La convocazione del Consiglio nazionale Pdl? Solo propaganda

La convocazione del Consiglio nazionale Pdl? Solo propaganda
di Angelo Giubileo

ansa - bonessa - GIUSTIZIA: CDM APPROVA A UNANIMITA' RELAZIONE ALFANO ++Il 25 ottobre scorso l’Ufficio di Presidenza del Pdl ha convocato per l’8 dicembre p.v. il Consiglio nazionale del partito, al fine eventuale di approvare la decisione del ritorno, per così dire, di Forza Italia. L’annuncio ha generato una ridda di discussioni e quindi di ipotesi su eventuali mutamenti di scenari sia all’interno dell’attuale organizzazione del partito sia all’esterno ed in prospettiva rispetto ad eventuali scelte riguardanti il governo del paese ed in particolare la politica delle alleanze con il Pd e Scelta civica.

La politica, ridotta già da tempo a cronaca quotidiana, ha dato prova ancora una volta, l’ennesima nel nostro paese, di come si ritenga necessario continuare semplicemente a far parlare di sé, senza che in effetti cambi poi qualcosa. Questo andazzo dimostra sostanzialmente che, in Italia, o la politica non vuole cambiare le cose o viceversa non ha essa stessa il potere per cambiarle. E allora, sembra che ai mestieranti della politica non resti altro che innovare i copioni, cambiare le scene e magari, talvolta, anche i protagonisti.  Ma neanche di questo è possibile che qui si discuta, avendo riguardo ancora una volta al caso della destra di Silvio Berlusconi.

A norma di statuto del Pdl (art. 16), l’Ufficio di Presidenza ha convocato il Consiglio Nazionale del partito, ma il Presidente Berlusconi per la seduta del 25 ottobre ha scelto di non estendere l’invito “a partecipare ai lavori anche ad altri soggetti in base al loro incarico istituzionale o di partito”. Si è trattato cioè di una riunione dell’Ufficio di Presidenza in formato per così dire ristretto, alla quale è stato ritenuto un bene, per non alimentare tensioni e quindi divisioni interne, che non partecipassero quelli che prima erano stati definiti colombeed ora invece indicati come alfaniani o governativi, in contrapposizione agli ex-falchi e ora cosiddetti lealisti. I quali, è da notare, pare che non abbiano ancora trovato un proprio leader in nome del quale intestare la propria appartenenza di corrente, termine anche questo che peraltro lo stesso Renzi, dalla sponda governativa opposta del Pd, vorrebbe ora rottamare. E dunque, si è subito gridato ai quattro venti (che è esattamente un modo di dire in base al quale si farebbe sapere a tutti qualcosa che piuttosto sarebbe meglio tenere segreto; ma non è, come diremo a breve, questo il caso) di una contesa in corso, di una separazione all’interno del Pdl, di una scissione che di fatto potrebbe portare al ritorno di Forza Italia ed alla nascita di un nuovo partito, anzi di due nuovi partiti.

E invece niente di tutto questo, anzi per gli effetti si tratta esattamente del contrario! Perché, sempre a norma di statuto (art. 19), il Consiglio Nazionale “è presieduto e convocato dal Presidente nazionale” ed è costituito da un numero anche qui del tutto imprecisato di “associati”. La scelta anticipata di voto del gruppo degli alfaniani il 2 ottobre in Senato ha posto una “questione politica rilevante”, che a norma di statuto il Presidente nazionale può demandare al Consiglio Nazionale, come di fatto fissato per la giornata dell’8 dicembre. Il giorno stesso in cui sono state indette le primarie del Pd per l’elezione del nuovo Segretario nazionale.

All’interno del Consiglio Nazionale, occorrerebbe quindi che la decisione di ratificare una separazione sia presa a maggioranza qualificata di almeno due terzi dei componenti dell’assemblea. E pertanto, proseguendo nel ragionamento, tanto premesso, ne consegue che non è in ogni caso possibile né prima stabilire con precisione quanti siano i componenti che potranno partecipare alla seduta del prossimo Consiglio Nazionale nè indicare, con maggiore o minore approssimazione, il numero di coloro che, provenendo da nord a sud e passando per il centro della penisola, poi andrebbero nel corso della seduta a sostenere le diverse posizioni di due fino a quell’ora presunti ed opposti schieramenti.

E allora, stando così le cose, non resta che evidenziare quanto è, in effetti, realmente accaduto la settimana scorsa, anche a seguito delle precisazioni da subito manifestate, dall’interno del Pdl, dagli attori iscritti ai supposti diversi schieramenti. E cioè, che altro non c’è se non l’ulteriore conferma, l’ennesima, che il Pdl continua a permanere, con forza, nella guida politica di Silvio Berlusconi e che l’8 dicembre – è questa la vera notizia! – è stata indetta una nuova manifestazione di propaganda e quindi di festa del partito. In concomitanza ed in contrapposizione all’iniziativa delle primarie del Pd, che pur vorremmo siano altro che una semplice festa. Che si tratti piuttosto, ovunque, di un’iniziativa davvero democratica e partecipativa; esattamente il contrario di quanto pare sia invece accaduto nei giorni scorsi in molti dei sedicenti congressi cittadini e provinciali del partito, da nord a sud  passando per il centro della penisola.  

                                                                                                                                                                                    

 

 

redazioneIconfronti

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