“In Italia la cura del territorio è da paese incivile”

di Fabrizio Salvatori

idrogeologico1Il governo e le amministrazioni regionali farebbero bene a fare una profonda, seria, disinteressata, competente riflessione su ciò che sta accedendo in queste ore. La difesa del suolo non si improvvisa, né tanto meno potranno trovare soluzione gli immensi problemi di governo del territorio lasciando tutto o quasi all’improvvisazione”. Vittorio D’Oriano, geologo toscano e vice presidente del Consiglio nazionale dei geologi, rompe gli indugi e a commento dei danni provocati dal “maltempo” ripropone il tema della difesa del territorio.
“Fino a quando dovremmo continuare ad essere profeti di sventura? Tutto il territorio italiano è fragile. Ci sono, è vero, piogge eccezionali ma – sottolinea D’Oriano – è altrettanto vero che la manutenzione dei fiumi e dei fossi non è degno di un paese civile”. In Italia “per poter pensare di fare una reale prevenzione occorre prima di tutto fare una seria riflessione: siamo veramente interessati ad un Paese che non crolli persino sotto i colpi di un forte temporale? Siamo veramente consapevoli che investire sulla manutenzione del nostro territorio possa aiutarci ad uscire dalla crisi? A giudicare da quanto continua a succedere ogni autunno e da quanto non succede invece in tema di investimenti mi pare proprio di no”, dichiara Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi. “Mentre l’Italia era ancora in vacanza e le piogge lontane scrivevo dei mesi che si avvicinavano e che sarebbe aumentato in modo esponenziale il rischio – prosegue Graziano – che in qualche parte d’Italia, anche in funzione dei cambiamenti climatici in atto, si potesse consumare una ennesima alluvione o una ennesima frana, che ci avrebbe obbligato ad un’altra drammatica conta dei danni e forse non solo di questi”. Questo “puntualmente e’ avvenuto, come ormai succede almeno da 2009, dai 37 morti di Giampilieri – conclude Graziano – aspettiamo di vedere un programma serio e coraggioso di investimenti, non solo economici, che cominci dalle scuole”.

(www.controlacrisi.org)

 

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