Home
Il blog de IConfronti utilizza cookie di servizio e di analisi. Continuando la navigazione accetti l’uso di tali cookie. Più informazioni.
Tu sei qui: Home » MummyBook » Piccole, innocenti crudeltà——————————————————————————————————————————

Piccole, innocenti crudeltà——————————————————————————————————————————

Piccole, innocenti crudeltà——————————————————————————————————————————
di Nicoletta Tancredi

pullo_1Momento di difficoltà per la cova dei diamanti di Gould.
Questi fantastici uccellini, coloratissimi, che abitano a casa mia da sei mesi, oggi hanno dato prova di grande crudeltà.
Io volevo mostrare alle bambine il nido, perché si stupissero davanti al miracolo della vita − e proprio questo mi sembrava un giusto prezzo per la libertà negata a questi volatili − e loro, i genitori pennuti, che ti fanno? Senza pietà, cacciano fuori dal nido i due pulli appena nati! Lasciandoli così, nudi nudi, sul tappeto di sabbia. E restando lì a guardarli, comodamente seduti sul posatoio.
Che aspettavano di vedere? Che morissero? Mah! Io non capisco proprio.
E così mio marito e io li abbiamo raccolti e rimessi nel nido.  Ma niente! I genitori non hanno ripreso a nutrirli.
Sentito questo e quell’altro parere, la soluzione o meglio l’unico tentativo di soluzione che si è presentato è l’allevamento a stecco. Ovvero imbecco a mano.
Ovvero da oggi ho cominciato a svezzare questi due uccellini.
Ora, è vero che è l’episodio non è dei più semplici. È vero anche che i bambini devono abituarsi a conoscere le spietate regole della natura. Ma io mai avrei voluto far vedere una cosa del genere alle mie figlie: genitori che lanciano i figli fuori dal nido, come a dire “io non li nutro!”
E invece, come ti sorprendono queste piccole!
A loro certe cose non devi neanche spiegarle.
Capiscono tutto. Senza che chiarisca nulla.
E più piccole sono più è sviluppata questa loro capacità di comprensione e accettazione.
Prendi Sandra, due anni soltanto, proprio mentre stavo per imbeccare l’uccellino più piccolo, ha fatto scendere Camilla dalla sedia, per poter vedere da vicino.
Povera bambina, ho pensato io, è rimasta scossa dal comportamento degli uccellini grandi e si preoccupa e vuole vedere con gli occhi suoi, senza impressionarsi tra l’altro, augurandosi che il pullo sopravviva.
E così abbasso la mano per farle vedere l’imbecco.
L’uccellino apre la bocca, io con lo stuzzicadenti gli faccio scendere un po’ di cibo, poi l’uccellino muove la testa penzoloni. È piccolissimo. Ha ancora gli occhi chiusi. Non ha neanche una piuma.
Sandra è attentissima. Quale migliore occasione di crescita e di affetto per gli animali che nutrire un uccellino in casa?
Tutto sommato, a pensarci bene, questa non è un’occasione così negativa. È giusto che le bambine osservino la natura, che vedano, sentano, capiscano.
E, infatti, Sandra d’un tratto, con fare curioso e vocina eccezionalmente chiara, mi chiede: “ma cos’è … una tartaruga?”

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 129

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto