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Itinerari & Scoperte / 8

Itinerari & Scoperte / 8

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I luoghi del Cilento, tra paesaggi, natura e storia

Novi Velia, Gioi, Laurino, Piaggine

Il panorama dal Monte Gelbison

Ci incamminiamo lungo la strada che porta a Novi Velia e poi, una volta lasciata la macchina, verso un percorso da fare a piedi che dura una mezzoretta e che ci porta dritti sul Monte dove si erge il Santuario dedicato alla Madonna.
Il Monte Sacro o Monte Gelbison (m.1705) è la vetta più alta del gruppo centrale del Cilento. Saliamo lungo la strada osservando la vegetazione: fino a mille metri incontriamo solo castagneti; poi ontani e faggi fino alla vetta.
Arrivati in vetta rimaniamo senza parole nell’ammirare la cornice nella quale si erge il Santuario: da un lato montagne più basse che circondano la vetta consacrata, in lontananza si può scorgere anche la Sila, e dall’altro lato il mare, con una veduta mozzafiato sull’intero Cilento e, in un giorno senza foschia, ammiriamo in lontananza finanche Stromboli. Il monte è frequentato a scopo escursionistico anche durante il periodo invernale, con gite del club alpino e altre associazioni.
Sul cucuzzolo della montagna c’è il Santuario dedicato alla Vergine, la “casa” della Madonna di Novi Velia, una delle sette sorelle cilentane, la “mamma schiavona”, intesa come statua dal volto scuro. La Chiesa, che resta chiusa durante l’inverno, è meta di pellegrinaggi da Campania, Puglia, Calabria e Basilicata, con i fedeli che annualmente percorrono a piedi stretti e ripidi sentieri di montagna per giungere al Santuario.

La Statua delle Madonna del Monte Sacro

La storia del Santuario

Si sa che già nel 1323 il Santuario era famoso e la sua origine lontana viene spesso spiegata da alcune leggende. Si narra che gli agricoltori stavano costruendo una chiesa ai piedi del Monte e che ogni mattina, tornati sul posto per lavorare alla costruzione, trovavano disfatto il lavoro del giorno prima. Una sera decisero di appostarsi per vedere cosa succedeva e portarono con sé un agnello per cibarsene durante la nottata. L’agnello, però, a un certo punto, sfuggì loro di mano e scappo sulla vetta, dove, seguendolo, i costruttori trovarono la statua della Madonna. A quel punto furono avvertiti i vescovi, che giunsero sul posto per benedire il luogo. La leggenda narra di una voce giunta dall’alto: quella vetta era già consacrata dagli angeli. Nella chiesa, restaurata e ingrandita nel 1908, vi è una statua della Madonna con il Bambino, cui i fedeli sogliono offrire doni preziosi. I pellegrini giungono a piedi scalzi, cantando litanie.

Non ci sono parole per descrivere la bellezza del posto e il senso di religione e spiritualità che trasuda da quella vetta spesso circondata da nuvole.
Incantati dal panorama, chiediamo al Rettore di accedere a un terrazzo più in alto, sul quale si staglia una maestosa croce visibile da chilometri di distanza, su cui si può salire, e da cui si ammira un panorama che lascia senza fiato, tanto che alcuni si sono apprestati a definirlo uno dei più incantevoli panorami dell’Italia Meridionale. Tutto intorno, ai fianchi del Monte, si ammirano le vette minori ricoperte da faggi e castagni, la conca di Vallo della Lucania, la Valle dell’Alento, il monte Stella, Casalvelino, Stella Cilento Rutino, Gioi, Stio, la piana di Paestum. Con il tempo chiaro si intravedono anche i monti Lattari e il Vesuvio. Verso nord si scorge l’Alburno, il Monte Motola, il Monte Cervati e la zona di Potenza. A destra del Cervati, si intravede il Santuario della Madonna d Viggiano, e Montesano. Poi ancora Caselle in Pittari e il Pollino. Verso Sud si vede il golfo di Policastro e la Sila. Con il vento di scirocco e con il cielo terso si scorgono le Lipari e, a sinistra di Capo Palinuro, Stromboli.
Gli appassionati di escursioni montane usano spesso un sentiero che dal Monte Gelbison porta a Rofrano in un percorso di un’ora e mezza, lungo una mulattiera tra i faggeti che tocca le sorgenti del fiume freddo, dove i pellegrini erano soliti lavarsi in segno di purificazione prima di giungere al Santuario. Dal sentiero si giunge in circa tre ore anche a Montano Antilia.

