Mer. Lug 24th, 2019

I Confronti

Inserto di SalernoSera

La Chiesa che vogliamo vive tra i poveri

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di Luigi Zampoli
di Luigi Zampoli

DSCN2397Don Pasquale Mastrangelo ha l’eloquio pacato e sereno di chi il bene lo predica e lo pratica nella sua comunità, la chiesa di San Paolo e nei territori lontani dell’Africa, in Burkina Faso, dove opera l’Associazione O.N.L.U.S. “Semi di Speranza”.
Ci racconta delle tante attività in quelle terre lontane, assieme alla locale parrocchia di Gelgen, diocesi di Koupala, una zona a circa 150 km dalla capitale del Burkina, Ouagadougou; i progetti vanno dall’alfabetizzazione dei bambini in età scolare, alle adozioni a distanza, cure mediche, carrozzine per i disabili, progetti per l’implementazione delle coltivazioni agricole e delle infrastrutture.
Un impegno costante, ormai ventennale, che Don Pasquale, direttore del Centro missionario di Salerno, e l’associazione portano avanti con tenacia ed entusiasmo, recandosi in Africa ogni anno per circa tre settimane con la preziosa collaborazione di volontari come la giovane Bernardette, tra le mille difficoltà che possono incontrarsi in luoghi in cui la capacità di adattarsi a condizioni di vita proibitive è il primo requisito per operare e portare avanti le attività di assistenza e volontariato.
Il Burkina Faso è uno dei paesi più poveri del mondo, caratterizzato da un alto grado d’instabilità politica, come testimonia il tentativo di colpo di Stato dell’anno scorso, e da condizioni di sicurezza precarie (è recente l’attentato all’albergo dagli stranieri nella capitale); eppure gli abitanti di questo piccolo Stato africano, i burkinabè, non hanno perso la loro indole tranquilla e pacifica. Don Pasquale sottolinea come un’intera generazione di bambini sia diventata adulta crescendo e studiando nelle scuole istituite dalle missioni, ragazzi che grazie all’impegno dell’associazione e della comunità cristiana locale hanno avuto la possibilità di formarsi e avviarsi a una professione, mettendo le loro acquisite competenze al servizio dei territori d’origine.
Sta crescendo, pertanto, una giovane popolazione del Burkina che potrà intraprendere un percorso di sviluppo civile e democratico anche a beneficio delle comunità rurali e dei piccoli centri in tutto il resto del paese dove diffusissime sono le iniziative degli ordini missionari.
I due pilastri dell’attività delle missioni sono rappresentati dai progetti per lo sfruttamento agricolo del territorio e per l’approvvigionamento di acqua, sia per l’irrigazione dei campi coltivati che per il fabbisogno della popolazione e dalle iniziative d’inclusione dei bambini nei programmi di apprendimento e scolarizzazione.
Don Pasquale nella nostra conversazione insiste più volte su questi due punti cruciali: acqua e scuola, i due bisogni primari che devono essere soddisfatti in Burkina Faso e che sono al centro del lavoro delle O.N.L.U.S. operanti in quei luoghi.
Le stesse scuole cattoliche, continua il parroco, sono state inserite nel percorso didattico statale, a riconoscimento del valore educativo, pedagogico conferito dall’attività di formazione svolta dalle missioni; sono quei valori che trovano terreno fecondo nella grande umanità che contraddistingue della gente del posto.
C’è un valore che il responsabile della parrocchia San Paolo ribadisce: il tratto comune degli abitanti di Gelgen è quello della profonda riconoscenza che anima chi ha ricevuto sostegno ed aiuto concreto dall’opera di assistenza; persone che a distanza di diversi anni non dimenticano quanto ricevuto e non mancano, ad ogni nuovo incontro, di mostrare la loro costante gratitudine.

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