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Itinerari & Scoperte / 10

Itinerari & Scoperte / 10

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I luoghi del Cilento, tra paesaggi, natura e storia
Caggiano, Atena Lucana, Sala Consilina, Sassano, Montesano sulla Marcellana

Uno scorcio di Caggiano

Terminata l’escursione alle grotte, ci incamminiamo verso il cosiddetto Ponte di Campestrino, formato da 27 archi sovrapposti in tre ordini, iniziando una salita ripida e ci si affaccia sul pittoresco Vallo di Diano. Giungiamo poi a una diramazione che porta a Caggiano, paese raggruppato su uno sperone roccioso, dove è presente un castello, con tre torrioni cilindrici, che appartenne ai normanni. Visitiamo a Caggiano la chiesa madre di San Salvatore, quella di Santa Maria dei Greci e quella del Monastero.
Caggiano è famosa anche per i suoi piatti tipici: è prevalente una cucina contadina. Gli ingredienti fondamentali dell’arte culinaria caggianese provengono dalla produzione agricola e dall’allevamento. Il pasticcio, quella che volgarmente viene definita pizza chiena, è il re della cucina caggianese che decidiamo di assaggiare in una breve sosta pranzo. Si tratta di una torta rustica cotta al forno a base di caciocavallo stagionato, semi stagionato, toma, uova, trito di carne, prosciutto, pane raffermo, prezzemolo e una sfoglia di pasta fresca, adagiata sulla teglia, che va a contenere il composto una volta impastato.

Atena Lucana

Ci lasciamo Caggiano alle spalle, scendendo verso il piano del Vallo di Diano. Al termine della discesa giungiamo a Polla, passando per la frazione San Pietro e il Borso San Rocco. A Polla ci consigliano di visitare la chiesa di Sant’Antonio di Padova, annessa al convento francescano degli Osservanti, notevole per le opere che contiene.
Scendendo nuovamente verso il piano stradale, si giunge alla Grotta di Polla, compressa e imponente che offre spettacoli di grandiosità. La cavità, considerata la difficoltà del percorso, è chiusa al pubblico.
Seguendo la statale 426 passiamo poi per Sant’Arsenio, centro agricolo situato alla sinistra del Tanagro che sorse nel Medioevo presso un monastero dedicato all’omonimo santo. Nei pressi del paese c’è l’ingresso alla Grotta del Secchio, esplorata per 800 metri che presenta cavernette, corridoi e laghetti.
Si sta facendo tardi. Decidiamo di passare la notte nella vicina Atena Lucana, un centro agricolo di origine antichissima, situato su un’altura alla destra del fiume Tanagro. La cittadina è l’antica Atina, della quale in località Serrone si vedono avanzi di mura antiche. L’Atena attuale occupa probabilmente il posto dell’antica Acropoli. Meritano una visita la chiesa di Santa Maria Maggiore e la cappella di Santa Maria della Colomba.
Ad Atena Lucana è stato allestito un Antiquarium Municipale che contiene avanzi architettonici e scultorei vari, integri, o in frammenti, del periodo enotrio (VII-VI sec. a.C.) e del periodo lucano (IV-III sec. a.C.). Statue ed epigrafi di età romana. Tutto il materiale esposto proviene dal territorio di Atena Lucana, dall’area di Volcei e dall’area di Consilinum.
Oramai è ora di riposare. Non prima, però, di aver cenato a base di specialità tipiche locali.
Il menu prevede un antipasto con prodotti locali quali melanzane sott’olio, mozzarella, e salumi tipici locali, un piatto di fusilli al sugo rigorosamente fatti a mano, la salsiccia add’rupata, aromatizzata con il finocchio e la trippa.

