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Israele attacca Gaza e fa strage di bambini: 9 morti

Israele attacca Gaza e fa strage di bambini: 9 morti

Mentre la diplomazia internazionale lavora per un cessate il fuoco, la guerra tra Israele e i gruppi armati palestinesi di Gaza prosegue senza sosta. Tra dichiarazioni d’intenti smentite dai fatti, richieste incrociate di condizioni e colloqui giudicati “positivi” ma al momento di fatto infruttuosi, l’aviazione israeliana ha proseguito i suoi raid mirati. E anche oggi è stata una strage, con almeno 18 vittime palestinesi, di cui nove bambini, per un totale di 64 morti palestinesi e tre israeliani dall’inizio delle operazioni militari. Gli aerei dello Stato ebraico hanno attaccato a sud e a nord di Gaza, centrando un media center, che ospita gli studi dell’emittente al Quds e quelli di Russia Today. In un’incursione nel quartiere di Nasser, a Gaza City, hanno perso la vita sette membri di una stessa famiglia, tra cui due donne e quattro bambini piccoli. E altri tre bimbi, tra cui uno di appena 18 mesi, sono morti alle prime ore del giorno. Sette israeliani sono rimasti feriti, invece, per il lancio di un razzo palestinese contro il sud dello Stato ebraico. Uno di loro versa in gravi condizioni. Almeno altri quattro razzi sono stati intercettati dal sistema antimissile israeliano. Sono state decine, dunque, le incursioni compiute da Israele a partire da questa notte, proprio nelle stesse ore in cui il primo ministro Benjamin Netanyahu si è detto pronto ad «ampliare l’offensiva». Una minaccia seguita poi da alcuni flebili segnali di distensione, come quelli arrivati dal “falco” Avigdor Lieberman, al termine del suo incontro con l’omologo francese Laurent Fabius. Il ministro degli Esteri israeliano non ha chiuso le porte a un eventuale accordo di tregua con Hamas, ma ha posto come “unica condizione” ineludibile la fine del lancio dei razzi di Hamas.
Una richiesta che fa il paio con quella avanzata da Hamas, che giudica comunque “positivi” i negoziati per il cessate il fuoco condotto dalle due parti al Cairo, grazie alla mediazione dell’Egitto. Una soluzione accettabile per il movimento islamico palestinese, secondo quanto si è appreso, sarebbe quella di vedere gli Stati Uniti, tradizionali alleati di Israele, come “garanti” del rispetto del cessate il fuoco da parte dello Stato ebraico. Ciò che è certo è che l’obiettivo principale della comunità internazionale è arrivare a un’intesa nel più breve tempo possibile. A questo proposito è intervenuto anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che da Bangkok, prima tappa del suo tour in Asia, ha stimato che senza la fine delle violenze la possibilità di una «soluzione dei due Stati sarebbe rinviata a un futuro molto lontano». Obama ha comunque ribadito che «gli Stati Uniti sostengono completamente il diritto di Israele all’autodifesa», stimando che «l’evento che ha fatto precipitare» la crisi attuale è stato «il lancio di razzi sulle zone abitate». A lavorare in favore di un accordo di cessate il fuoco è anche l’Italia. Da parte di Israele c’è «una disponibilità concreta» al cessate il fuoco, «ma a fronte di garanzie precise di Hamas» sulla fine degli attacchi con razzi contro lo stato ebraico, ha confermato oggi il ministro degli Esteri Giulio Terzi. Il nostro paese, che stamattina ha completato con successo l’evacuazione dei nove cooperanti italiani rimasti bloccati a Gaza, è attualmente impegnato in un’azione diplomatica «a tutto campo», che ha per obiettivo «una cessazione immediata delle violenze, che non permetta il ripetersi della situazione di quattro anni fa, che ha poi portato all’attacco di terra», ha detto Terzi. Della crisi a Gaza si discuterà domani al Consiglio Affari Esteri dell’Ue, in programma a Bruxelles. «Proporrò ai miei colleghi di esprimere fortemente la posizione dell’Unione sul futuro della Striscia di Gaza, in termini di sicurezza, in modo che non si continuino a ripetere gli eventi attualmente in corso», ha spiegato il titolare della Farnesina che ha intenzione di accennare alla «possibilità di riaprire» la Striscia, sollevando «una delle cause di questo conflitto», il soffocamento di Gaza: «l’Ue», ha detto, «può garantire il traffico di beni e di beni controllati».

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