Mer. Giu 19th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

In Procura aspettano la cantata sul business degli appalti truccati

2 min read
I funzionari pubblici e gli imprenditori arrestati ieri con l’accusa di partecipare alle gare indette dalla Provincia di Salerno concordando le offerte da presentare a tavolino, saranno ascoltati domani, giovedì 14, dai magistrati, mentre venerdì inizieranno gli interrogatori delle persone agli arresti domiciliari. In particolare, le accuse della Procura sono molteplici: associazione per delinquere, finalizzata alla turbata libertà degli incanti, corruzione, falso in atto pubblico ed atri delitti
di Mario Amelia

I funzionari pubblici e gli imprenditori arrestati ieri con l’accusa di partecipare alle gare indette dalla Provincia di Salerno (nella foto Palazzo Sant’Agostino, sede dell’Amministrazione provinciale) concordando le offerte da presentare a tavolino, saranno ascoltati domani, giovedì 14, dai magistrati, mentre venerdì inizieranno gli interrogatori delle persone agli arresti domiciliari. In particolare, le accuse della Procura sono molteplici: associazione per delinquere, finalizzata alla turbata libertà degli incanti, corruzione, falso in atto pubblico ed atri delitti. Sono state indagate, inoltre, 300 persone. I dirigenti della Provincia finiti sotto inchiesta a dicembre del 2009 erano stati trasferiti ad altro incarico per il criterio della rotazione adottato dall’Amministrazione provinciale guidata dal pidiellino Edmondo Cirielli, eletto nella primavere precedente. Gli indagati dovranno difendersi dall’accusa, ribadita anche ieri dal procuratore Franco Roberti di far parte “di un articolato ed insidioso sistema criminale creato da un nucleo di imprenditori contiguo ad ambienti camorristici, da impresari senza scrupoli e da impiegati pubblici corrotti, funzionale all’illecita spartizione di ingenti capitali pubblici, che ha di fatto azzerato per molti anni la libera concorrenza”. Secondo gli inquirenti il “cartello” di imprenditori si accordava per presentare le offerte determinando la percentuale di ribasso “vincente” che talvolta sfiorava anche il 40% della base d’asta, recuperando poi con l’impiego dei materiali scadenti che, in sede di collaudo dell’opera pubblica venivano ritenuti idonei dai tecnici compiacenti, oppure addirittura attraverso la mancata realizzazione anche di intere porzioni di lavoro. In carcere sono finiti gli imprenditori Gennaro Citarella e Giovanni Citarella (questi due ritenuti appunto promotori dell’organizzazione e trait-d’union con i soggetti istituzionali); in secondo piano, ma sempre attivi nell’organizzazione, c’era una numerosissima schiera di imprese “satellite” facenti capo ai Citarella, sempre secondo la Procura, che si aggiudicava sistematicamente gli appalti indetti dall’Amministrazione provinciale. Sono stati oggetto di provvedimento di custodia cautelare in carcere anche Giuseppe Ruggiero, Luigi Di Sarli, Federico Spinelli, Giovani Botta ed Emanuele Zingari, oltre ai funzionari della Provincia Raffaele Orefice e Franco Pio De Luca. Ai domiciliari sono finiti Rosario Cozzolino, Carmine Ruggiero, Alessandro Piccolo, Eduardo Sale, Diana Capretto e Silvana Bevilaqua, segretaria di Giovanni Citarella. L’indagine sarebbe scaturita da alcune intercettazioni telefoniche, nelle quali Giovanni Citarella parlava apertamente della sua capacità di controllare l’esito delle gare pubbliche. Tra gli appalti “sotto esame” il sistema di viabilità, il porto turistico di Agropoli, l’aeroporto di Salerno-Pontecagnano, il campus universitario di Fisciano, due scuole a Sarno e alcuni lavori nel Parco Nazionale del Cilento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *