Ven. Lug 19th, 2019

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I clan dilagano, record di operazioni sospette in Campania

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Si espande sempre la finanza criminale anche al Nord, decine di migliaia le persone controllate

Operazioni finanziarie sospette, segnalate alla Dia 88 operazioni della Camorra in Campania, in totale nel territorio campano tutte le iniziative sospette su cui si sono svolte indagini sono pari a 3765 (il 12,5%). Il dato del 2011, che l’Unità di informazione finanziaria ha trasmesso alla Direzione investigativa antimafia riguarda 29.971 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette, di queste 445 sono state oggetto di approfondimento investigativo. Il dato è ancora più significativo se si considera che le regioni settentrionali sembrano più interessate dai fenomeni criminali delle regioni meridionali, dove però aumentano la qualità delle indagini e delle verifiche; mentre le regioni di “provenienza” dei fenomeni criminali – dove pure sono svolti accertamenti in quantità e qualità non indifferente – sembrano “esportare” i fenomeni criminali. E la Lombardia “attira” interessi criminali dei più svariati e segnalazioni. Si tratta di considerazioni che emergono dalla Relazione annuale sulle politiche e le attività di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo attuate nel corso del 2011 dall’Unità di informazione finanziaria (UIF), dalle autorità di vigilanza, dagli organi di polizia e dalle amministrazioni competenti, che il ministero dell’Economia e delle Finanze ha trasmesso al Parlamento. «L’analisi delle segnalazioni investigate ha confermato la diffusione della criminalità organizzata su tutto il territorio nazionale oltre, quindi, i confini regionali tipici della singola organizzazione, cosi come e confermata l’infiltrazione malavitosa nel territorio lombardo». Si legge nella relazione. In particolare, delle 445 segnalazioni oggetto di approfondimento, 99 hanno riguardato cosa nostra, e di queste 63 interessano la Sicilia, ma tra le regioni “non tipiche” spicca la Lombardia, con 13, dove però, in base ai dati sulle segnalazioni è la ‘ndrangheta a farla da padrone: su 186 segnalazioni concernenti la ‘ndrangheta, di queste 36 interessano la Calabria e 94 la Lombardia. Nel Lazio invece la regione a più alta infiltrazione camorristica: di 145 segnalazioni concernenti la camorra, 88 interessano la Campania, 13 la Lombardia e 16 il Lazio. Così «L’esame delL’origine regionale delle segnalazioni, conferma la Lombardia quale regione dalla quale proviene il maggior numero di segnalazioni» per operazioni sospette. Nel 2011, la Uif ha trasmesso infatti alla Dia 29.971 segnalazioni di operazioni sospette che sono state gestite e analizzate dalla Direzione mediante il proprio software GE.S.O.S. che consente l’analisi e l’elaborazione delle segnalazioni sia a livello statistico sia sotto il profilo analitico-operativo. Il numero di segnalazioni pervenute alla DIA registra un incremento, rispetto al 2010, del 12,94 per cento. L’osservazione delle aree territoriali di provenienza delle segnalazioni di operazioni sospette, Sos, «consente di confermare che l’area costituita dalle regioni settentrionali è quella dalla quale ha origine il maggior numero di segnalazioni 14.317, pari al 47,77 per cento del totale delle Sos, seguita dalle regioni dell’Italia centrale, con 8.346, ovvero il 27,85 per cento, e dall’area composta dal sud e dalle isole, con 7300 segnalazioni (24,38 per cento)», si legge nella relazione del Mef. E «l’esame dell’origine regionale delle segnalazioni, conferma la Lombardia quale regione dalla quale proviene il maggior numero di segnalazioni». Più che nelle regioni di origine delle organizzazioni criminali. In Lombardia infatti si contano 6.349 segnalazioni, il 21,18 per cento, segue la Campania con 3765 pari al 12,5%, il Lazio con 3621 pari al 12,08%, l’Emilia Romagna 2648 ovvero 8,83%, Toscana 2390 il 7,97%, Piemonte 2352, 7,84%. La Sicilia e la Calabria si fermano rispettivamente a 1252 segnalazioni, 4,17%, e 638 segnalazioni, 2,13%.
Di tutte le 21.548 segnalazioni alla Dia, sono state approfondite le posizioni di 39.162 persone fisiche e di 11.133 persone giuridiche.
Un’altra analisi di particolare interesse istituzionale – sottolinea la Relazione del Mef – è quella che confronta le segnalazioni pervenute e le segnalazioni che hanno formato oggetto di approfondimenti investigativi prendendo in considerazione l’origine regionale delle segnalazioni di operazioni sospette. Tale confronto evidenzia che alla Calabria e alla Sicilia, pur risultando riconducibili un numero di segnalazioni in numero assoluto inferiore rispetto alla Lombardia e al Lazio, corrispondono numeri percentualmente più elevati di investigazioni. Ne consegue che, soprattutto in queste regioni a rischio d’infiltrazione criminale mafiosa, il numero delle segnalazioni inferiore a quello di altre regioni è in qualche modo “compensato” dalla qualità oggettiva delle segnalazioni. Tale dato è confermato, pur se in minor misura, anche per la Campania. Confermato è il primato della Lombardia, che oltre ad essere la regione che ha fornito il maggior numero di segnalazioni di operazioni sospette (6349), è anche quella alla quale risulta riconducibile il numero più elevato di segnalazioni investigate (120).

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