Ven. Lug 19th, 2019

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Israele prepara l’incursione di terra su Gaza, gli Usa frenano

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Sirene di allarme a Tel Aviv, nuovi lanci di razzi. L'Egitto media

Le sirene di allarme sono tornate in azione a Tel Aviv, risuonando a distesa, e subito dopo si è udito il boato di un esplosione, seguito dal levarsi di un’enorme nube di fumo al di sopra della periferia meridionale della città. Secondo la radio pubblica israeliana, si è trattato di un nuovo attacco con un razzo scagliato dalla Striscia di Gaza, che una batteria anti-missilistica del sistema difensivo “Iron Dome” sarebbe tuttavia riuscita a intercettare. Dal canto loro fonti dei servizi di soccorso hanno assicurato che non ci sono stati feriti. Il lancio del razzo sulla capitale economica dello Stato ebraico, il terzo da mercoledì, è stato poi rivendicato dalle Brigate Ezzedine al-Qassam, braccio armato di Hamas, il gruppo radicale che controlla l’enclave palestinese.
«Non vogliamo entrare a Gaza se non è necessario. Ma se continuano a lanciare razzi un’operazione di terra è possibile. Se vedremo nelle prossime 24-36 ore altri razzi sparati contro di noi, credo questo potrebbe innescarla»: lo ha affermato il viceministro degli Esteri di Israele, Danny Ayalon, citato dal Guardian. L’escalation a Gaza, intanto, preoccupa l’amministrazione Obama che teme che «un’incursione via terra di Israele possa danneggiare la stessa Israele e aiutare Hamas», e per questo sta facendo pressioni sul governo Netanyahu per impedirla. Lo riporta il New York Times che cita fonti anonime. L’amministrazione Obama pur dichiarando pubblicamente il proprio appoggio al diritto di Israele a difendersi, starebbe premendo sulle autorità israeliane per non allargare il conflitto. Una protratta escalation, è il timore dell’amministrazione Obama, potrebbe danneggiare il già fragile rapporto di Israele con Egitto e Giordania in un momento in cui ambedue i governi sono sotto pressione.
E mentre l’Egitto lavora dietro le quinte per cercare di favorire un cessate il fuoco tra Israele e Hamas, sono proseguiti anche oggi i raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza. Nel quarto giorno di offensiva aerea, le forze israeliane hanno colpito il quartier generale dei leader di Hamas e altri edifici chiave. Tra quelli distrutti c’è anche l’ufficio del primo ministro Ismail Haniyeh, che il premier egiziano Hisham Qandil aveva visitato ieri. Nei raid di stamattina sono rimasti uccisi altri nove palestinesi, hanno riferito i servizi di emergenza di Hamas. Sale così a 39 il numero dei morti negli attacchi israeliani, secondo il bilancio fornito dalle autorità di Gaza. Tra le vittime di oggi ci sono quattro membri delle Brigate Ezzedine al Qassam, il braccio armato di Hamas. Due giorni fa tre israeliani erano rimasti uccisi da un razzo sparato dalla Striscia.
Proseguono anche i lanci di razzi dalla Striscia. Secondo quanto riporta Ynet, l’edizione online dello Yedioth Ahronoth, quattro razzi sono caduti intorno a mezzogiorno nell’area di Ashdod. Uno ha centrato un edificio della città, mentre altri due sono caduti in una zona residenziale. Diverse persone sono state soccorse in stato di choc. Intanto oggi il ministro degli Esteri tunisino, Rafik Abdesselem, giunto in visita nella Striscia di Gaza, ha esortato la comunità internazionale a far cessare la “flagrante aggressione” di Israele nella Striscia di Gaza, mentre il premier turco Recep Tayyp Erdogan, che ha accusato Israele di aver violato la tregua con Hamas, è volato al Cairo per discutere della crisi con il presidente egiziano Mohamed Morsi. Fonti egiziane hanno detto al quotidiano Haaretz che il Cairo – principale mediatore tra le due parti – spera di poter arrivare a un cessate il fuoco entro le prossime 24-48 ore.

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