Dom. Set 15th, 2019

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Da stasera in Italia tornano i blocchi dei forconi. Viminale in allerta

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di Fabrizio Salvatori
di Fabrizio Salvatori

movimento_forconiPartirà questa sera dalla Sicilia, il blocco dei trasporti degli autoconvocati dell’Immacolata, che potrebbe durare anche diversi giorni e al quale sono pronti a dare man forte frange sciolte di agricoltori, commercianti e piccoli imprenditori che vogliono “mazze e pietre” per cacciare il governo e anche ampi settori della destra.
Il Viminale e’ in allerta non solo per evitare il collasso della circolazione ma anche per il rischio di infiltrazioni da destra, compresa quella degli ultra’, al quale si aggiunge l’allarme su “recrudescenze mafiose” levato dal ministro per la pubblica amministrazione Gianpiero D’Alia. Scritte minatorie contro i trasportatori che lunedi’ saranno al lavoro e contro la Cna sono infatti comparse a macchia d’olio in diverse citta’ e localita’ della Sicilia.
Complice il divieto assoluto di assembramenti nei punti nevralgici della rete stradale, gli irriducibili della protesta in Sicilia, per ora accantonano i blocchi. A dirlo il leader Mariano Ferro in vista delle iniziative previste fino alle 24 del 13 dicembre: “Piu’ che di blocchi, parlerei di presidi di solidarieta’. Faremo volantinaggi, poi non so cosa accadra’. Dipendera’ dal clima e dagli animi che sono molto tesi, ve lo assicuro”.

A Torino, Cna, Cia e Confagricoltura hanno chiesto tutela al prefetto Paola Basilone che ha messo in campo una task force.

E anche l’Anpi (Associane Nazionale dei Partigiani Italiani) piemontese ha chiesto massima vigilanza anche perchè sembrerebbe che Torino si sarebber presentati falsi agenti di polizia in borghese che invitano i commercianti a chiudere lunedì prossimo per evitare tafferugli. “Invitiamo tutti gli antifascisti ed i democratici a respingere con fermezza le iniziative illegali messe in atto da questi provocatori”.

Non solo, Diego Novelli, ha diramato via rete una nota dove si legge che “Un fantomatico ‘Coordinamento nazionale per la rivoluzione’ attraverso Facebook ha indetto per lunedì prossimo una manifestazione di protesta in tutta Italia rivolgendosi in modo particolare agli ambulanti, ai negozianti, agli autotrasportatori e ad altre categorie invitando il popolo italiano alla ribellione”.

Sul fronte dell’ordine pubblico, il Viminale gia’ sa che dovra’ fare i conti con Forza Nuova e Casapound che hanno dato via web la loro adesione invitando chi li segue a manifestare con il tricolore ma senza etichette, come chiedono Ferro e soci. In attesa di valutare le proporzioni dell’agitazione, il ministero ieri ha emanato una circolare ai prefetti che ha esortato i funzionari a non tollerare assembramenti e blocchi, e a procedere agli sgomberi. “Ci e’ arrivata la comunicazione da parte delle Prefetture di Catania, Ragusa, Siracusa e Messina che dice che ci e’ vietato tutto”, ha commentato Ferro aggiungendo: “non possiamo adeguarci: siamo disponibili a farci arrestare”.
Soddisfazione per la retromarcia di due sindacati siciliani – Aias e Forza d’Urto, che hanno disdetto l’adesione – e’ stata espressa dal sottosegretario ai trasporti Rocco Girlanda. “Ritengo doveroso chiarire che lunedi’ non c’ e’ un fermo del settore dell’autotrasporto – ha dichiarato inoltre Girlanda – ma solo di alcuni che aderiscono a movimenti di protesta concomitanti con altre categorie che hanno in animo forme di dissenso eclatanti che stanno assumendo in questi giorni preoccupanti toni di carattere ‘rivoluzionario’, dal quale si discostano tutte le maggiori associazioni dei vettori”.
“Quello di lunedi’ non puo’ essere definito in alcun modo uno sciopero dell’autotrasporto. Nessuna fra le dieci federazioni piu’ rappresentative del settore ha deciso di aderire”, ha detto il presidente di Unatras, Paolo Ugge’. “E’ una protesta che nulla ha a che vedere con i problemi dell’autotrasporto, per i quali le associazioni di categoria hanno sottoscritto con il Governo precisi accordi. Quanto potra’ succedere lunedi’ rientra sempre piu’ in una iniziativa politica che mira alla protesta fine a se stessa e non puo’ trovare la condivisione degli imprenditori del trasporto”.

(da www.controlacrisi.org)

 

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