Italiani più poveri, nel 2014 ripresa a favore di banche ed Equitalia

Italiani più poveri, nel 2014 ripresa a favore di banche ed Equitalia
di Fabrizio Salvatori

Pressione Fiscale in ItaliaCalano, per la prima volta da anni, i prezzi e il valore delle case e la ricchezza delle famiglie italiane, già messa sotto pressione dalla crisi, subisce una ulteriore, decisa, erosione. A segnalarlo è la Banca d’Italia secondo cui il calo del tradizionale bene rifugio mattone porta così il passivo della ricchezza netta dal 2007 a -9% a prezzi costanti. La media fissa la ricchezza a 143 mila euro pro capite e a 357 mila euro per famiglia su un valore totale di 8542 miliardi di euro con un ribasso dello 0,6% a prezzi correnti e del 2,9% in termini reali. E nei primi sei mesi del 2013 le stime parlano di un ulteriore -1%.
E così per la prima volta dal 1995 il totale del valore delle proprietà immobiliari detenute dalle famiglie è sceso da oltre 5000 miliardi a quota 4832 (-3,9% che arriva a -6% in termini reali), un ribasso che peraltro e’ proseguito nei primi mesi del 2013 facendo vaporizzare in 18 mesi oltre 270 miliardi di valore. Il mercato infatti e’ stretto fra le tenaglie del restringimento del credito da parte delle banche e dal calo del reddito per colpa della crisi che provoca meno richieste di mutui e che solo ora mostra qualche timido segnale di ripresa.
Anche il risparmio viene limato e nel 2012 è sceso per il settimo anno consecutivo in termini nominali, risultando pari a 36 miliardi di euro”. Alla fine degli anni novanta si attestava in media intorno ai 100 miliardi di euro.
Insomma, il refolo di ripresa di cui il Governo parla rischia di essere meno di un alito e questo per il semplice motivo che le famiglie si stanno indebitando e quindi ammesso che i lievi incrementi di Pil possano dare qualche incremento di reddito, questo andrà in direzione dei creditori. E se non saranno le banche sarà il pareggio di bilancio a spillare soldi dalle tasche degli italiani.
Proprio ieri il presidente del Centro Studi di Economia Reale, Mario Baldassarri, ha sottolineato che alla luce della legge di stabilità la cosiddetta “ripresa appare molto incerta”. Nel 2014 – spiega – solo +0,2% e non l’1%”, prospettato da ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni. E il tasso di crescita continuerà a essere assolutamente modesto anche negli anni successivi. Il Pil tornerebbe ai livelli del 2007 nel 2022. Per vedere qualche segnale più incoraggiante bisognerà attendere il 2015, quando si registrera’ un +1,3%. Ma l’anno prossimo la disoccupazione crescerà ulteriormente, prima di ripiegare a partire proprio dal 2015. “Il quadro previsionale – ha detto Baldassarri – fino al 2018 dice che nei prossimi cinque anni saranno aumentate le tasse per 98 miliardi, che servono a ridurre il deficit e ad aumentare di pochi miliardi gli investimenti. E’ evidente che il rapporto debito/pil inizia a scendere dopo il 2017. La nostra previsione ci dice che, con questa legge di stabilità, nel 2013 avremo -1,9%, +0,2% nel 2014, +1,3% nel 2015, +1,5% nel 2016. Con questa legge di stabilita’ un +0,1 nel 2014 e nel 2015. Rispetto al 2007 abbiamo perso il 10% di pil.

(da www.controlacrisi.org)

Andrea Manzi

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