La Circumvesuviana non pagherà gli stipendi di novembre

La Circumvesuviana non pagherà gli stipendi di novembre

Dipendenti della Circumvesuviana senza stipendi del mese di novembre. Ecco l’ennesima conseguenza del fallimento dell’EavBus. Dopo il blocco di alcuni bus rimasti senza benzina ed i macchinisti di MetroCampania NordEst in fuga dai treni per malattia o permessi familiari, oggi è giunta la comunicazione, con un comunicato ai dipendenti dall’Amministratore unico della Circumvesuviana, Gennaro Carbone, che il pagamento degli stipendi è rinviato. Nel documento, infatti, si legge: “Il precipitare della situazione economico finanziaria di EavBus, posta in fallimento da una sentenza del tribunale di Napoli, unita al deficit di liquidità che ormai ci accompagna da alcuni mesi, ci rendono impossibile il pagamento delle retribuzioni del mese di novembre 2012, entro la data prevista del 26”. E chissà se ai dipendenti Circum basta sapere chè c’è il massimo impegno dei vertici societari, per i lavoratori non c’è certezza, perché lo stesso Dottor Carbone nella nota dispone: “consapevoli delle difficoltà cui dovrete fa fronte, stiamo lavorando, insieme ai vertici di Eav Holdig per trovare una soluzione immediata e duratura a tale problema, sperando di comunicarvi, al più presto possibile, la nuova data dell’effettivo pagamento delle retribuzioni in oggetto”. La circumvesuviana già subisce un buon numero di corse cancellate, partenze sospese, con i ferrovieri pronti a marcare visita per stress adesso questo fa temere il peggio per viaggiatori e pendolari. Ieri poi quattro macchinisti su sette e due agenti di stazione della MetroCampania NordEst sono risultati assenti per malattia e permessi familiari. Cancelli sbarrati all’alba, viaggiatori nel panico, per loro è stato impossibile raggiungere uffici, scuola e università. Ufficialmente nulla di irregolare sulla carta, ma di fatto si è trattato dell’ennesimo «sciopero mascherato» che maschera sempre meno il disagio dei manovratori. La Sepsa al momento si mantiene tranquilla come fuoco sotto la cenere; anche troppo, visto che i treni non superano la velocità di 30 chilometri l’ora. È il collasso del sistema trasporti della provincia, contenitore di quattro aziende nessuna delle quali – tra fallimenti e aspre vertenze sindacali – sembra assolvere più al suo dovere di servizio pubblico.

m.amelia

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