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Inasprimento pene per diffamazione ai politici, protesta l’Osce

Inasprimento pene per diffamazione ai politici, protesta l’Osce
di Barbara Ruggiero
Barbara Ruggiero

Barbara Ruggiero

L’aumento della pena detentiva per chi si renda colpevole di diffamazione ai danni di politici e magistrati è semplicemente raggelante. Anche l’Osce, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, tramite la rappresentante per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, interviene sul ddl passato in Commissione Giustizia al Senato e che deve essere esaminato dall’Aula di Palazzo Madama.

La dichiarazione dell’Osce è stata resa nota da Ossigeno per l’informazione, l’osservatorio promosso da Fnsi e Odg sul tema di cronisti minacciati e notizie oscurate.

«L’iniziativa legislativa – ha detto Mijatovic – è dannosa perché già in sé le pene detentive sono una sanzione sproporzionata per la diffamazione. L’aumento delle sanzioni avrebbe un effetto raggelante, dannoso, sul giornalismo investigativo».

C’è da dire che la rappresentante dell’Osce ha portato avanti in questi anni delle campagne per promuovere la depenalizzazione del reato di diffamazione nei 57 stati che fanno parte dell’Organizzazione. Negli anni passati la Mijatovic, a proposito delle pene detentive per la diffamazione, le aveva definite sproporzionate, oltre che una vera e propria minaccia per la democrazia.

Nei giorni scorsi anche la Piattaforma per la protezione del Giornalismo e la sicurezza dei giornalisti del Consiglio d’Europa e varie associazioni di giornalisti europei hanno lanciato un grido di allarme contro il ddl.

Il disegno di legge – ribattezzato “pro casta” – prevede l’inasprimento della pena detentiva (fino a un massimo di nove anni) per i giornalisti che si diffamino politici, magistrati e amministratori pubblici. Il provvedimento (n.1932-A) è stato approvato lo scorso 3 maggio in Commissione Giustizia al Senato con il solo voto contrario di Giovanardi.  A questo link è reperibile il testo ribattezzato “Disposizioni in materia di contrasto al fenomeno delle intimidazioni ai danni degli amministratori locali”, a firma di Doris Lo Moro (Pd) e licenziato dalla Commissione:  http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/17/DDLCOMM/972497/index.html?stampa=si&spart=si&toc=no&parse=si.

La notizia del disegno di legge pro casta va nettamente in controtendenza rispetto al ddl che prevede la depenalizzazione del reato di diffamazione. Ma cosa accadrebbe se entrami i ddl fossero approvati? Se il ddl che depenalizza il reato di diffamazione – in Parlamento da oramai tre anni – passasse, il contestatissimo ddl pro casta porterebbe l’aumento della pena solo per quello che riguarda l’aggravio economico. E sarebbe comunque una notizia da non sottovalutare, viste l’attuale e precaria condizione del giornalismo oggi.

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