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Italia, paese dei cambiamenti fuori controllo

Italia, paese dei cambiamenti fuori controllo
di Luigi Zampoli

RapportoItalianiMondoL’Italia è un porto di mare a forma di stivale, gente che va e gente che viene. Lo è sempre stata, a dir la verità, ma da qualche anno il fenomeno si è intensificato in modo vertiginoso. È di pochi giorni fa la pubblicazione del Rapporto Italiani nel Mondo pubblicato oggi dalla Fondazione “Migrantes” della Conferenza Episcopale Italiana. Secondo le stime in esso contenute, il numero d’italiani che emigrano all’estero è superiore a quello degli stranieri che arrivano nel nostro paese. Le partenze dall’Italia nel 2013 hanno raggiunto il numero di novantaquattro mila persone, cifra che sopravanza di circa il doppio i flussi in entrata dei lavoratori stranieri, senza considerare ovviamente gli ingressi clandestini.
Un vero e proprio esodo biblico, che conferma un trend in continuo ed esponenziale aumento sin dal 2006. L’interminabile crisi economica ha creato un vero e proprio flusso di connazionali che valica i confini del Belpaese alla ricerca di un contesto che possa agevolare una sistemazione lavorativa decorosa, in ossequio a quel famoso “decoro” citato dalla nostra Costituzione, diventato con il passare degli anni lettera morta. Non sono solo i giovanissimi a partire: vi è una fascia d’età compresa tra i 35-49 anni che rappresenta un non trascurabile 26,8% sul numero totale di italiani che emigrano. Una conferma del fatto che la disoccupazione è un “morbo” sociale che colpisce chi il lavoro lo cerca e chi il lavoro lo ha perso.
Lo studio pubblicato dall’organismo della Conferenza Episcopale Italiana si presta così a molteplici riflessioni sullo stato attuale della società italiana e sulle dinamiche della mobilità delle persone in spazi geografici che si dilatano sempre di più, sia sul versante dell’emigrazione sia su quello dell’immigrazione, con inevitabili ricadute sulla composizione delle nostre comunità territoriali. Indicativa risulta, al riguardo, l’evoluzione della popolazione scolastica, dove le classi miste cui ormai da tempo siamo abituati stanno lentamente trasformandosi in classi con una prevalenza di alunni figli di immigrati, nuovi italiani di prima generazione.
Andamento demografico, natalità, immigrazione ed emigrazione sono variabili che dimostrano una rapida trasformazione della società italiana che, come tutti i cambiamenti epocali, reca con sé una serie di problematiche di difficile analisi e gestione. L’Italia è un paese che sta cambiando rapidamente e lo sta facendo senza un progetto preciso, un’idea di futuro; succede sempre quando lo scollamento tra classi dirigenti e società assume entità abissali.

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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