Uno dei sentieri che conducono al Monte Sacro

È ora di pranzo: ci fermiamo a mangiare qualcosa in una delle aree ristoro che sono presenti lungo il sentiero prima di ripartire alla scoperta di Vallo della Lucania. Nel piccolo ristorante, decidiamo di assaggiare i prodotti tipici locali e allora spazio a un antipasto con salumi del posto e la mozzarella nella mortella; poi primo con pasta fatta in casa e sugo ai funghi; per finire una salsiccia alla brace di maiale rigorosamente paesano. Ci lasciamo tentare anche dal dolce, con le cosiddette pasticelle cilentane, dessert che secondo consuetudine vengono realizzati nel periodo natalizio.

Ingredienti pasticelle cilentane

– 1 kg. Farina
– 4 pz. Uova
– 1 kg. Zucchero
– 1 pizz. Sale
– 1 bustina di lievito
– 500 gr. Mandorle
– 750 gr. Marmellata di pere
– 250 gr. Castagne lessate e passate
– Anice o Sambuca
– Buccia di limone grattugiato
– Pizzico di cannella
– Miele
– Rosmarino
– Testa di garofano
Tempo richiesto: 120 minuti
Descrizione
Per la sfoglia: 1 kg. di farina, quattro uova piccole, un cucchiaio di zucchero, un pizzico di sale, una bustina di Pane degli Angeli, un bicchiere di olio extravergine d’oliva, vino spumante quanto basta per amalgamare l’impasto. Per la farcitura: 500 gr. di mandorle sgusciate e tritate finemente, 750 gr. di marmellata di pere, 1 kg. di zucchero, 250 gr. di castagne lessate e passate, anice o sambuca per amalgamare l’impasto, un pò di buccia di limone grattugiato, un pizzico di cannella e di testa di garofano macinate finemente, un filo di miele, zucchero a velo e un rametto di rosmarino.
Preparazione
Impastare la pasta, stendere una sfoglia sottile e tagliare due dischi con un piattino da caffè. Su uno di questi mettere al centro un cucchiaino di ripieno e appoggiarvi sopra l’altro disco, premendo bene intorno al ripieno. Con un coltello fare sul bordo della pasta quattro tagli di circa 2 cm. di larghezza e piegare i lembi verso il centro. Friggere in olio d’oliva bollente, fino a quando le pasticelle si aprono come fiori. Infine metterle in un vassoio, lasciarle raffreddare, spennellarle con miele aggiungendo un pizzico di cannella e di testa di garofano macinate finemente, zucchero a velo e un rametto di rosmarino.

Il museo diocesano di Vallo della Lucania

Ripartiamo alla volta di Vallo della Lucania: la strada in discesa scorre più veloce e arrivati nel maggiore centro del Cilento facciamo una sosta al Seminario Diocesano e al Palazzo Vescovile che è sede del Museo Diocesano e che conserva testimonianze di arte e fede dal XIII al XIX secolo. Nella piazza centrale c’è un moderno Palazzo di Giustizia e una serie di chiese che caratterizzano il territorio. Da visitare la chiesa di Santa Maria delle Grazie dei Domenicani, risalente al 1480 ma rimaneggiata da successive ristrutturazioni. Da lontano scorgiamo una grossa cupola coperta da mattonelle maiolicate e un grande campanile: è la Cattedrale di San Pantaleone, che custodisce la statua argentea del Santo con l’ampollina del miracolo (il sangue sempre sciolto di San Pantaleone).

Ci lasciamo Vallo e le sue meraviglie religiose e storiche alle spalle e proseguiamo per Moio della Civitella, fino a quando notiamo un paese posto su un colle che dà l’idea di avere un ampio e bellissimo panorama. Siamo a Gioi, un pittoresco paese agricolo adatto alla villeggiatura, famoso per la sagra del fusillo che si tiene nel periodo di Ferragosto e che richiama turisti da ogni dove. C’è tempo per una visita alle chiese della cittadina (Sant’Eustachio, Santa Maria della Porta e San Nicola) oltre che al Convento di San Francesco.
La giornata volge al termine e allora approfittiamo dell’ospitalità locale per assaggiare un piatto dei famosi fusilli di Gioi e la rinomata soppressata del paese cilentano.

