Lun. Ago 19th, 2019

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La Colao fa tutto su Facebook: si arrabbia e si dimette

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Annamaria Colao ha rimesso il mandato nell’osservatorio per le scuole mediche

Annamaria Colao, professoressa di Endocrinologia alla Federico II, e moglie del presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, ha rimesso il “contestato” mandato nell’osservatorio regionale per le scuole mediche di specializzazione direttamente nelle mani del preside della facoltà di Medicina e Chirurgia. Anche questa decisione è stata anticipata attraverso un messaggio sulla propria bacheca di Facebook, dove nei giorni scorsi si era sfogata contro chi l’aveva attaccata per la sua designazione. «Voglio tranquillizzare il consigliere Carlo Aveta – ha scritto Colao sul social network – e tutti coloro che ritengono la mia presenza nell’osservatorio ”inopportuna”, che ho già informato il preside di Medicina che rimetto a lui la scelta di un altro rappresentante della facoltà per le scuole di specializzazione medica. Il mio tempo da ora in avanti lo dedicherò a migliorare la cultura e lo stato della ricerca internazionale che mi ha sempre dimostrato grande apprezzamento e che mi ha dato enormi soddisfazioni. Inutile dire, molto ma molto di più del nostro piccolo mondo antico». La polemica è scoppiata quando Annamaria Colao, è stata nominata membro dell’Osservatorio per la formazione medico specialistica per verificare lo standard di attività assistenziali dei medici specialistici, con un atto che in calce reca la firma del marito, il presidente Stefano Caldoro. La dottoressa anche in questo caso si è sfogata con un lungo «post» su Facebook, dicendo: «Questo evento mi fa capire due cose. Innanzitutto che chi parla quasi sempre non conosce le cose di cui parla. In particolare il consigliere Aveta, forse più avvezzo ai meccanismi della politica che a quelli dell’Università, non si è preoccupato di leggere gli atti ma ha solo fatto una audizione elementare. Vale a dire ”professoressa Colao in commissione, firma del governatore, uguale familismo”». «La mia nomina, insieme con quella di altri eminenti colleghi di Federico II, Sun e dell’ordine dei medici era interamente – e lo sottolineo – responsabilità della Facoltà di Medicina, e in nessun caso il governatore può esimersi dal firmare un atto dovuto. A meno che non vuole essere perseguito per legge per omissione di atti d’ufficio. Quindi qualcuno dovrebbe spiegarmi il familismo. Tutt’al più si doveva criticare la facoltà di Medicina per aver proposto me, e suggerire di proporre altri ugualmente (più o meno) all’altezza» dice la Colao che riprende, poi, elogiando le ”qualità” mediatiche del social network: «Atraverso Fb si può ottenere più rispetto che attraverso 30 anni di lavoro indefesso, attento, al top delle classifiche mondiali. Allora forse devo cambiare strategia con i miei giovani collaboratori ed invece di insegnar loro la metodologia di ricerca, la corretta diagnosi e la migliore terapia per i pazienti dovrò insegnar loro a stare su Fb». Infine conclude: «In ultimo, posso perdonare chi non conoscendomi, ha dato orecchio alle critiche di familismo e all’idea che io sia una raccomandata. Non fanno parte del nostro mondo accademico e non sono obbligati a conoscere il mio curriculum. Purtroppo la cronaca recente ha portato all’attenzione troppi casi di promozioni senza valore. Ma da un consigliere regionale, pagato anche con i fondi derivanti dalle tasse che io pago, mi aspetto che lavori e si documenti sempre e su tutto prima di avanzare alcun commento e alcuna critica. E questo non vale solo per lui ma vale per tutti coloro che percepiscono uno stipendio pagato dai cittadini. In caso contrario, il loro stipendio sarebbe meglio fosse speso in cose più importanti per la nostra comunità».

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