Dom. Ago 18th, 2019

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In cella il rampollo dei re della pasta: arrestato Peppino Amato jr

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Giuseppe Amato junior sarebbe stato arrestato per fatti estranei al crac

Arrestato questa mattina Giuseppe Amato junior (foto), che era già ai domiciliari nella propria abitazione per il crac del pastificio di famiglia. L’arresto, però, non sarebbe riconducibile alle vicende del pastificio quanto forse – ma si attendono ancora conferme – alla violazione di alcuni obblighi relativi agli arresti domiciliari. La posizione di Amato sarebbe stata accertata da una relazione del nucleo di polizia tributaria, e per questo il Gip del Tribunale di Salerno avrebbe emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Amato era finito ai domiciliari il 29 giugno scorso, insieme ad altre 4 persone (Paolo Del Mese, Mario Del Mese, Giuseppe Labonia e Antonio Anastasio) per il crac dell’azienda di famiglia. Ad aggravare la posizione di Amato, inoltre, ci sarebbe stato anche una burrascosa vicenda con una ex segretaria che, vantando un credito nei suoi confronti, si è recata nell’abitazione di Amato. I due sarebbero arrivati anche ad una lite. Questi particolari avrebbero fatto emergere la circostanza per cui Amato junior abbia violato le rigide regole degli arresti domiciliari parlando al telefono cellulare, ricevendo in casa persone (tra cui appunto la ex segretaria) fino a lasciare l’abitazione in cui doveva rimanere. A giugno i militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Salerno eseguirono le ordinanze di custodia cautelare nell’ambito della complessa indagine relativa al fallimento dello storico pastificio salernitano “Antonio Amato”, emesse dal Gip del Tribunale di Salerno su richiesta avanzata dalla locale Procura della Repubblica. A carico degli indagati vennero contestate, a vario titolo, ipotesi di reati fallimentari, di natura distrattiva e dissipativa, “che hanno contribuito – se non determinato – in via principale, il tracollo della predetta società già esponente dell’eccellenza dell’iniziativa industriale non solo locale, addirittura sponsor della nazionale italiana al campionato mondiale di calcio del 2006″. Gli indagati sono ritenuti, infatti, responsabili di avere sottratto nel corso degli anni in assenza di valide ragioni economiche e in maniera assolutamente non congrua e coerente rispetto alla controprestazione offerta, ingentissime disponibilità economiche dal patrimonio della fallita azienda, complessivamente quantificabili in circa 10 milioni di euro soprattutto in un momento storico in cui il dissesto finanziario era ormai di vastissime proporzioni. In particolare l’attività investigativa condotta dalle fiamme gialle rivelò che le casse del pastificio Amato furono oggetto di una sistematica e continua opera di svuotamento a favore di soggetti che non avevano alcun titolo a ricevere denaro o a favore di professionisti neppure in presenza di un titolo commerciale astrattamente idoneo a giustificare la ricezione di compensi per prestazioni rese. Oggi la posizione di Amato risulta peggiorata in seguito alle violazioni degli obblighi di legge.

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