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Itinerari & Scoperte / 7

Itinerari & Scoperte / 7

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I luoghi del Cilento, tra paesaggi, natura e storia

Capaccio, Trentinara, Vallo della Lucania

Il primo giorno

Santuario Madonna del Granato

La strada che percorriamo in auto è come una linea che divide il mare dai monti e il panorama, sia a destra che a sinistra, è di quelli estremamente rilassanti. Percorrendo la Strada Statale 18 Tirrena Inferiore ci incamminiamo verso Capaccio, tenendo il mare alla nostra destra e le montagne a sinistra. Lungo la strada restiamo colpiti dai tanti paesi che si intravedono accatastati sulle colline a ridosso della piana di Paestum. È lì che abbiamo deciso di andare per esplorare le zone interne del Cilento, mai troppo conosciute.
Ci lasciamo alle spalle la Strada Statale e, all’altezza di Paestum, usciamo a Capaccio-Roccadaspide, incamminandoci lungo una strada che conduce a Capodifiume, borgata del comune di Capaccio in cui vi è la sorgente di un corso d’acqua. Invogliati dal rilassante paesaggio, continuiamo lungo la strada che sale tra i monti del Cilento, tra paesaggi aperti, ricchi di verde, e di severa bellezza.
Proseguendo lungo la strada ci imbattiamo nei ruderi di un vecchio castello. Siamo a Capaccio Vecchio che si trova in posizione elevata rispetto alla pianura di Paestum, che domina dall’altro. Il paese fu distrutto nel 1248 da Federico II di Svevia e i suoi abitanti si rifugiarono nel vicino paese di San Pietro che più tardi prese il nome di Capaccio. Nei pressi del Castello è ben visibile anche il Santuario della Madonna del Granato, eretto nel XII secolo. L’interno della Chiesa ci colpisce per la struttura a croce latina a tre navate con absidi tricolori sui lati. Nel Santuario è conservata anche un’urna di marmo che ha custodito le ossa di San Matteo, ora nel Duomo di Salerno. La Statua dalla Madonna del Granato ha singolari riscontri iconografici con la dea pagana del melograno, cioè Giunone. Al fianco della chiesa si erge una torre con caratteristiche medievali. La Chiesa sorge sul promontorio del Monte Calpazio che sovrasta l’ampia valle del fiume Sele.

Capaccio Vecchio

Dopo la breve sosta al Santuario risaliamo in auto e continuiamo il nostro viaggio. Lungo il percorso costellato da oliveti, raggiungiamo Capaccio, il capoluogo di Paestum, che è un importante centro agricolo incastonato tra le dorsali del Monte Soprano e Sottano e fondato, a suo tempo, dai profughi di Capaccio Vecchio.

Santuario del Getsemani

Dal paese notiamo un altro Santuario: ci mettiamo in macchina per raggiungerlo. In poco meno di dieci minuti giungiamo al Santuario del Getsemani, risalente al 1960, che ha anche una casa per esercizi spirituali e corsi di studi religiosi. Nella cripta della chiesa sono custoditi suppellettili di vecchi culti pagani che sono stati rinvenuti sul posto.

I carciofi di Paestum

Guardiamo l’orologio: è quasi ora di pranzo e ne approfittiamo per una sosta ristoratrice nel comune di Capaccio. L’occasione è ghiotta e non possiamo fare a meno di assaggiare a tavola alcuni dei prodotti tipici di questa terra. Il nostro pranzo è interamente a base di latticini e carciofi, vere e proprie delizie di questa fetta del Cilento. Un incontro perfetto di sapori e profumi di una terra conosciuta in tutto il mondo per le sue delizie culinarie. Degustiamo così la mozzarella di bufala dop e il famoso carciofo di Paestum, chiamato anche “tondo di Paestum”, caratterizzato da una forma rotonda, dall’assenza di spine e da un sapore dolce. Nella piana di Paestum la produzione del carciofo si è intensificata storicamente in seguito alla bonifica degli anni Trenta, fino a far diventare il carciofo della zona un prodotto rinomato in tutto il mondo. Sulla nostra tavola non può mancare anche la mozzarella di bufala, famosa in tutto il mondo per il suo delizioso sapore. Ma meritano un assaggio anche tutti gli altri prodotti di latte di bufala: ricotte, trecce, formaggi, yogurt e deliziosi dessert. Non manca anche la carne di bufala: morbida e di un sapore dolciastro, ricca di ferro e di sostanze nutritive. Finiamo il pranzo assaggiando la famosa castagna di Roccadaspide, di dimensioni medie, dalla polpa compatta, piuttosto dolce, rivestita da una sottile membrana che si stacca facilmente. Tra una portata e l’altra si è fatto incredibilmente tardi: dobbiamo riprendere il nostro cammino.

