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Itinerari enogastronomici e religiosi dell’Agro Nocerino Sarnese

Itinerari enogastronomici e religiosi dell’Agro Nocerino Sarnese
di Nunzia Gargano
Per risolvere i problemi del presente e del futuro non ci resta che guardare al passato, andando a scrutare nelle pieghe della storia quanto ha contraddistinto, l’Agro Sarnese-Nocerino per cultura, capacità ed interessi.

E’ questa una terra fortunata sia per la sua centralità geografica tra il napoletano ed il salernitano, che per la sua fertilità. Questo territorio era parte di quella rigogliosa “Campania Felix”, che comprendeva oltre i territori attualmente di “Terra di Lavoro e Napoli” anche le aree delle cittadine di Pompei – Stabiae – Nuceria Alfaterna e Salernum.

In questo territorio FELICE! Le intelligenze che vi sono nate o vissute hanno lasciato un patrimonio dal valore incalcolabile, ove l’agricoltura ed i sapori della terra, oggi rivisitati, possono rappresentare l’eccellenza dell’arte culinaria a mezzo la riviviscenza  di quei piatti della tradizione contadina, così come sono stati ben raccolti e presentati da Nunzia Gargano, giornalista e scrittrice del libro “Le ricette dell’Agro Nocerino-Sarnese. Sottotitolo: Tradizione ed innovazione”.

La gastronomia dell’Agro è un patrimonio di cui andare fieri. Non vi è Paese che lo componga, che non abbia una ricetta di cui vantarsi e che non abbia di base i tipici prodotti agricoli di queste terre. Dal pomodoro San Marzano al corbarino, dalla patata novella campana alla percoca giallona di Siano, dai peperoni dolci di fiume, detti “friarielli”, al cipollotto nocerino, dal carciofo, alle fave, ai piselli, da qui ricette come la favetta, il mallone, lo gnocco di zucca bagnese, l’Ammisca, la minestra maritata, i taglioni col ragù ed i carciofi arrostiti, queste ultime due, tipiche della festa della Madonna delle Galline a Pagani. Ma tante e tante altre sono le tipicità alimentari che potrebbero far ben figurare l’Agro sulla strada di una economia sostenibile ed a basso impatto ambientale, quale è quella del turismo.

A questa immagine rurale, che va riscoperta e ripristinata, vi è da aggiungere quella di un Agro a vocazione floro-vivaistica inserita nel contesto del Consorzio Campano del Florovivaismo. In questo settore l’Agro aiuta la Campania a gareggiare egregiamente, in una competizione commerciale, con il colosso che è la Regione Liguria, ponendoci noi al secondo posto in un contesto di forti potenzialità non ancora e del tutto espresse, che va dalla produzione del fogliame, dei fiori recisi e di quelli ornamentali, per finire alle piante da vaso .

Dicevo all’inizio che l’Agro occupa una posizione felice e può essere definito l’anello di congiunzione tra Napoli e Salerno, tra le aree interne e quelle costiere, sia sorrentina / amalfitana, che cilentana.

Per far convergere sul nostro territorio cittadini provenienti da altre parti d’Italia e dall’Estero, l’Agro può e deve rappresentare il volano delle attività turistiche in tutti i settori ed in particolare quello dell’arte ed ancor più nello specifico dell’arte religiosa.

Per far questo dobbiamo canalizzare i flussi turistici non solo nelle annuali celebrazioni religiose in occasione della locale festa patronale, ma dobbiamo far si che le nostre cittadine siano meta costante, in tutto l’arco dell’anno, di una presenza di visitatori che, spalmati sui dodici mesi, diano una costante fonte di entrate. Non menzionerò quali cittadine da vedere, né farò una classifica di dove è meglio andare, voglio, con questo mio intervento, stimolare i presenti a far mente locale per far riscoprire e menzionare quanto di bello ed antico vi è da riscoprire, risanare e da godere.

Bisogna evitare che vi siano delle “Bombe di Turismo”, parallelando un termine meteorologico, proponendo una graduale fruibilità del prodotto “turismo religioso”, dando risalto e visibilità alle bellezze note, ma anche a quelle che si nascondono in tutta la comunità dell’agro nocerino- sarnese” .

Occorre organizzare gli interventi e proporsi ai vari Enti territoriali, alla Provincia, alla Regione, inserendosi in un sistema di pianificazione teso alla costituzione della “Borsa del turismo religioso dell’Agro”, avente quale scopo la promozione e la valorizzazione di tutto il nostro territorio, in sinergia e sintonia con le altre Borse, favorendo le attività promozionali della nostra provincia e regione.

Il turismo, anche in chiave religiosa, può e deve essere un punto cardine delle attività di questo territorio del salernitano, in un contesto più ampio che va dalla Regione alla Nazione e ciò può essere proponibile solo grazie alla costituzione di un gruppo di programmazione e lavoro, fonte di sbocco occupazionale a vari livelli, dagli operatori turistici, alle guide, alle attività ricettive e ristorative, ai mezzi di comunicazione, agli operatori e diffusori della cultura.

L’intenzione deve essere quella di favorire e diffondere la conoscenza e il recupero degli itinerari mistico-religiosi e delle radici storiche e culturali del territorio che ci ospita, anche grazie ad eventi mirati e sinergici tra tutti i settori oggetto dell’incontro di questa sera .

L’Agro nocerino-sarnese rappresenta la cornice ideale per qualsiasi manifestazione: le numerose chiese e magioni di pregio, il ricco patrimonio artistico sono infatti al tempo stesso mete del turismo religioso e testimonianze storiche e culturali di grande valore

Per far questo bisogna lasciare da parte le faziosità e le lotte di campanile, gli estremismi e le diatribe di partito, bisogna sentirsi – sì cittadini del mondo – ma attaccati alle proprie origini ed alle proprie tradizioni.

In sintesi e concludo, bisogna fare squadra. 

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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