ipotetica classifica, la tariffa più alta si paga a Napoli dove, per la famiglia presa a campione, l’esborso è di 427,80 euro l’anno. A Salerno si pagano 355,60 euro; ad Alessandria 337,50 euro; a Venezia 325 euro». Secondo Loy, «il livello di tassazione locale (Imu, addizionali Irpef, tariffa rifiuti) incide per oltre il 12% del reddito prodotto e gli aumenti colpiscono principalmente i lavoratori dipendenti e pensionati. Tali aumenti, tra l'altro, non sempre si accompagnano a una migliore qualità del servizio: sono spesso destinati, invece, a ripianare i deficit delle società che gestiscono i servizi». E dal 2013 «è prevista un'ulteriore stangatina con l’introduzione della Tares, (tassa rifiuti e servizi). Questa tassa prevede che le tariffe del servizio rifiuti debbano coprire il 100% del costo del servizio con in più una sovrattassa, che potrebbe costare ulteriori 27 euro medi, variando dai 30 a 40 centesimi al mq. per tutti gli immobili e per la parte servizi».

Nel 2012 per le famiglie italiane la stangata per la tassa/tariffa rifiuti solidi urbani sarà di 225 euro in media. La Tarsu è aumentata, sempre in media, del 14,3% in 5 anni, con un aumento nel 2012 del 2,4% rispetto al 2011. Nella città di Avellino quest’anno la tassa aumenta del 15%, a Napoli ritocco proposto dalla Provincia e non dal Comune, ed in valori assoluti si paga la cifra più alta per una famiglia media: 427,80 euro l’anno. A Salerno si pagano 355,60 euro. Stando ai dati emersi dal monitoraggio svolto dall’Osservatorio periodico sulla fiscalità locale della Uil Servizio Politiche Territoriali, su un campione composto dalle 64 città capoluogo di provincia che hanno deliberato per quest’anno, 31 hanno aumentato la Tarsu e 30 hanno confermato le tariffe dello scorso anno. Soltanto tre città sono in controtendenza: Lucca – 7,5%; Treviso – 5,4%; Teramo – 4,8%. Per il monitoraggio, si è preso a riferimento un nucleo familiare composto da 4 persone con un appartamento di 80 mq. «Gli importi – spiega Guglielmo Loy, segretario confederale Uil e responsabile dell’osservatorio – sono comprensivi delle ‘tasse sulla tassa’, ovvero del Tributo Provinciale Ambientale (Tefa), che spetta alle Province nella misura che va dall’1% al 5%, delle addizionali ex Eca 10% nel caso della Tarsu e dell’Iva del 10%, se viene applicata la tariffa. Tornando ai dati – commenta Loy – a Bari nel 2012 l’aumento sarà del 30% rispetto all’anno precedente; a Milano del 20,1%; a Novara del 19,2%; a Firenze del 16,6%; ad Avellino del 15%; a Mantova dell’8,5%; a Ravenna del 7,6%; a Siena del 6,9%; a Lecco del 6%; a Palermo del 5%. A Roma, invece, ci sarà un aumento del 2,5%, per effetto del recupero dell’Iva non fatto pagare in bolletta nel 2010. A Napoli le aliquote sono state ritoccate dalla Provincia e non dal Comune. In valori assoluti, in un’ipotetica classifica, la tariffa più alta si paga a Napoli dove, per la famiglia presa a campione, l’esborso è di 427,80 euro l’anno. A Salerno si pagano 355,60 euro; ad Alessandria 337,50 euro; a Venezia 325 euro». Secondo Loy, «il livello di tassazione locale (Imu, addizionali Irpef, tariffa rifiuti) incide per oltre il 12% del reddito prodotto e gli aumenti colpiscono principalmente i lavoratori dipendenti e pensionati. Tali aumenti, tra l’altro, non sempre si accompagnano a una migliore qualità del servizio: sono spesso destinati, invece, a ripianare i deficit delle società che gestiscono i servizi». E dal 2013 «è prevista un’ulteriore stangatina con l’introduzione della Tares, (tassa rifiuti e servizi). Questa tassa prevede che le tariffe del servizio rifiuti debbano coprire il 100% del costo del servizio con in più una sovrattassa, che potrebbe costare ulteriori 27 euro medi, variando dai 30 a 40 centesimi al mq. per tutti gli immobili e per la parte servizi».

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