Home
Il blog de IConfronti utilizza cookie di servizio e di analisi. Continuando la navigazione accetti l’uso di tali cookie. Più informazioni.
Tu sei qui: Home » MummyBook » La cecità dell’indifferenza

La cecità dell’indifferenza

La cecità dell’indifferenza
di Nicoletta Tancredi

bambine-che-giocano1Arriviamo sul lungomare con la felicità nel cuore. La vacanza rilassa le bambine. Ed anche me e mio marito.
Abitini freschi, cappellini colorati e il sorriso stampato sul viso: eccole correre in una triade perfetta. A vederle è più piacevole del nuoto sincronizzato. Si capiscono, senza neanche guardarsi.
Una che rincorre l’altra, poi si fermano su una panchina, inventano una canzoncina e via ad intonarla tutte e tre assieme, all’unisono. Sono bellissime le mie tre figlie!
Poco distante, appoggiata alla ringhiera, di spalle al mare, una coppia. Sulla quarantina.
Distinti entrambi.
Lei, purtroppo, ha lo sguardo fisso davanti a sé. Le bambine sono proprio lì davanti a lei, ma la donna non ci fa caso.
Non le guarda neanche. È evidente che la signora sia cieca…
Insomma, quando giriamo per il villaggio, dove abbiamo preso un appartamentino, non c’è persona che non si fermi a farmi i complimenti. “Quanto sono belle”… “Sono gemelle?”… “Come sono vestite bene”… “Ma che carine”… “davvero graziose”… “Incantevoli” … etc..etc…
E, anche se restano in silenzio, colgo nel loro sguardo una tenerezza che solo i bambini possono suscitare.
Paola, Camilla e Sandra continuano a scorrazzare sul lungomare assolato, ma io intanto mi intristisco al pensiero che questa donna non veda e dunque non possa godere della vista delle mie figlie.
In questo momento, ad esempio, Sandra ha preso a correre.
Proprio ieri mattina, un signore, romano, a giudicare dalla parlata, vedendo Sandra correre, ha esclamato “ndò annamo, trottolì?”
E invece questa donna, mentre Sandra corre felice dietro alla gioia dell’infanzia, resta immobile, parla con l’uomo che le è accanto, e il suo sguardo è sempre fisso, perso nel vuoto.
Che tristezza! La vita le scorre davanti.
E lei niente. Nel buio!
In mano ha la bustina di una farmacia. Chissà cosa ha comprato!
Quando è evidente che per la sua patologia più grave non ci siano cure.
Certo che rispetto agli altri non vedenti, questa donna non sembra che abbia gli altri sensi più sviluppati.
L’udito, per esempio, voglio dire. Possibile che non senta neppure le voci pimpanti delle mie bambine?
Dovrebbe comunque mostrare una qualche smorfia di compiacimento a sentirle cantare.
E invece niente.
Quando poi la canzoncina che ha inventato Paola (“Noi siamo tre bambine e siamo piccoline, amiamo le barchette, facciamo le puzzette…”) è così divertente…
Eppure chi le sta accanto le parla sottovoce.
Mah!
Non c’è dubbio, questa donna non è come gli altri non vedenti, che osservano il mondo con i colori del cuore.
No, questa donna vive nel buio più profondo… anche perché ad un certo punto, saluta cordialmente l’uomo, monta in bici e se ne va!

Piccole e (in)confutabili verità di Mummybook

Informazioni sull'Autore

Numero di voci : 128

Lascia un Commento

© 2012 iConfronti-inserto di Salernosera (Aut. n. 26 del 28/11/2011). Direttore: Andrea Manzi. Contatti: info@iconfronti.it

Scroll in alto