Mer. Lug 17th, 2019

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In rovina l’archivio storico di Radiorai, è scattata la mobilitazione

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Appello al Capo dello Stato: salviamo la memoria dei nostri ultimi 50 anni
di Barbara Ruggiero

L’incuria mette a rischio la memoria collettiva del nostro Paese. L’allarme, lanciato nei giorni scorsi da un articolo del Fatto Quotidiano, riguarda l’archivio storico di Radiorai: oltre 400 mila nastri magnetici di registrazioni dai primi anni Cinquanta ad oggi sarebbero in stato di abbandono, custoditi nella cosiddetta “nastroregistroteca” di via Asiago a Roma.
Secondo quanto riportato dal Fatto, l’archivio verserebbe in uno stato di abbandono, con i nastri di antiche registrazioni, spesso pezzi unici, conservati su fragili supporti magnetici e soggetti all’incuria e all’inevitabile danno del tempo che passa. Il paradosso è che buona parte di questo materiale non sarebbe neppure catalogato. La riposizione dei nastri all’interno delle teche, infatti, sarebbe stata fatta dai custodi, prossimi alla pensione, che hanno deciso di scrivere una lettera al Presidente della Repubblica Napolitano per chiedere maggiore interesse per la nastroregistroteca della Rai.
Interessato dalla situazione di incuria non sarebbe solo l’archivio di Roma; il problema sarebbe lo stesso anche per tutte le sedi regionali della Rai.
La digitalizzazione completa salverebbe i dischi dal degrado e garantirebbe una maggiore fruibilità a chiunque volesse ascoltare trasmissioni storiche, anche tramite podcast. Sarebbe un’importante operazione di valorizzazione delle radici storiche che, a quanto pare, però avrebbe un costo abbastanza alto sia in termini meramente economici sia come tempo impiegato.
Nella giornata di ieri Ustation, network di media universitari, ha realizzato e mandato in onda un’intervista ad Andrea Borgnino, project manager di WebRadio Rai che sull’argomento ha dichiarato: «Una parte di quanto emerso è vero: l’archivio non è tutto digitalizzato e c’è una parte effettivamente a rischio. Ci stiamo lavorando. Quello che manca è un progetto di digitalizzazione completo di questi nastri. È un progetto che necessita di un investimento di diversi milioni di euro. Speriamo che la nuova dirigenza Rai creda negli archivi e metta in salvo tutta la nostra storia audio».
Su Facebook un gruppo denominato “Salviamo l’archivio di Radiorai”, formato da tanti cultori della radio, si propone di smuovere le coscienze e di diffondere ulteriormente e in maniera capillare una notizia che mina le radici storiche del nostro Paese.
Al vaglio l’ipotesi di una raccolta di firme da inviare al presidente Napolitano per tutelare la nostra memoria collettiva.

 

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