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Itinerari & Scoperte / 5

Itinerari & Scoperte / 5

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I luoghi del Cilento tra paesaggi, natura e storia
Agropoli, Castellabate, Perdifumo, Montecorice

Il primo giorno

La veduta del centro di Agropoli dal lungomare San Marco

Con le spalle alla piana di Paestum, ci incamminiamo su una strada interna che ci conduce alla vecchia stazione di Ogliastro Cilento lungo un percorso fatto di radi alberi che costeggiano il Solofrone. La stazione oramai in disuso ci dà il benvenuto ad Agropoli. La distesa di cielo e mare che ci troviamo di fronte dopo aver percorso la strada statale è il tratto distintivo del lungomare San Marco di Agropoli, ricco di attrezzature balneari e ricettive oltre che centro delle attività turistiche estive. “Agropoli” significa “città alta” e si riferisce chiaramente alla posizione sul mare del centro storico della cittadina costiera.
Dal lungomare spostiamo lo sguardo sulla destra e ci imbattiamo nella vista del Castello di Agropoli, che si erge a picco sul mare sul promontorio della cittadina, delineando una baia pittoresca, attraversata dal fiume Testene (che sulle antiche carte geografiche compare con il nome di “Pastena”). Seguendo la linea del lungomare ci incamminiamo verso il centro abitato della cittadina, attraversando i rioni moderni e percorrendo Corso Garibaldi, decisi ad arrivare al Castello. A un certo punto scorgiamo una rampa che rappresenta il punto di accesso ad Agropoli vecchia. Ci inerpichiamo lungo una salita erta costellata da locali e negozietti di souvenir. Man mano che si comincia a salire, si intravede il panorama sull’altro versante del promontorio, a sinistra, direttamente sul porto turistico di Agropoli. Alla fine delle scale ci attende una porta sormontata da uno stemma e coronata da cinque merli, via di accesso all’antico borgo di pescatori.

La porta di accesso al centro storico di Agropoli

Stremati dalla salita e dalle scale fatte tutto d’un fiato per la smanìa di vedere oltre, ci si para innanzi un colpo d’occhio mozzafiato: numerosi vicoli, scalette e angoli pieni di interesse per la veduta del mare sottostante, compreso il meraviglioso belvedere che dà accesso alla seicentesca chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, edificio religioso che si trova a picco sul mare antistante la spiaggia del porto. Continuiamo a camminare lungo vicoli, stradine, arrampicandoci lungo caratteristiche scalette e ci troviamo di fronte il Castello feudale, chiamato Saraceno, costruito in epoca bizantina e poi rifatto e ampliato dagli Aragonesi. La giornata è chiara e priva di foschia e premia le nostre fatiche della passeggiata a piedi con una meravigliosa vista sul golfo di Salerno: si vedono finanche la punta della Campanella e l’isola di Capri. Deve essere uno spettacolo al tramonto – ci diciamo – e ci riproponiamo di tornare.
Intanto, riprendiamo il percorso lungo una stradina panoramica che attraversa il costone della collina e ci troviamo di fronte il Convento di San Francesco, una struttura di origine medievale, poi ricostruita, che è quasi a picco sul mare. La visita di Agropoli prosegue lungo la strada che porta alla spiaggia di Trentova, meta del turismo balneare estivo.
Decidiamo, poi, da lì, di affrontare a piedi un sentiero che costeggia il mare e piccole calette, per giungere a Punta Tresino. In località Sambuco troviamo un antico muro di terrazzamento ben conservato in blocchi di arenaria simili a quelli delle mura di Velia: probabilmente sosteneva la piattaforma di un tempio.
Da una terrazza di circa 30 metri nei pressi della punta si ammira un magnifico panorama sul golfo di Salerno; più in là sono ben visibili di nuovo punta Campanella e Capri.
Approfittiamo della pausa pranzo per assaggiare, tra i tanti, anche uno dei piatti tipici del Cilento, l’acquasale: un biscotto di pane di grano bagnato nell’acqua e condito con origano, sale, olio extravergine, pomodori e uno spicchio di aglio.

Punta Tresino

Riprendiamo il nostro cammino in auto. Lasciamo Agropoli e le sue bellezze alle spalle e proseguiamo verso sud.
La strada prosegue verso l’interno, in un percorso di curve che circonda il Monte Testene. Il viaggio prosegue senza problemi di traffico e in uno scenario rilassante, con vista su valli, vigneti e oliveti. In una delle curve cominciamo a intravedere nuovamente il mare. Siamo a Santa Maria di Castellabate, frazione del comune di Castellabate, oltre che sede del Municipio.
Incastonata tra Punta Tresino e il promontorio di Punta Licosa, Santa Maria di Castellabate è un antico borgo marinaro oltre che centro peschereccio che – dopo il boom degli ultimi anni – basa la propria economia principalmente sul turismo, oltre che sulla pesca di tonno e di pesce spada. Le spiagge della cittadina fanno da cornice all’antico borgo marinaro che conserva ancora intatte le sue caratteristiche architettoniche.
A margine dell’abitato, sul lido, a due passi dal mare che è diventato Parco marino subacqueo, è possibile ammirare la chiesa di Santa Maria a Mare. Dalla spiaggia, denominata Marina Piccola, ci guardiamo intorno e scorgiamo un agglomerato di case sul cucuzzolo di una collina che sovrasta Santa Maria.

Il panorama dal belvedere di Castellabate

È Castellabate, centro la cui architettura, sembra fin dalla spiaggia, simile a quella di un presepe. Risaliamo allora di nuovo in auto e ci dirigiamo verso il paese alto.

Dopo una serie di tornanti, che ci portano a 278 metri sul livello del mare, giungiamo a Castellabate, centro abitato sorto intorno a un castello eretto nel 1120/1121 da Costabile Gentilcore, abate di Cava, per difendersi dai pirati del tempo.
Notevoli sono i monumenti ai caduti di Michele Guerrisi (1926) e la chiesa di Santa Maria Assunta. Si avvicina l’ora del tramonto e decidiamo di ammirare lo spettacolo dal belvedere di Castellabate, una vera e propria terrazza a picco sul mare, che domina incontrastata l’intero golfo di Salerno, con vista su Capri.
Una folla di persone è già sul belvedere, pronta ad ammirare lo spettacolo del sole che scompare nel mare; una meraviglia della natura che si ripropone quotidianamente con una piccola differenza oraria e che continua a richiamare spettatori estasiati dalla bellezza dell’evento.

Dopo cena ci lasciamo tentare dall’invitante aspetto di un dolce tipico locale, i cannoli cilentani.

 
Cannoli cilentani Ingredienti
Per la sfoglia:
1 kg farina
4 uova intere
4 cucchiai di zucchero
1 bicchiere di olio extravergine di oliva
vino spumante
Per la farcitura:
crema pasticciera
crema al cioccolato
zucchero a velo

Preparazione: impastare la pasta e lasciarla riposare per qualche ora poi stendere una sfoglia sottile. Tagliare dei quadrati di circa 12 cm, arrotolarli intorno alle apposite canne (usare una canna da fiume del diametro di circa 3 cm, lunga circa 15 cm) e friggerli in olio extravergine di oliva bollente uno per volta. Una volta raffreddati, farcire i cannoli con crema pasticciera da un lato e crema al cioccolato dall’altro. Dare una spolveratina di zucchero a velo e servire.

Secondo giorno

Il porto di San Marco di Castellabate

Rinfrancati dalla cena in uno dei ristoranti tipici della zona e da un meritato riposo, riprendiamo in auto il nostro cammino. Imbocchiamo di nuovo la strada statale litoranea e, dopo pochi chilometri, giungiamo al bivio di San Marco, altra frazione del comune di Castellabate, con un piccolo porticciolo e buone strutture ricettive. San Marco fa da apripista per il promontorio di Licosa. Nel mare, a pochi passi dal porticciolo, ci sono i resti sommersi di un molo romano intagliato nella scogliera. La giornata è cominciata da poco e siamo pronti per una nuova passeggiata a piedi, a stretto contatto con la natura.
Ci incamminiamo, allora, a piedi lungo una mulattiera che dalle spalle del porto di San Marco di Castellabate conduce a Licosa e ad Ogliastro Marina. Sono sette chilometri di strada, prevalentemente sterrata, che costeggiano la penisola di Licosa offrendo viste stupende su un mare incontaminato.

L’isola di Licosa

Percorrendo la strada abbiamo l’impressione che il tempo si sia fermato. Mare e cielo si fondono nell’orizzonte mentre il verso delle cicale accompagna in sottofondo la nostra passeggiata. Dopo circa tre chilometri di cammino arriviamo a Punta Licosa. Di fronte si erge nel mare l’omonima isola, il cui nome deriva dalla leggenda della sirena Leucosia che si sarebbe gettata dalla punta e lì sarebbe stata sepolta. Nell’isola si trovano ruderi di mura antiche, ritenute di un edificio pubblico, e sorge un faro della portata di 12 miglia.
Confortati da tanta bellezza paesaggistica, i chilometri nelle gambe non pesano, e saremmo tentati di proseguire il cammino lungo la strada che, solo a piedi perché stretta e sterrata, porta ad Ogliastro Marina; ma il dovere ci chiama e torniamo a San Marco a riprendere la macchina per continuare il nostro percorso.
Scopriamo così, di ritorno, che il Monte Licosa è raggiungibile da San Marco da una strada asfaltata che porta a una posizione molto panoramica.

La Baia di Ogliastro Marina

Riprendiamo la strada statale e, lungo un paesaggio fatto di grandi distese di terra, ricche di oliveti e pini, arriviamo al bivio che conduce a Ogliastro Marina e a Punta Licosa. Ogliastro è un’altra frazione del comune di Castellabate, località balneare, incastonata tra la foce del rivo Arena e la Torre omonima. Piccolo agglomerato di case situate tra pineta e mare, con una chiesetta a picco sul mare, Ogliastro è anche via d’accesso alla tenuta di Licosa attualmente di proprietà del Principe di Belmonte. Oltre il fiume Arena si trova il piccolo centro di Case del Conte, che fa parte del Comune di Montecorice. Risalendo verso il bivio c’è la possibilità di giungere a Perdifumo (un tempo Piè di fiume), cittadina a 425 m sul livello del mare, dalla prevalente attività agricola situata in pendio alla testata del fiume Testene. Alziamo gli occhi e notiamo una stradina che sale sulla Punta della Carpinina, a 688 m, sulla cui sommità sono installate una serie di tralicci radio-televisivi che irradiano il loro segnale fino alla Costiera Amalfitana.

