Dom. Set 15th, 2019

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La Casta si difende: la Bicamerale boccia i tagli agli enti locali

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La commissione: “insufficiente l’impianto del provvedimento e non compatibile con il Titolo V”

La Commissione parlamentare bicamerale per le Questioni regionali ha bocciato, per i profili di propria competenza, il decreto che taglia i costi di Regioni ed Enti locali. Pur considerando “apprezzabili” le misure “tese a determinare una riduzione dei costi della politica nelle regioni” e ravvisando “l’opportunità di un rafforzamento della leale collaborazione tra Stato e autonomie territoriali in merito al contenimento delle spese”, tuttavia la commissione ritiene “insufficiente l’impianto complessivo del provvedimento e di non piena compatibilità con le prescrizioni del Titolo V della Costituzione”, si legge nel parere. In particolare si fa riferimento alle previsioni in materia di “controlli della Corte dei conti sugli atti delle regioni, dei gruppi consiliari e delle assemblee regionali e di enti locali”. E si evidenzia “la carenza di incisive modalità di interazione e interlocuzione con le autonomie territoriali in relazione all’esigenza di una graduale modulazione degli interventi in materia di rafforzamento della partecipazione della Corte dei conti al controllo sulla gestione finanziaria degli enti territoriali, di tipologia dei controlli interni agli enti locali, di procedure di riequilibrio finanziario e di sviluppo degli strumenti di controllo della gestione finalizzati all’applicazione della revisione della spesa presso gli enti locali”. I commissari, nel loro parere, hanno anche messo in luce “specifici profili di criticità” sui “controlli di legittimità della Corte dei conti sugli atti regionali, ai fini della verifica del rispetto dei vincoli finanziari, nonché in relazione alla parificazione del rendiconto della regione, alla tipologia delle coperture finanziarie delle leggi di spesa, alla proposta di bilancio di previsione ed alla legittimità regolarità delle gestioni, in quanto comprimono eccessivamente la sfera di competenza propria delle autonomie regionali”. Secondo i parlamentari, il decreto “incide fortemente sull’autonomia organizzativa e gestionale degli enti locali” viste le norme sulla “revoca dell’incarico di responsabile del servizio finanziario; in tema di controllo della Corte dei conti sugli enti locali in ordine alla regolarità della gestione finanziaria, agli atti di programmazione e all’efficacia dei controlli interni di ciascun ente; in merito alle funzioni del responsabile del servizio finanziario dell’ente locale”.

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