Ven. Ago 23rd, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

Addio posto fisso e redditi in forte calo

di Barbara Ruggiero

Il posto fisso resta un miraggio. A dirlo non è il giovane laureato alla ricerca del lavoro che duri per tutta la vita. La conferma oggi giunge direttamente dall’indagine Excelsior, svolta da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro. Dall’indagine si evince che i posti fissi messi a disposizione dalle imprese nel terzo trimestre 2012 sono in calo. In termini pratici, su dieci nuove assunzioni, solo due saranno a tempo indeterminato. Nel periodo che va da luglio a settembre, i contratti a tempo indeterminato previsti sono circa il 19,8% sul totale delle assunzioni (quasi 159mila). Si tratta di un calo forte, di quasi il dieci percento rispetto ai dati dello scorso anno: nello stesso periodo, nel 2011, la percentuale era del 28,3%.
Cresce il divario tra Nord e Sud, invece, dal punto di vista delle retribuzioni. L’indagine biennale di Bankitalia parla di stipendi fermi al palo e di sostanziali differenze tra Centro-Nord e Meridione. In dieci anni (2000-2010) lo stipendio reale netto è aumentato in media solo di 29 euro. La situazione è più difficile nel Mezzogiorno, dove le retribuzioni sono aumentate di appena 9 euro in dieci anni. Dai dati, infatti, emerge una forte differenza tra centro-nord e Sud-Isole: l’incremento degli stipendi è stato infatti del 2,5% al Centro-Nord; dello 0,7% al Sud e nelle Isole. In termini reali, al nord si è passati da 1.466 euro del 2000 a 1.503 euro del 2010, con un aumento di 64 euro; nel Mezzogiorno, invece, le retribuzioni passano da 1.267 euro del 2000 a 1.276 euro del 2010, con una crescita di soli 9 euro in dieci anni.

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