Ingredienti fusilli alla cilentana
– 1 kg. Fusilli cilentani fatti in casa
– 500 gr. Carne di maiale
– 500 gr. Carne di vitello
– 500 gr. Carne di castrato
– 2 lt. Passato di pomodoro
– Cipolla
– Peperoncino
– Olio extravergine d’oliva
– Sale
– Formaggio di capra
– Aglio
Preparazione
Mettere in una pentola l’olio e soffriggere l’aglio, la cipolla e il peperoncino insieme ai pezzi di carne. Quando questa è ben rosolata, aggiungere il pomodoro passato. Al primo bollore, abbassare il fuoco e far cuocere per circa 2 ore. A parte, scaldare i fusilli, scolarli, adagiarli in una scodella e condirli con il ragù e abbondante formaggio di capra.

Laurino

Il terzo giorno
Con l’entusiasmo dei bambini, ci accingiamo a riprendere il nostro terzo giorno di viaggio. Ci lasciamo alle spalle Gioi, proseguendo per Orria e Perito, paesini situati su una cresta tra i valloni di Ostigliano e Orria, e percorrendo la strada statale 488 giungiamo a Laurino.
Alcune mura antiche delimitano il centro dell’abitato del paese che domina dall’alto il corso del Fiume Calore.

Le gole di Laurino

Alla località Vesole, in una piccola conca erbosa circondata da faggi, si apre una profonda e spettacolare voragine, definita “Grava di Vesole”, esplorata dagli speleologi fino a 300 mt, che rappresenta anche l’inghiottitoio del meraviglioso torrente di montagna Milenzio che, dopo aver sostato a lungo nella Valle si precipita a scomparire nell’abisso. Abbiamo di fronte una enorme e impressionante voragine, costituita da un doppio pozzo, profondo circa 100 m dal lato più alto e circa 43m dal lato più basso, dal fondo del quale si sviluppa una caverna a galleria con vari pozzi, cascate e laghetti. Qui, quando è in piena, precipita il Torrente Milenzio. L’ingresso nella grava è consentita solo ad esperti e con adeguata preparazione.
A pranzo assaggiamo nuovamente tutti i prodotti tipici di questa terra, compreso il rinomato pane casereccio della zona, preparato con una miscela di tre tipi diversi di farina.
Riprendiamo il cammino verso Nord e, oltrepassando una cappella con una Madonna, definita “Madonna del Monte”, giungiamo a Piaggine, paese agricolo situato sul versante destro del Calore.

Piaggine

Anche a Piaggine c’è una profonda voragine, la Grava del Raccio che sprofonda per 536 metri e che comprende, con un pozzo di 224 metri, una delle maggiori verticali del mondo. A sud dell’abitato, inoltre, c’è la Grotta del Festolaro, che si sviluppa per oltre 160 metri e che è costituita da due gallerie sovrapposte e limitate all’inizio e alla fine da due laghetti.
Sta per volgere al termine anche questa giornata. Riprendiamo il nostro percorso: si ritorna a casa. Non prima, però, di passare per Sacco e per i ruderi del vecchio centro abitato.
Ci avviamo stancamente verso casa: negli occhi e nel cuore portiamo con noi la bellezza delle zone interne del Cilento, con paesaggi mozzafiato, dove natura, storia, religione, cultura e gastronomia si fondono in un’emozione unica.

Come arrivare a:
Capaccio
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Capaccio Scalo.
Treno: la stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Paestum, sulla linea Roma-Reggio Calabria.
Autobus: autolinee pubbliche sulla linea Salerno-Agropoli con collegamenti per Salerno e per Agropoli
Trentinara
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Capaccio Scalo.
Treno: la stazione delle Ferrovie dello Stato più vicina è quella di Paestum, sulla linea Roma-Reggio Calabria.
Vallo della Lucania
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Vallo della Lucania.
Treno: stazione ferroviaria di Vallo della Lucania
Autobus: autolinee pubbliche per Napoli e Salerno
Novi Velia
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Vallo della Lucania e proseguire per Novi Velia
Treno: la stazione più vicina è quella di Vallo della Lucania
Gioi
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Omignano Scalo e proseguire per la Strada Provinciale 264 in direzione Gioi Cilento
Treno: la stazione più vicina è quella di Vallo della Lucania
Autobus: autolinee private
Laurino
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Capaccio-Roccadaspide e proseguire sulla Statale SS 166 per Laurino
Treno: la stazione più vicina a Laurino è quella di Vallo Scalo
Autobus: autolinee private
Piaggine
Auto: uscita A3 al casello di Battipaglia. Strada Statale 18 fino a Capaccio-Roccadaspide e proseguire sulla Statale SS 166 per Piaggine
Treno: la stazione più vicina a Piaggine è quella di Vallo Scalo
Autobus: autolinee private

Credits

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Sito internet: www.turismoinsalerno.it
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© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

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