Continuiamo ad attraversare, così, Capaccio, salendo ancora lungo la pendice di ulivi del Monte Soprano. Attraversiamo un torrente, quello del fiume Solofrone e poi incontriamo una diramazione che porta al comune di Trentinara, cittadina a 606 metri sul livello del mare. Restiamo incantati da una terrazza a strapiombo sul Cilento, che con una posizione invidiabile, domina tutta la valle e la pianura di Paestum. Siamo fortunati: è una giornata senza foschia e dalla terrazza riusciamo a scorgere tutto il golfo di Salerno, l’isola di Capri e Punta Licosa.

Trentinara

Trentinara affascina il visitatore proprio per la sua ubicazione e rappresenta l’emblema locale dell’antico rapporto di armonia che c’è tra l’uomo e la natura. Ci troviamo sulla terrazza terminale del Monte Cantenna, che è considerata la terrazza più bella sul Cilento, dove sorge appunto il comune di Trentinara. Il nome della cittadina – ci raccontano sul posto – deriva da una leggenda secondo cui trenta soldati erano stati messi a guardia dell’acquedotto della città del quale si conservano ancora i ruderi. A Trentinara il 12 luglio 1848 ebbero epilogo tragico i moti risorgimentali del Cilento. Il comune cilentano è anche base per le escursioni degli appassionati al Monte Vesole, a 1210 m, che si raggiunge con tre ore di percorso lungo mulattiere e sentieri.
Da anni si svolge a Trentinara, nel periodo di Ferragosto, la festa del pane, considerato oramai un appuntamento immancabile nel panorama delle iniziative enogastronomiche e culturali della Regione Campania. La Festa è un vero e proprio percorso lungo le vie del gusto, attraverso le caratteristiche stradine di Trentinara, con la possibilità di degustare i piatti tipici cilentani e trentinaresi.
Con la bellezza del panorama ammirato sulla terrazza di Trentinara nel cuore, proseguiamo il nostro viaggio toccando prima Monteforte Cilento, paese agricolo e di origine medievale, situato alle pendici del Monte Chianello, passiamo per Magliano Vetere, fino a giungere a Moio della Civitella, altro importante centro agricolo situato nel versante sud-occidentale del Monte Civitella, sul quale si intravedono i resti di mura greche, forse appartenenti a una rocca fortificata dipendente da Elea, oltre che i resti di costruzioni di epoca imperiale romana. Attraversiamo le case di Angellara per poi giungere a Vallo della Lucania. Oramai è sera: dopo una fugace cena, decidiamo di passare qui la notte in attesa di continuare il nostro viaggio di esplorazione del Cilento.

La Chiesa del Monte Sacro

Il secondo giorno
Vallo della Lucania è il più importante centro agricolo e commerciale del Cilento, ricco di attività industriali e con un notevole movimento turistico estivo.
Al risveglio, notiamo il panorama ricco di oliveti e il Monte Sacro che sovrasta Vallo della Lucania. Una bella giornata di sole ci invoglia a continuare con curiosità e interesse le nostre esplorazioni.
Dopo esserci consultati con alcune persone del posto, decidiamo di recarci in mattinata al Santuario del Monte Sacro, o Monte Gelbison, e di dedicare il pomeriggio alle esplorazione della città di Vallo.

Come arrivare
Capaccio
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Capaccio Scalo.
Treno: la stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Paestum, sulla linea Roma-Reggio Calabria.
Autobus: autolinee pubbliche sulla linea Salerno-Agropoli con collegamenti per Salerno e per Agropoli
Trentinara
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Capaccio Scalo.
Treno: la stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Paestum, sulla linea Roma-Reggio Calabria.
Vallo della Lucania
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Vallo della Lucania.
Treno: stazione ferroviaria di Vallo della Lucania
Autobus: autolinee pubbliche per Napoli e Salerno
Novi Velia
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Vallo della Lucania e proseguire per Novi Velia
Treno: la stazione più vicina è quella di Vallo della Lucania
Gioi
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Omignano Scalo e proseguire per la Strada Provinciale 264 in direzione Gioi Cilento
Treno: la stazione più vicina è quella di Vallo della Lucania
Autobus: autolinee private
Laurino
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Capaccio-Roccadaspide e proseguire sulla Statale SS 166 per Laurino
Treno: la stazione più vicina a Laurino è quella di Vallo Scalo
Autobus: autolinee private
Piaggine
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Capaccio-Roccadaspide e proseguire sulla Statale SS 166 per Piaggine
Treno: la stazione più vicina a Piaggine è quella di Vallo Scalo
Autobus: autolinee private

Credits

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Sito internet: www.turismoinsalerno.it
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