Quarto giorno

Sala Consilina

In auto ritorniamo sulla Statale Bussentina, ai piedi del Monte Cariusi, rasentando un cippo che ricorda la spedizione di Carlo Pisacane del 1857 e poi scendiamo man mano lungo il versante del Calore, giungendo all’estremità meridionale del Vallo di Diano, che negli anni è stato popolato da Bizantini, Longobardi e Normanni che hanno abitato principalmente i centri dell’entroterra, ricchi di elementi architettonici tipicamente medievali, ricchi di castelli, chiese, monasteri, conventi e palazzi nobiliari.
Il percorso che facciamo è cinto da elevate montagne e coltivato a cereali, vigneti, orti, tabacco e parte tenuto per i pascoli.
Sala Consilina è il centro più grande del Vallo di Diano, città operosa di oltre dodicimila abitanti. Con nella mente il meraviglioso panorama ammirato il pomeriggio prima dalla sommità del Monte Cervati, ci lasciamo guidare dalle indicazioni degli abitanti, che ci consigliano una passeggiata per le strade del centro prima di riprendere il nostro viaggio di esplorazione. Attraversiamo, così, il centro della cittadina, rimanendo incantati dal palazzo di Alberico Grammatico, singolare per la sua decorazione barocca. Ci rechiamo poi al parapetto del Corso Roma, da cui si ammira uno straordinario panorama del Vallo di Diano, con sullo sfondo le grandi montagne della zona, tra cui spicca, incontrastato, il Monte Cervati.
Ci lasciamo alle spalle Sala Consilina decidendo di proseguire per Teggiano.

L’obelisco di San Cono, patrono di Teggiano

All’ingresso dell’abitato ci accoglie la piazza del Municipio, sulla quale si affaccia anche la Chiesa di San Francesco. Nella piazza centrale c’è l’obelisco con la statua di San Cono, patrono della città di Teggiano. Da visitare è la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, sulla quale sono murate alcune edicole funerarie di età lucana e romana. L’interno della chiesa conserva pregevoli opere di scultura. Da segnalare anche la Chiesa di Sant’Andrea, di epoca angioina, costruita sui resti di un tempio dedicato a Giunone. Anche la chiesa di San Pietro fu costruita sui ruderi di un presunto tempio di Esculapio e ospita la sezione principale del museo diocesano. Nella stessa cittadina è possibile visitare il Museo delle arti e delle tradizioni popolari e il Museo delle erbe.
A Sala Consilina c’è il Castello, fondato dai Sanseverino nel 1285, in buona parte diroccato e con segni evidenti di trasformazione attraverso i secoli, e in parte abitato. Alle spalle del Castello, da un belvedere, si ha una vista molto ampia sul Vallo di Diano e su Sala Consilina.
Approfittiamo dell’ospitalità locale per una pausa pranzo a Teggiano, paese rinomato anche per una manifestazione che si svolge annualmente nel periodo di agosto, denominata “A tavola della Principessa Costanza”. Si tratta di un percorso gastronomico e artistico nella Diano dei Principi Sanseverino, che rievoca il matrimonio tra Antonello Sanseverino e Costanza, figlia di Federico da Montefeltro Gran Duca di Urbino svoltosi nel 1480. Nel corso della manifestazione si possono degustare prodotti tipici locali, che noi assaggiamo nella nostra pausa pranzo. Si tratta di ricette di un tempo, a base di salsiccia, salame e cacio fresco abbrustolito e prelibati prodotti del luogo, come la carne di cinghiale e gli immancabili parmatieddi.
Riprendiamo la nostra escursione verso Sassano, centro agricolo situato alle pendici del Monte Panno. Da Sassano una strada piuttosto tortuosa porta a Monte San Giacomo, paese agricolo di origine medievale, situato alle falde nord-ordientali del gruppo del Monte Cervati.
Poco dopo la statale delle Calabria attraversa il canale dei Pioppi che fa parte del sistema di drenaggio del Vallo e poi giunge a località Fonti, dove ci sono i ruderi di un interessante battistero paleocristiano. Attraversiamo il sottopasso della ferrovia e dell’autostrada per giungere sulla strada per Padula.

