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In memoriam di Carmine Manzi. Una vita per la cultura

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Una vita per la cultura. Si potrebbe sintetizzare così il percorso terreno di Carmine Manzi (foto). Un’esistenza eccezionale, tutta da raccontare e ricordare, costantemente caratterizzata da un’attività frenetica, quasi febbrile, senza risparmio di energie, dedicata all’arte e alla cultura in tutte le loro molteplici e affascinanti espressioni. Poeta, scrittore, saggista, giornalista, straordinario “talent scout” di artisti di ogni età e provenienza, il “professore” Manzi è stato per più di mezzo secolo una delle personalità più insigni del panorama letterario italiano.

Una vita per la cultura. Si potrebbe sintetizzare così il percorso terreno di Carmine Manzi (foto). Un’esistenza eccezionale, tutta da raccontare e ricordare, costantemente caratterizzata da un’attività frenetica, quasi febbrile, senza risparmio di energie, dedicata all’arte e alla cultura in tutte le loro molteplici e affascinanti espressioni. Poeta, scrittore, saggista, giornalista, straordinario “talent scout” di artisti di ogni età e provenienza, il “professore” Manzi è stato per più di mezzo secolo una delle personalità più insigni del panorama letterario italiano.
Nobile figura di gentiluomo d’altri tempi, dotato di una sensibilità rara e di un carisma senza eguali, Carmine Manzi  è stato esempio luminoso di quanto i valori profondi dello spirito siano irrinunciabili ed essenziali nella vita dell’uomo. Direttore della rivista “Fiorisce un Cenacolo” – laboratorio prezioso di colloqui con l’intimo – da lui fondata, nell’immediato dopoguerra, in un periodo tra i più cupi della storia del nostro Paese; fondatore, presidente ed “anima” della prestigiosa “Accademia di Paestum”, sodalizio che annovera il fior fiore dell’”intellighenzia” nazionale ed internazionale, Carmine Manzi, con l’annuale organizzazione del “Premio Paestum”, è stato, fino all’ultimo, uno dei pilastri dell’animazione e della  vita culturale del Meridione. Innumerevoli e prestigiosi i premi, i riconoscimenti, le benemerenze,  ricevuti per i suoi meriti di eccezionale uomo di cultura.
Io che ho avuto il privilegio, l’onore e la fortuna di conoscerlo, di frequentarlo, di averlo come amico premuroso e paterno, di poterne apprezzare ed ammirare le immense, esemplari doti di mente e di cuore, mi sento, all’indomani della sua scomparsa, più povero e più solo, come uno scolaro privato all’improvviso del suo “maestro”, della sua “guida”.
Il suo ricordo e il suo esempio rimarrà per sempre nel mio cuore.
Angelo Guzzo

2 thoughts on “In memoriam di Carmine Manzi. Una vita per la cultura

  1. Quando va via per sempre qualcuno che con il suo intelligente entusiasmo, il suo vissuto e con la testimonianza dei suoi libri ci ha trasmesso, cultura, entusiasmo, attaccamento alla vita, poesia, emozioni, semplicità, cuore e tanto altro, possiamo essere orgogliosi e fortunati per avere avuto nella nostra Mercato S. Severino un uomo come il Prof. Carmine Manzi. Io lo conoscevo da quando ero bambina e l’ho sempre stimato ma è con tanto affetto che non smetterò mai di ringraziarlo per avermi regalato la prefazione e la presentazione al mio libro facendomi vivere una emozione unica.” E’ proprio vero che gli uomini passano ma gli scritti restano. Il prof. Carmine con i suoi scritti vivrà sempre nei nostri ricordi ed ognuno di noi lo porterà in un angolo del proprio cuore.

  2. Ruth Cárdenas Vettori
    Istituto Superiore per l’Aggiornamento
    Culturale “MIRCEA ELIADE”
    Firenze

    22 giugno 2012

    Molti anni fa quando arrivai dalle Ande a Firenze, portandomi in fondo all’anima le piume insanguinate di un condor recluso dalle barbarie politiche, trovai asilo poetico nel cuore del filosofo Umanista Vittorio Vettori ed ebbi la fortuna di incontrarmi ad Amalfi con il poeta Carmine Manzi. Due momenti essenziali per la bonifica della mia esistenza verso la speranza.
    Si scrive per diventare se stessi, e si legge per ri-nascere nella vita altrui; questo l’anello di congiunzione tra me il Maestro amico Carmine Manzi, uomo d’amore e di intelletto poetico.
    Come sintetizzare in un pugno di parole l’infinita pena che mi sovrasta perché lui ha varcato, senza rumore, quella linea d’ombra che l’occhio non tocca?
    Devo filtrare ancora la forte emozione e quando il dolore liberato dal suo peso si tramuterà in malinconia (come suggerisce Calvino), potrò rientrare alleggerita nel suo fare poetico, nella sua vasta opera, nel suo umano sentire.
    Per ora posso soltanto evidenziare il grande lutto intellettuale che provoca in noi la sua insostituibile assenza.
    E siccome gli uomini passano, ma la parola vera resta, ritengo imprescindibile sottolineare che egli è stato una tra le figure più luminose a cavallo tra Novecento e Terzo Millennio, capace di attraversare con assoluta integrità morale le miserie politiche, sociali e culturali che hanno scosso il nostro paese nel contesto europeo.
    Carmine Manzi, in quanto scrittore-poeta, si è nutrito sempre di sapere e ha avuto il coraggio di abbeverarsi alla fontana spesso torbida e talvolta potabile del quotidiano vivere, difendendo sino alla fine il suo diritto all’innocenza, ed esercitando caparbiamente il difficile magistero dell’onestà, condivisa con il dono della generosità.
    Per tutto ciò, a nome dell’Istituto Superiore per l’Aggiornamento Culturale “MIRCEA ELIADE” che ho l’onore di presiedere e sulle impronte di Vittorio Vettori che, con autentica stima, definiva Carmine Manzi un “arcangelo partenopeo del pensiero poetico”, sollecito alle autorità competenti del luogo, agli amici dell’ambito intellettuale e alla società civile, il doveroso impegno di vitalizzare la sua memoria, quale patrimonio culturale.
    Alla Famiglia va il calore del mio abbraccio sincero.
    Ruth

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