Pizza fritta cilentana

Dopo una breve sosta per pranzo, dove abbiamo assaggiato la rinomata pizza fritta cilentana (l’impasto della tradizionale pizza lasciato riposare e poi fritto in olio extra vergine di oliva, condita, dopo la cottura con pomodoro, formaggio e basilico), ritorniamo sulla strada statale litoranea, percorrendo una strada intagliata nella roccia, che costeggia il mare, superiamo i dirupi della località Ripe Rosse, coperti da pini a strapiombo sul mare con spiaggette accessibili prevalentemente dal mare, e al culmine di una salita, a poco più di dieci minuti d’auto, si intravede in lontananza Acciaroli.
Giungiamo al bivio che conduce a Montecorice, luogo in cui nel secolo X si trovava un monastero dedicato a Sant’Arcangelo.
Dopo il bivio c’è un piccolo centro balneare in crescente sviluppo, Agnone, dotata di un piccolo porticciolo turistico, in una ridente pianura di viti e olivi che termina al Capo Capitello. Oltrepassata questa punta, ci avviciniamo al promontorio di Acciaroli, frazione del comune di Pollica, pittoresca e frequentata stazione balneare con un porticciolo turistico che conserva ancora i resti di una torre di difesa angioina e accanto al quale si erge la chiesa dell’Annunziata, risalente al 1187. Proprio ad Acciaroli soggiornò ripetutamente il celebre scrittore americano Ernest Hemingway, ispirato dai luoghi e dalla pace senza tempo che i paesaggi limitrofi ispirano allo sguardo di un più attento osservatore. Ma le bellezze del Cilento si scoprono anche verso le sue colline.

Acciaroli

Come arrivare 

Agropoli
In auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno-Reggio Calabria, uscita di Battipaglia e poi proseguire per la SS 18 (Km 33)
In treno: Stazione di Agropoli
In autobus: autolinee pubbliche da Salerno e Napoli
Castellabate
In auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno-Reggio Calabria, uscita di Battipaglia e poi proseguire per la SS 18 direzione Paestum-Vallo della Lucania (uscita Agropoli Sud)
In treno: Stazione di Agropoli con possibilità fitto macchina o transfer organizzato, si giunge a Castellabate in 20 minuti di percorrenza.
In autobus: autolinee pubbliche da Salerno e Napoli
Perdifumo
In auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno-Reggio Calabria, uscita di Battipaglia e poi proseguire per la SS 18 direzione Paestum-Vallo della Lucania e uscire ad Agropoli Sud. Proseguire in direzione Santa Maria di Castellabate. A metà percorso, svoltare sulla sinistra in direzione Perdifumo.
In treno: La stazione ferroviaria più vicina è quella di Agropoli (distante 13 km da Perdifumo)
In autobus: Autolinee pubbliche Salerno – Battipaglia – Vatolla – Mercato C.to (distante 4 km da Perdifumo)
Montecorice
In auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno-Reggio Calabria, uscita di Battipaglia e poi proseguire per la SS 18 direzione Paestum-Vallo della Lucania e uscire ad Agropoli Sud. Proseguire in direzione Acciaroli fino al bivio per Montecorice
In treno: La stazione ferroviaria più vicina è quella di Agropoli
In autobus: Autolinee pubbliche da Salerno e Napoli
Pollica
In auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno-Reggio Calabria, uscita di Battipaglia e poi proseguire per la SS 18 direzione Paestum-Vallo della Lucania e uscire ad Agropoli Sud. Proseguire in direzione Acciaroli
In treno: La stazione ferroviaria più vicina è quella di Agropoli
In autobus: Autolinee pubbliche da Salerno e Napoli
San Mauro Cilento
In auto: Autostrada A3 Napoli-Salerno-Reggio Calabria, uscita di Battipaglia e poi proseguire per la SS 18 direzione Paestum-Vallo della Lucania e uscire ad Agropoli Sud. Proseguire in direzione Acciaroli fino al bivio per San Mauro Cilento
In treno: La stazione ferroviaria più vicina è quella di Agropoli
In autobus: Autolinee pubbliche da Salerno e Napoli
Casalvelino
In auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Battipaglia, proseguire per la SS 18 direzione Paestum-Vallo della Lucania e uscire a Casalvelino Scalo
In treno: Stazione di Ascea
In autobus: linee pubbliche da Salerno e Napoli
Ascea
In auto: Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita di Battipaglia, proseguire per la SS 18 direzione Paestum-Vallo della Lucania e uscire a Casalvelino Scalo. Proseguire per Ascea
In treno: Stazione di Ascea
In autobus: linee pubbliche da Salerno e Napoli

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