Certosa di San Lorenzo

Prima di giungere alla cittadina si tocca la Certosa di San Lorenzo, uno dei più grandiosi monumenti dell’area meridionale, estesa su una superficie di 51.500 metri quadrati, compresi chiostri, giardino e cortile. Fu realizzata per volere di Tommaso Sanseverino, conte di Màrsico nel 1306, ma la costruzione si protrasse fino ai primi decenni del secolo XIX. L’impressione che si riceve dalla visita veramente grandiosa e molto suggestiva. Ricordiamo che la Certosa dal 1940 al 1944 fu adibita a campo di concentramento. Lentamente ripresasi dagli effetti del terremoto del 1980, la Certosa ha ritrovato il suo pieno splendore diventando un importante punto di riferimento della vita culturale di un’ampia porzione del salernitano, ospitando, per esempio anche un gran numero di eventi culturali di portata internazionale.
È stato supposto che l’edificio abbia la pianta a forma della graticola di San Lorenzo. Negli ambienti della Certosa è situato il Museo archeologico della Lucania Occidentale, istituito nel 1957 allo scopo di custodire i materiali archeologici che si vanno recuperando con le opere di scavo nelle zone a sud del Sele.
Proseguendo oltre la Certosa, si arriva presto a Padula, che domina la zona su un colle. Nella parte più alta del paese si trova la chiesa di San Michele in cui si conserva un crocifisso d’avorio proveniente dalla Certosa di San Lorenzo. Nella cripta della chiesa dell’Annunziata si conserva l’ossario del Trecento, in cui sono raccolte circa 200 salme di eroici partecipanti alla spedizione di Sapri, che caddero a Padula il 1° luglio 1857 combattendo contro le truppe borboniche.

Una veduta di Montesano sulla Marcellana

Continuiamo il nostro viaggio oltre il bivio per Padula e imbocchiamo la strada per Montesano sulla Marcellana.
Montesano è un centro termale, con attività piccolo-industriale, situato sulla cima e sulle pendici di un colle. A un chilometro dal centro abitato ci sono le terme di Montesano, nel quale si impiegano acque oligominerali alcaline nella cura della calcolosi, gotta, affezioni epatiche, biliari e gastriti.
Nei pressi di un cucuzzolo conico su cui sorge la cappella dell’Annunziata, giungiamo al Piano Marziotto, su cui si apriva in passato il lago di Spigno, interamente bonificato e coltivato. Percorso il Piano Marziotto, la strada risale fino alla Sella Ceruta che rappresenta il confine tra Campania e Basilicata.
Continuando il nostro percorso, giungiamo a Casalbuono, che si eleva sulla destra di un cucuzzolo dando una pittoresca immagine di una piramide da lontano. Seguendo tra querceti con la visione intermittente del Monte Sirino sfioriamo, dopo una impegnativa salita, l’abitato di Fortino. Raggiunta una selletta dalla quale la vista spazia sull’imponente cerchia montana che circonda Lagonegro, iniziamo la discesa verso il Fondo Valle del Noce e rientriamo sulla Statale 19 che ci riporterà lentamente a casa.

Come arrivare a:
Rofrano
Auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Buonabitacolo
Treno: La stazione più vicina è quella di Sapri
Autobus: collegamenti con autolinee private
Sanza
Auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Padula/Buonabitacolo e proseguire per la SS 17
Treno: La stazione più vicina è quella di Sapri
Autobus: collegamenti con autolinee private
Sala Consilina
Auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Sala Consilina
Treno: Le stazioni più vicine sono quelle di Sicignano degli Alburni e di Buccino
Autobus: collegamenti con autolinee private
Caselle in Pittari
Auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Buonabitacolo
Stazione: La stazione più vicina è quella di Sapri
Autobus: collegamenti con autolinee private
Morigerati
Auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Buonabitacolo
Treno: La stazione più vicina è quella di Sapri
Autobus: collegamenti con autolinee private
Pertosa
Auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Polla
Treno: La stazione più vicina è quella di Battipaglia
Autobus: collegamenti con autolinee private
Caggiano
Auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Polla
Treno: La stazione più vicina è quella di Battipaglia
Autobus: collegamenti con autolinee private
Atena Lucana
Auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di San Rufo/Atena
Treno: La stazione più vicina è quella di ???
Autobus: collegamenti con autolinee private
Sala Consilina
Auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Sala Consilina
Treno: La stazione più vicina è quella di Sicignano degli Alburni
Autobus: collegamenti con autolinee private
Sassano
Auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Sala Consilina
Treno: La stazione più vicina è quella di Sicignano degli Alburni
Autobus: collegamenti con autolinee private
Montesano sulla Marcellana
Auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Padula/Buonabitacolo
Treno: La stazione più vicina è quella di Sicignano degli Alburni
Autobus: collegamenti con autolinee private

Credits

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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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