In Italia stampa più libera ma attenti a leggi-bavaglio

In Italia stampa più libera ma attenti a leggi-bavaglio

mappa-2013Finlandia, Olanda e Norvegia sono i primi tre paesi al mondo nella graduatoria del rispetto della libertà di stampa.
La classifica, stilata come ogni anno da “Reporter senza frontiere”, conferma anche Siria, Turkmenistan e Corea del Nord nelle ultime posizioni. Gli Stati passati in rassegna dall’organizzazione sono 179.
Per stilare la classifica, l’organizzazione valuta criteri quali il pluralismo, l’indipendenza dei mezzi di comunicazione, i concetti di auto-censura, il quadro giuridico, la trasparenza e infine le infrastrutture dell’informazione. Ogni paese riceve un punteggio da 0 a 100, con zero che rappresenta la “situazione ideale”.
Situazione in miglioramento per l’Italia che si piazza al 57esimo posto, quattro in più rispetto allo scorso anno, alle spalle di Botswana e Niger. L’Organizzazione non governativa internazionale che ha realizzato il sondaggio ha anche evidenziato come la diffamazione nel nostro Paese debba essere depenalizzata.
La stima di “Reporter senza frontiere” ha parlato di “cattiva” legislazione sulla stampa in Europa, con riferimento a un “pericoloso uso delle leggi bavaglio”.
La classifica viene stilata in base ai comportamenti e alle intenzioni manifestate dai governi sul tema della libertà di stampa a medio e a lungo termine.
Tra i principali passi in avanti compiuti c’è da registrare il miglioramento della posizione in classifica del Malawi, passato dalla 146esima alla 75esima posizione. La Turchia, ha evidenziato lo studio dell’Ong, è “attualmente la prima prigione al mondo per i giornalisti, soprattutto quelli che criticano le autorità sulla questione curda”. L’India ha perso nove posizioni, attestandosi al livello più basso dal 2002 a causa della censura in continua crescita.
Il risultato peggiore è del Mali, precipitato dalla 25esima posizione alla 99esima, dopo il colpo di stato.
Note negative anche per la Cina che, secondo la ricerca, “non mostra segni di miglioramento” e ha un gran numero di giornalisti e cittadini in carcere con una censura sul web che è uno dei principali ostacoli per l’accesso alle informazioni.

Barruggi

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