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Isola del Giglio, la scatola nera inguaia Schettino e la Costa

Isola del Giglio, la scatola nera inguaia Schettino e la Costa

Il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, e i suoi ufficiali in plancia sapevano fin dalla partenza di Civitavecchia di dover fare l’inchinò all’Isola del Giglio, la manovra di avvicinamento poi fatale per il naufragio del 13 gennaio scorso. Una manovra abituale, conosciuta anche dalla compagnia e ora, dalle registrazioni della “scatola nera” di cui è in corso l’incidente probatorio e di cui oggi La Stampa riporta alcuni stralci, risulta che già poco dopo aver salpato Schettino annunciò alle 18.27: «Amm’à fa’ l’inchino al Giglio». E che alle 18.36 e 27 secondi, l’ufficiale addetto alla cartografia Simone Canessa disse al primo ufficiale Giovanni Iaccarino: «Giovà, per la pratica hai avvisato?». E l’altro rispose: «Ah, per il passaggio al Giglio…». E ancora: subito dopo che la Costa Concordia picchiò contro lo scoglio de Le Scole, Schettino disse: «Madonna ch’aggio cumbinato». Erano le 21.45. Neanche un minuto dopo il maitre Antonello Tievoli sbottò: «Mi sento in colpa». Quindi fu il caos, fra bugie, informazioni che non scorrevano nella catena di comando, difficoltà a capire cosa fare e che succedeva. Ma dalla perizia emergono anche altri dettagli. Sono le 21.54 e 50 secondi quando il capitano accetta di informare i passeggeri, ma non sull’incidente contro lo scoglio: «Di’ che c’è stato un black out». E alla capitaneria di Civitavecchia, allertata dai carabinieri informati dalla figlia di una passeggera, ripete alle 22.02: «Abbiamo fatto un black out, stiamo valutando… al limite ci mandino un rimorchiatore». In questa confusione Schettino chiamò alle 21.56 il manager per le emergenze di Costa Crociere, Roberto Ferrarini dicendo: «Roberto ho fatto un casino! Sono passato sotto al Giglio. E’ stato il comandante Palombo… ‘Mi ha detto: ‘Passa sotto, passa sotto». Alle 22.06 lo richiamò e gli assicurò: «Allora Robe’, non andiamo a fondo… bisogna chiamare qualche rimorchiatore che ci porti via». Ma non fu così e ci furono 32 vittime. Le registrazioni della “scatola nera” hanno fissato anche la telefonata di Schettino alla moglie Fabiola, alle 23.08. «Fabi’, ho finito la mia carriera di comandante. Abbiamo urtato su un basso fondale, la nave si è inclinata ma sto facendo una bella manovra… è tutto sotto controllo». Era atteso per oggi il deposito della perizia sulla ‘scatola nera’, con le risposte ai 50 quesiti formulati dal gip Valeria Montesarchio, ma slitterà su richiesta degli stessi periti qualche giorno in più forse all’inizio delle prossima settimana. L’anticipazione della perizia suppletiva sulla scatola nera della nave fornisce dettagli più precisi rispetto alla prima, presentata a inizio luglio, perchè individua in maniera circostanziata gli autori dei dialoghi intercorsi sulla plancia di comando.
Il legale di Schettino, Bruno Leporatti, giustifica in questo modo le parole trascritte nelle indiscrezioni: «Nella trascrizione molto decontestualizzata che fa il giornale c’è un punto di domanda. Evidentemente il comandante, quando dice “allora stiamo affondando” rivolge una domanda provocatoria per comprendere qual è la situazione della nave. Schettino stava tentando di rendersi conto di quelle che erano le condizioni e la situazione della nave, se potevano permanere le condizioni di galleggiabilità o meno». «Le indiscrezioni di stamani non fanno altro che enfatizzare quello che era noto e dichiarato dal comandante durante l’interrogatorio. Ho sentito Schettino e giustamente vuole aspettare di vedere le valutazioni dei periti per poi fare le nostre considerazioni. Ancora una volta si enfatizzano aspetti diretti nei confronti della sua persona e del suo operato tralasciando altri aspetti che non possono sfuggire», conclude.
La società Costa replica: «In relazione a quanto riportato oggi dal giornale La Stampa e ripreso da altri media, Costa Crociere precisa che, come emerge chiaramente dalle perizie eseguite sulla scatola nera, è priva di qualsiasi fondamento l’ipotesi che la Compagnia fosse a conoscenza della rotta seguita dal comandante Schettino. Quanto riportato dai media è quindi, oltre che errato, lesivo per l’immagine dell’azienda con la potenziale conseguenza di provocare danni economici molto rilevanti». E’ quanto si legge in una nota diffusa oggi da Costa Crociere. «Va precisato infatti -prosegue la nota- che la scatola nera dimostra che la rotta decisa nel pomeriggio del 13 gennaio a Civitavecchia, e nota alla Compagnia, era una rotta consueta e di totale sicurezza (5 miglia di distanza dall’isola). Successivamente -sottolinea Costa Crociere- il comandante Schettino ha deciso di propria iniziativa di modificarla, e questo è agli atti, ma senza informare la Compagnia. Facciamo notare – si legge ancora nella nota – che la pianificazione del viaggio è una responsabilità assegnata in via esclusiva al comandante, il quale ha anche la responsabilità di mantenere correttamente le relative comunicazioni e notifiche». «Ma ciò che più conta – conclude la compagnia – è che, pochi minuti prima dell’incidente, precisamente alle 21.39, il comandante Schettino ha assunto in prima persona la direzione della manovra dando ordini di governo al timoniere che hanno comportato un’ulteriore variazione di rotta, anche questa non comunicata alla Compagnia, che però questa volta ha portato la nave molto più vicino all’Isola del Giglio, su una rotta non in condizioni di sicurezza, provocando quindi l’incidente».

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